Uno schermo odoroso

I display a cristalli liquidi emetteranno il profumo delle immagini visualizzate

Altro che pesce d’aprile. Al contrario di Google Olezzo , con cui Mountain View ha burlato gli utenti in occasione del primo giorno del mese scorso, il monitor che emette odori potrà essere presto una realtà.

Il ricercatore Haruka Matsukura dell’University of Agriculture and Technology di Tokyo, in Giappone, ha presentato alla conferenza IEEE Virtual Reality di Orlando, in Florida, il primo schermo LCD capace di emettere odori e profumi sulla base delle immagini mostrate a video.

L’idea di abbinare immagini a odori per coinvolgere tutti i sensi del pubblico non è nuova: al di là dei recenti sistemi videoludici pensati per interagire con l’olfatto dei giocatori, i sistemi Small-o-Vision risalgono al 1960, quando in tre differenti cinema di New York, Los Angeles e Chicago venne proiettato per la prima volta il film “Scent of Mistery”. Durante la proiezione e in particolari momenti del lungometraggio, una speciale apparecchiatura diffondeva in sala essenze e odori capaci di coinvolgere gli spettatori. Questo esperimento non offrì buoni risultati tanto da non essere apprezzato dai presenti, a causa di un’errata sincronizzazione dell’emissione odorosa con le immagini, a causa della rumorosità del dispositivo di emissione e di un’oggettiva difficoltà di controllare gli odori dopo l’emissione.

Il sistema sviluppato dai ricercatori del Sol Levante è innovativo rispetto ai sistemi utilizzati fino ad ora, in quanto l’odore diffonde dai quattro angoli dello schermo attraverso un flusso di aria che passa su una tavoletta di gel profumato. Il flusso di aria è però controllato con alcune ventole, la cui velocità e posizione sono controllate attraverso un microprocessore e un apposito software, programmato per fare in modo che l’utente posto davanti al monitor percepisca l’odore come proveniente da una ben delimitata regione dello schermo.

In questo modo, la diffusione dell’odore è più naturale e fa sembrare allo spettatore che sia concentrata in un determinato punto del display, allontanandosi dal quale si ha la sensazione che l’odore vada scemando.

Per ora il sistema può produrre un solo profumo alla volta, ma i ricercatori sono convinti che si possano sostituire le microsacche di gel con delle cartucce di fragranze che, una volta mescolate tra loro, possano dar vita a differenti tipologie di odori, mimando il funzionamento delle stampanti con i colori primari.

Non è stata data notizia su una possibile commercializzazione del prototipo, che sembra però destinato ai ristoranti, ai supermercati, alle profumerie o in generale ai pannelli pubblicitari dedicati a prodotti alimentari o a profumi.

(via Newscientist.com )

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