uRank, Microsoft sperimenta sul search

L'esperienza della ricerca online può migliorare grazie al contributo di tutti, alla condivisione delle modalità di presentazione dei contenuti e agli appunti personali. Parola di BigM

Roma – Per quanto una buona fetta del business di Redmond continui ad essere concentrata sul software in scatola, i sistemi operativi monolitici e gli ecosistemi di accesso fatti di console videoludiche, lettori multimediali e servizi on-line, il gigante dell’IT non disdegna di investire in esperimenti su strumenti innovativi : è proprio per sperimentare con le possibili funzionalità di un search engine di nuova generazione che Microsoft ha dato vita a uRank , un prototipo di ricerca in cui chi partecipa (solo utenti con account Windows Live ID e domicilio negli States) contribuisce attivamente a fornire informazioni su come le informazioni sul web dovrebbero essere raccolte, elaborate e presentate all’utente finale.

I risultati delle ricerche condotte su uRank non sono statici ma possono essere modificati , arricchiti e condivisi a piacimento tra gli utenti. La posizione delle voci individuate può essere cambiata, spostando in senso ascendente o discendente il contenuto; si possono aggiungere note personali al risultato, copiarlo in altre ricerche o cancellarlo, ed è disponibile una funzionalità di “tagging” delle ricerche.

Un’altra caratteristica di valenza eminentemente “social” è la possibilità di aggiungere “amici” al proprio profilo con cui condividere il contenuto delle ricerche già eseguite , integrando una funzionalità di bookmarking direttamente nel motore di ricerca.

Essendo un semplice prototipo senza alcuna pretesa di completezza, uRank ha il solo scopo di fornire a Microsoft indicazioni sulle esigenze degli utenti nella ricerca delle informazioni sul web: tutti gli “esperimenti” e le modifiche fatte sul sito rimarranno nella “sandbox” senza alcun collegamento con servizi esterni , ma serviranno augurabilmente a migliorarli e a renderli sempre più alla portata di chi non mastica query alternative e Google Hacks a colazione.

Sempre che, naturalmente, il numero di partecipanti all’esperimento sia tale da fornire indicazioni realmente utili al miglioramento di un’attività, la ricerca sul web, che è bene o male rimasta la stessa da qualche anno a questa parte e nonostante i tentativi di evoluzione non manchino.

Alfonso Maruccia

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