USA, i provider dirottatori

Una ricerca sponsorizzata da EFF rivela una cupa verità fatta di ricerche web intercettate e utenti svenduti ai pubblicitari in cambio di profitti. Coinvolti una dozzina di ISP a stelle e strisce

Roma – Le ricerche web degli utenti una buona dozzina di provider Internet statunitensi vengono filtrate, analizzate ed eventualmente redirette a indirizzi diversi rispetto ai provider usati dall’utente (Google, Bing e altri): è quanto hanno scoperto Electronic Frontier Foundation (EFF) e l’ International Computer Science Institute della University of California, Berkeley, identificando il servizio di proxy attraverso cui passano le query di ricerca per l’analisi dei pacchetti di dati.

Lo studio , a opera di Christian Kreibich e Nicholas Weaver, chiama in causa i seguenti ISP statunitensi attivi nel mercato locale: Cavalier, Cincinnati Bell, Cogent, Frontier, Hughes, IBBS, Insight Broadband, Megapath, Paetec, RCN, Wide Open West, XO Communication. Per tutti l’accusa è di usufruire del servizio di proxy e analisi dei dati fornito da Paxfire, società che provvede a monetizzare particolari “keyword” di ricerca spedendo l’utente direttamente sulla pagina prevista dai programmi affiliati piuttosto che il solito motore di ricerca.

È proprio grazie ai singoli programmi affiliati che la catena di società coinvolte nello sporco affaire del “search sniffing” monetizza le ricerche degli utenti : basta cercare termini come “apple”, “dell”, “groupon”, “wsj” e altri perché la pagina di arrivo venga rediretta dal motore di ricerca a siti previsti da network pubblicitari quali Commission Junction, Google Affiliate Network, LinkShare e Ask.com.

Questo tipo di attività di “dirottamento” delle ricerche web è illegale, è già stata sanzionata e pesantemente criticata in passato ma a quanto pare i “piccoli” ISP a stelle e strisce preferiscono rischiare pesanti contraccolpi legali piuttosto che farsi mancare un profitto.

Gli utenti affetti dal problema possono difendersi grazie al protocollo HTTPS e a estensioni per browser web come HTTPS Everywhere, appena arrivato alla main release 1.0 a 13 mesi dalla distribuzione della prima beta pubblica.

Sia come sia, i contraccolpi legali già bussano alla porta dei suddetti provider: lo studio legale di New York Reese Richman and Milberg ha appena avviato le procedure per una class action nei confronti dell’ISP RCN e Paxfire, entrambe basate nello stato della Virginia.

Alfonso Maruccia

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  • Roby10 scrive:
    buon senso
    Mi sono sempre chiesto, a parte la legge o le regole della borsa/economia etc...A voi sembra normale che io ed un amico facciamo una società e avviamo un progetto mettendo che so 10.000 euro a testa, poi lui sparisce e se ne va in Jamaica per 10 anni.Nel frattempo io dal quel mini sitarello tiro fuori un mega portale, lo miglioro, faccio soldi, assumo personale, compro ufficio, trovo investitori, divento una multinazione, assumo migliaia di persone, faccio i miliardi.A questo punto bello bello torna il mio amico e mi chiede 20 miliardi... Solo io ci vedo qualcosa di strano?? Non dico che non gli spetti nulla, e nemmeno che gli devo solo i 10.000 euro che ci aveva messo, ma nemmeno il 50% di tutta la società.Se nel tempo ci son stati milionate da altri investitori con ricapitalizzazioni, quote societarie divise/vendute e ridivise, etc... non dovrebbe esserci un modo di calcolare e rivalutare quei 10.000 euro e dargli non so... 20-30 milioni?? (che mi sembra pure un bel guadagno senza aver fatto un c...o per anni).
    • JokerAHAHAH scrive:
      Re: buon senso
      assolutamente d'accordosai com'è però; avrà iniziato pensando appunto di estorcere quei 20/30 mln ipotetici, poi si sarà detto "perchè non le quote maggioritarie?", così da poter diventare padrone di un colosso...ma ora mi viene in mente: mettiamo il caso che il giudice gli dia ragione e gli venga conferito l'84% della società.in questa maniera diventerebbe socio maggioritario, quindi quello che comanda. gli investitori sarebbero ancora contenti, oppure scapperebbero come topi?
      • mcguolo scrive:
        Re: buon senso
        Finché FB genera soldi, gli investitori rimangono. Penso abbiano abbastanza peli sullo stomaco per non farsi scrupoli etici... certo, bisogna appunto vedere se continuerà a generare profitti. Ma gli utenti abbandonerebbero la piattaforma solo per il cambio al vertice?
        • JokerAHAHAH scrive:
          Re: buon senso
          beh se fb è arrivato dov'è ora, lo si deve al fatto che alla guida c'è uno che ha avuto delle grandi intuizioni.se se ne va la mente principale, potrebbe scaturirsi una storia simile alla apple post jobs
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