USA, il copyright vede e provvede

Al vaglio una proposta dell'organizzazione mondiale dei ciechi per liberare a livello transfrontaliero la condivisione di migliaia di testi digitalizzati. Ma i detentori dei diritti non sono d'accordo
Al vaglio una proposta dell'organizzazione mondiale dei ciechi per liberare a livello transfrontaliero la condivisione di migliaia di testi digitalizzati. Ma i detentori dei diritti non sono d'accordo

Lo scontro sembra essersi inasprito, nel momento in cui a Ginevra si discute sull’ipotetica adozione di un particolare trattato che assicuri agli utenti non vedenti di tutto il mondo un’ adeguata protezione legale per la conversione di libri e documenti nei formati a loro più accessibili . La proposta della World Blind Union (WBU) – sostenuta dai governi di Brasile, Ecuador e Paraguay – verrà presto vagliata dalla commissione della World Intellectual Property Organization (WIPO), dai 184 stati membri dell’organizzazione che promuove la creatività attraverso la protezione della proprietà intellettuale.

Quella della WBU è una battaglia che non ha trovato appoggio soltanto presso i governi del Sudamerica, ma anche presso una nutrita schiera di scrittori e giornalisti che vorrebbero raggiungere con facilità anche persone con gravi problemi di vista. La commissione della WIPO dovrà stabilire ora se introdurre delle particolari eccezioni transfrontaliere che consentano una più libera circolazione di migliaia di testi digitalizzati (e protetti da sistemi di DRM), letti da utenti non vedenti attraverso dispositivi come Pac Mate e Book Port .

“Il trattato costituirebbe certamente un precedente – ha spiegato Manon Ress, responsabile dell’organizzazione a tutela dei diritti umani Knowledge Ecology International – ovvero il primo siglato non a favore dei detentori dei diritti, ma a favore degli utenti. A favore di tutti quegli utenti non vedenti che hanno bisogno di avere facile accesso a materiale protetto da copyright”. Ma c’è un problema: i detentori dei diritti non sono d’accordo su quello che è stato chiamato per intero trattato per la condivisione di formati accessibili di opere protette dal copyright per persone non vedenti o affette da altri problemi di vista .

In una lettera , Brad Huther, senior director della U.S. Chamber of Commerce , ha spiegato che la proposta della WBU e dei governi sudamericani andrebbe a sollevare una serie di importanti problematiche, in primis quella relativa ad una presunta pericolosità del trattato stesso. A suo dire, questo potrebbe scatenare una sorta di reazione a catena, iniettando nel mondo un altro minaccioso virus della pirateria legata a contenuti testuali in formato digitale .

“Questa proposta – si legge nella lettera recapitata allo U.S. Copyright Office – costituisce un precedente negativo perché allenta le restrizioni a tutela del diritto d’autore, mentre qualsiasi altro trattato del genere ha sinora provveduto a rinforzarlo”. Huther ha continuato sostenendo che la comunità internazionale non dovrebbe farsi coinvolgere in un pericoloso paradigma di esenzione dal copyright come quello proposto da governi, autori e associazioni di consumatori non vedenti.

Ad accodarsi alla posizione della Camera di Commercio statunitense, le associazioni del cinema e del disco MPAA e RIAA che hanno descritto uno scenario apocalittico di smantellamento dell’intera struttura globale della tutela dei detentori dei diritti. Il tutto a seguito dell’adozione di particolari misure legali per permettere a persone affette da disturbi alla vista di poter condividere liberamente i propri libri preferiti senza limiti di frontiera. Secondo AAP, associazione statunitense degli editori, le comunità dei non vedenti non andrebbero discriminate: dovrebbero pagare come tutti gli altri.

Mauro Vecchio

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14 12 2009
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