USA, il generale di Stuxnet

Un nuovo nemico per gli States: sotto indagine il responsabile dell'operazione che portò alla creazione del famigerato malware anti-iraniano. Sarebbe colpevole di diffusione di informazioni segrete

Roma – Se le rivelazioni di NBC News sono corrette, gli USA intendono aprire un nuovo caso Snowden mettendo alla berlina James “Hoss” Cartwright, generale di Marina in pensione che avrebbe concepito e gestito l’operazione nota come “Olympic Games” sguinzagliando il worm Stuxnet contro le centrali iraniane per l’arricchimento dell’uranio.

Cartwright, generale a quattro stellette e secondo ufficiali più alto in grado dell’intera forza militare statunitense, avrebbe proposto all’amministrazione Bush un’iniziativa di cyber-sicurezza senza precedenti. Quella iniziativa avrebbe poi dato origine – con il contributo dei servizi segreti israeliani – al succitato Stuxnet e all’intero dibattito sul cyber-warfare del nuovo millennio scaturito dall’individuazione del worm “in the wild”.

Ora Cartwright è sotto indagine federale , spiegano le fonti dell’emittente statunitense, perché dopo aver proposto e gestito l’operazione Olympic Games il generale avrebbe spifferato tutto alla stampa rendendo pubbliche informazioni riservate che non sarebbero mai dovute uscire dalle segrete stanze del cyber-spionaggio a stelle e strisce.

Qualora ci fosse del vero nella vicenda Cartwright, il generale in pensione – ed ex-consigliere della Casa Bianca – sarebbe il nono nominativo a entrare nella “colonna infame” delle talpe accusate dall’Amministrazione Obama di spionaggio secondo lo Espionage Act del 1917.

Alfonso Maruccia

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  • MacGeek scrive:
    Etichette
    Una volta ho letto un'articolo sulle etichette dei bagagli degli aerei. C'è stata negli anni molta più ricerca ed evoluzione di quanto si pensi. Il tipo di carta, colla, plastificazione della carta, forma è tutto studiato con attenzione e con anni di 'debugging' affinché tali etichette siano veloci da mettere, leggere e soprattutto non si stacchino dal bagaglio (che è sempre stato un problema).Poi, vabbè, a fiumicino le valigie le sventrano e le prendono a calci e non sai mai SE e QUANDO ti verranno riconsegnate. Ma questo non è colpa delle attuali etichette.
  • umby scrive:
    Ma!
    "Una volta effettuato il check-in, allo smartphone del viaggiatore viene inviato un codice a barre che può essere trasferito per contatto all'etichetta e-ink, probabilmente attraverso una tecnologia di scambio dati senza fili come NFC o similare."Ció presuppone che:Devo avere uno smartphone. In vacanza mi porto il cellulare piú scarso, semmai lo perdo...Alla compagnia deve consegnare il mio numero telefonico. Ciccia!Se la valigia invece di Sal (Cabo Verde) finisce a Nanjing, l'etichetta me la fa tornare da me, o la valigia la porta a casa il cinesino (o la cinesina) del reparto bagagli?
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