USA, il grande occhio dei federali

I vertici dell'FBI avrebbero formato un'unità per la sorveglianza delle comunicazioni elettroniche. Per ascoltare le conversazioni su Skype e analizzare i dati social. Mentre il governo attacca Al Qaida

Roma – Un’inchiesta portata avanti dalla testata specializzata CNET , in seguito alla scrupolosa revisione di alcuni documenti fatti circolare dal governo di Washington. I vertici del Federal Bureau of Investigation (FBI) avrebbero formato una specifica unità di sorveglianza con base operativa a Quantico, nello stato della Virginia.

Il Domestic Communications Assistance Center (DCAC) permetterebbe agli agenti federali di avviare un gigantesco meccanismo di tracciamento delle comunicazioni sulle reti elettroniche, dalle connessioni fisse a quelle wireless . Un’operazione interna al programma Going Dark , finanziata dal Senato statunitense con un fondo da 54 milioni di dollari.

Come funzionerebbe questa unità di sorveglianza? Secondo CNET , gli agenti di polizia sarebbero capaci di intercettare e decodificare tutte le conversazioni avute dai netizen attraverso i servizi VoIP come Skype . Al DCAC avrebbero lavorato ad una serie di dispositivi hardware per l’analisi di quei dati forniti da un provider o un social network in risposta ad una specifica ordinanza firmata da un giudice.

L’apparato tecnologico ideato dal Bureau funzionerebbe anche per le attività di sorveglianza nei singoli dipartimenti di polizia degli States . Ulteriori indizi sono poi fuoriusciti da un annuncio di lavoro postato online dallo stesso FBI per la ricerca di candidati esperti nell’uso di tecnologie come PacketCable e T1.678, quest’ultima sfruttata per l’intercettazione di conversazioni a mezzo VoIP .

Uno scenario da Grande Fratello a cui si aggiungono le sempre più pressanti preoccupazioni nella guerra del cyberspazio. L’agenzia di stampa Associated Press ha rivelato in esclusiva un attacco informatico portato a termine dal Dipartimento di Stato contro alcuni siti web gestiti da Al Qaida nello Yemen . Avrebbero sostituito i messaggi di propaganda anti-americana con una serie di inserzioni pubblicitarie – c’è chi l’ha subito soprannominata Operation AdWords – sulle terribili pratiche del terrorismo.

Mauro Vecchio

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