USA, il Senato sceglie la sorveglianza di CISA

La politica di Capitol Hill ha approvato la controversa legge per la cyber-sicurezza, anche se in realtà la nuova norma rafforza solo il tecnocontrollo dell'intelligence. La battaglia non è ancora finita, promettono gli oppositori

Roma – Come promesso nei giorni scorsi dal leader della maggioranza repubblicana che tiene in scacco le due camere del Congresso americano, la controversa norma per la cyber-sicurezza nota come Cybersecurity Information Sharing Act (CISA) è stata approvata con uno schiacciante voto favorevole bipartisan. La norma non è ancora legge, e prima che il presidente Barack Obama (che supporta l’iniziativa) abbia modo di firmarla gli oppositori promettono di dare battaglia fino all’ultimo.

Incarnazione “rinnovata” di una proposta di legge precedente affossata dalle reazioni di pubblico e attivisti (CISPA), CISA garantisce in sostanza l’immunità legale alle aziende tecnologiche in caso di “indicatori di cyber-minaccia”: i colosso IT dovranno condividere i dati dei loro utenti con il Departement of Homeland Security (DHS), e da qui i suddetti dati potranno facilmente viaggiare verso le altre agenzie americane a tre lettere – National Security Agency (NSA) inclusa.

CISA è stata pensata per migliorare la cyber-sicurezza e la collaborazione tra pubblico e privato nel contrasto al crimine informatico, un principio lodevole che in pratica non garantisce sufficienti tutele alla privacy degli utenti dei summenzionati colossi IT: tutti gli emendamenti pensati per migliorare CISA in tal senso sono stati respinti, e qualora la legge venisse approvata in via definitiva l’intelligence avrebbe a disposizione un canale di accesso ai dati personali perfettamente legale e con ben poche restrizioni.

Il Senato americano ha approvato CISA con un voto favorevole di 74 a 21, nomi e cognomi dei senatori favorevoli e contrari sono a disposizione del pubblico e le reazioni all’iniziativa non si sono fatte attendere molto: il senatore democratico Ron Wyden ha definito CISA “un filo diretto con la NSA”, che per di più non farà granché per proteggere i cittadini americani dal cyber-crimine.

L’industria tecnologica si era schierata in misura maggioritaria contro CISA, una proposta in teoria lodevole ma in pratica non adeguata alla gestione degli enormi database di utenti che aziende come Microsoft, Amazon, Google, Apple e Facebook si trovano a gestire sui server americani e non.
Parlando di Facebook, in superficie il social network in blu aveva sottoscritto l’appello di Computer & Communications Industry Association (CCIA) per riformare CISA, ma a quanto pare la corporation avrebbe accolto con favore la proposta (e l’immunità legale prevista per le aziende “collaborazioniste”) a porte chiuse. Prevedibilmente, Facebook nega di essersi mai discostata dalla posizione comune espressa di CCIA.

Il Congresso americano sa bene di dover fare qualcosa per contrastare brecce informatiche sempre più numerose e gravi che colpiscono provider, aziende private e organizzazioni governative, chiosa EFF , ma la politica di Capitol Hill “ha deciso di fare la cosa sbagliata”. Prima di diventare legge, le due diverse versioni CISA (quella approvata dal Senato e quella della Camera dei rappresentati) dovranno ora essere armonizzate da un comitato comune. La guerra non è finita, promette EFF, e gli utenti sono invitati a scrivere ai rispettivi rappresentati per esprimere la loro contrarietà alla legge.

Alfonso Maruccia

La tua email sarà utilizzata per comunicarti se qualcuno risponde al tuo commento e non sarà pubblicato. Dichiari di avere preso visione e di accettare quanto previsto dalla informativa privacy

  • Aniello Caputo scrive:
    ...
    ma che me ne frega a me di tuitter
  • Surak 2.0 scrive:
    Utilità
    L'utilità di Twitter è molto discutibile se non nell'ottica del pastore e delle greggi, per cui il politico o personaggio famoso lo utilizza per mandare messaggi ai propri sostenitori senza dover ricorrere a interviste ma anche per battibeccare con simili.. e fare "interesse" a chi interessa.L'utente comune non ha motivo o interesse a preferirlo ad altri sistemi, se non per il fatto che poi può seguire il personaggio o partecipare alle attività che lo richiedono (spesso tv) In Italia poi è come Halloween... cioè non se ne sentiva il bisogno e c'erano alternative più tradizionali e sentite, ma la spinta dei media e dei vari personaggi ha fatto di tutto per cercare di farlo diventare di moda pure qua, con sucXXXXX seppure limitato (quasi nessuno decora le case in modo bizzarro, ma è limitato ai bambini e ragazzotti che pure di fare festa e bagordi festeggerebbero pure l'Hanukkah se non cadesse già sulle feste natalizie), ma come tutte le mode... nascono abbastanza alla svelta ma poi ci mettono poco a sparire se non nei rari casi in cui sappiano reinventarsi davvero e quindi prosperare più a lungo, ma non pare questo il caso
    • hhhh scrive:
      Re: Utilità
      - Scritto da: Surak 2.0
      L'utilità di Twitter è molto discutibileE il miglior aggregatore di news (e non solo) che si possa immaginare.Tutti i siti di news (e non solo) fanno dei tweet quando pubblicano una notizia e l'aggregazione in Twitter risulta molto più leggibile e più comoda che in un RSS reader (grazie soprattutto al limite dei caratteri).Inoltre puoi aggiungere anche i singoli giornalisti o comunque persone che rilasciano informazioni interessanti e che non hanno un sito personale, quindi non hanno un RSS, ma usano comunque Twitter.Infine è utilissimo perché quando il sito è down o ci sono altri tipi di problemi, è su Twitter che vengono messe le informazioni a riguardo (l'RSS non funzionerebbe ovviamente).
      • Surak 2.0 scrive:
        Re: Utilità
        - Scritto da: hhhh
        - Scritto da: Surak 2.0

        L'utilità di Twitter è molto discutibile

        E il miglior aggregatore di news (e non solo) che
        si possa
        immaginare.Alla maggior parte della gente basta aprire l'ANSA o l'AGI (o gli equivalenti stranieri)
        Tutti i siti di news (e non solo) fanno dei
        tweet quando pubblicano una notizia e
        l'aggregazione in Twitter risulta molto più
        leggibile e più comoda che in un RSS reader
        (grazie soprattutto al limite dei
        caratteri).Le notizie generiche le trovi in qualunque sito e per gli specifici interessi puoi usare specifici siti.Per "interventi" dei personaggi forse serve Twitter, ma solo perchè è quella la moda e i personaggi la usano, ma se cambia la moda...In fondo anche gli RSS li usano una minoranza.Non sono quelli i numeri che interessano gli investitori di aziende come Twitter che anzi, nelle loro speranze, dovrebbe crescere sempre più di adesioni fino a raggiungere i miliardi di utenti.
        Inoltre puoi aggiungere anche i singoli
        giornalisti o comunque persone che rilasciano
        informazioni interessanti e che non hanno un sito
        personale, quindi non hanno un RSS, ma usano
        comunque
        Twitter.
        Infine è utilissimo perché quando il sito è down
        o ci sono altri tipi di problemi, è su Twitter
        che vengono messe le informazioni a riguardo
        (l'RSS non funzionerebbe
        ovviamente).Non ci siamo capiti.Tu ritieni che l'utente comune sia interessato alle notizie dello sconosciuto giornalista? La maggior parte dell'utenza internet probabilmente non è interessato neanche alle notizie dei giornali più noti se non alle due o tre di massa in quel momento.ma di quello che twitta l'amico importa ancora meno anche perché lo trova su FB (o altre alternative) probabilmente, per questo dicevo che funziona dall'alto in basso (molto meno dal basso in alto e fra nessuno).Questo fa si che i fan e sostenitori si iscrivano ma la gente normale non ha interesse, questo pone grandi limiti alle iscrizioni quindi all'attività/valore di Twitter e se adesso l'oscillazione sembra in crescita dubito che ci siano nuove masse d'iscrizioni e utilizzo
    • Sg@bbio scrive:
      Re: Utilità
      Twitter è un mezzo utile, ma l'uso che se ne fa in italia è molto, molto discutibile.Ricordiamoci che è stato molto utile in certi tristi eventi italiani.
Chiudi i commenti