USA, la legge ferma Google Books

Bloccato l'accordo da 125 milioni di dollari tra BigG e gli editori statunitensi. Garantirebbe all'azienda di Mountain View uno spropositato vantaggio sui suoi competitor. A decidere sulle opere orfane dovrebbe essere il Congresso

Roma – Si tratta di un accordo che garantirebbe a Google un “significativo vantaggio sulla concorrenza”, in barba a milioni di legittimi detentori del copyright. Un monopolio de facto , che l’azienda di Mountain View riuscirebbe a conquistare nel campo dei libri in formato digitale. Oltretutto basandosi su una massiva – e non autorizzata – distribuzione di copie online.

Così si è espresso il giudice di New York Denny Chin, che ha bloccato l’ormai noto accordo da 125 milioni di dollari tra Google e gli editori statunitensi, rappresentati dalla Authors Guild e dalla Association of American Publishers . Una stretta di mano che aveva sepolto l’ascia di guerra, aprendo la strada ad un nuovo modello di business chiamato Google Books .

Ma l’atteso matrimonio era stato più volte osteggiato , in primis dagli editori all’altra sponda dell’Atlantico. Lo stesso Danny Chin aveva rimandato l’udienza fatidica, fermato dalle pressanti raccomandazioni del Department of Justice (DoJ) statunitense: in ballo c’erano anche le cosiddette opere orfane, quelle non direttamente riconducibili ad uno specifico detentore dei diritti .

E sulle opere orfane si è pronunciato ora il giudice della Grande Mela, sottolineando come queste ultime debbano essere oggetto d’esame al Congresso e non all’interno di un accordo tra soggetti portatori d’interesse . Sarebbero le istituzioni a dover decidere sulla salvaguardia di tutti quei testi di padre ignoto o scomparso nel nulla. Google dovrebbe quindi restarne fuori.

Chin ha però riconosciuto l’utilità di un progetto come quello relativo alla digitalizzazione delle opere, oltre che alla creazione di una vasta biblioteca disponibile a mezzo Internet. I termini dell’accordo tra BigG e gli editori andrebbero tuttavia troppo oltre, garantendo all’azienda di Mountain View un vantaggio eccessivo sui suoi competitor , già indietro se confrontati con gli oltre 15 milioni di testi digitalizzati dalla stessa Google.

Non certo soddisfatti i rappresentanti del colosso del search, che rivedranno la decisione del giudice per trarre nuove conclusioni. Gli impegni di Google Books andranno così avanti, mettendo a disposizione dei lettori nuovi milioni di copie. “Come molti altri – ha spiegato BigG – crediamo che questo accordo abbia un potenziale, aprendo all’accesso a milioni di libri che sono oggi difficili da reperire negli Stati Uniti”.

Mauro Vecchio

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  • Lemon scrive:
    Dietrofront
    L'ho scritto anche l'altra volta, qua il problema è che finchè esistono siti web o software per windows/linux che dicono di tutto (le peggio cose che una persona normale può immaginare), nessuno dice niente, il problema è se si tratta di una App controllata in qualche modo da Apple, allora, prima me la pubblichi, poi me la rimuovi? e se adesso rifacciamo una petizione per rimetterla e superiamo le firme che avevano chiesto di levarla?Voglio dire: Apple, pensaci prima a quello che pubblichi perchè il tuo modello di business prevede che tu faccia da filtro, devi avere il coraggio di sostenere le tue scelte o migliorare il servizio di controllo altrimenti diventi una bandiera che gira in base al vento.La app non andava pubblicata da principio, lo capisce anche un bambino, o c'è stata malafede oppure non è vero che vengono controllate.
  • max scrive:
    x panda rossa
    Complimenti! :Dsono daccordo con te.ti consiglio solo un pelino meno di animosità giusto per non dare troppi appigli a chi ti è contro.Riguardo alla censura dell' applicazione, in realtà è un grande sucXXXXX.Ricordi l' epoca del proibizionismo in america? Mai visti tanti ubriachi come in quell' epoca. Le gente beveva più alcool che acqua pur di fare dispetto al censore.Lo stesso sta succedendo con gli omosessuali.Sono riusciti ad imporre il loro credo, a livello legislativo e scientifico... e su questo non si discute.Ma la gente vede le imposizioni come fumo negli occhi e se non riuscirà a trovare uno sfogo soddisfacente, con il tempo correggerà gli errori.Del resto la scienza 100 anni fa diceva che il tabacco era un medicinale, quindi il fatto che oggi la scienza dica una cosa, non significa che domani non affermi il contrario.tempo al tempo.Del resto l' umanità ha già percorso molte volte gli stessi sentieri, e per quanto ci sentiamo superiori con la nostra tecnologia e filosofia, non siemo certo migliori degli antici romani, greci, sumeri...Il fatto che all' epoca facessero fuori gli oppositori, mentre ora no, è perché abbiamo capito che una volta morto non lo puoi più torturare e invece godiamo un mondo a vedere il nemico sconfitto, mentre se fosse morto ci farebbe pena e quindi lo perdoneremmo. Meglio odiare che perdonaremax
  • kinder scrive:
    Re: Ma se se ne fregavano ...
    Piu' che "XXXXXXXre" , stai rodendo dentro. Qual'é il tuo motto ? "Rododendro" ? :D
  • monosillabi ca scrive:
    Provo a dire la mia
    Difendo il principio di pluralità e sono pronta ad accettare e a discutere tutte le posizioni, incluse quelle distanti anni luce dalle mie. Ma vorrei puntualizzare due cose: la prima è che considero l'accostamento tra omosessualità e malattia un'offesa che, come tale, non può trovare spazio in nessun mezzo di comunicazione (dire che gli omosessuali sono malati è come dire che lo sono anche i musulmani, i vegeteriani, le donne, qualsiasi gruppo che per qualche ragione è considerato minoranza). La seconda è che il pluralismo deve avere dei limiti che si chiamano rispetto e non discriminazione. Lo stesso motivo per cui in Italia esiste il reato di apologia del fascismo. Cristina Sciannamblo
    • panda rossa scrive:
      Re: Provo a dire la mia
      - Scritto da: monosillabi ca
      Difendo il principio di pluralità e sono pronta
      ad accettare e a discutere tutte le posizioni,
      incluse quelle distanti anni luce dalle mie. Ma
      vorrei puntualizzare due cose: la prima è che
      considero l'accostamento tra omosessualità e
      malattia un'offesa che, come tale, non può
      trovare spazio in nessun mezzo di comunicazione
      (dire che gli omosessuali sono malati è come dire
      che lo sono anche i musulmani, i vegeteriani, le
      donne, qualsiasi gruppo che per qualche ragione è
      considerato minoranza).Ok, facciamo un esempio un po' piu' forte.C'e' chi nega l'olocausto.Che cosa facciamo?Lo tacitiamo, o raccontiamo che si', c'e' qualcuno che nega l'olocausto.Bisogna parlarci con gli oppositori, primo perche' potrebbero anche aver ragione,secondo perche' potrebbero anche capire di aver torto.
      La seconda è che il pluralismo deve avere dei
      limiti che si chiamano rispetto e non
      discriminazione. Lo stesso motivo per cui in
      Italia esiste il reato di apologia del fascismo.Tuttavia anche in questo caso e' bello dialogare con chi sostiene il fascismo per capire perche' la pensa cosi'.Il bello dei forum e' che ci si puo' confrontare senza doverlo fare in piazza armati di spranghe e catene.
      Cristina SciannambloIo ritengo che le idee debbano essere svincolate dalle persone.Mettere una firma non rinforza un messaggio, ma espone solo il firmatario: troppo spesso chi non e' in grado di confutare una idea agisce direttamente nei confronti del portatore della medesima.
      • luppolo scrive:
        Re: Provo a dire la mia
        ci sono idee sbagliate e non ha senso dialogare con chi le ha.
        • il solito bene informato scrive:
          Re: Provo a dire la mia
          - Scritto da: luppolo
          ci sono idee sbagliate e non ha senso dialogare
          con chi le
          ha.ci sono idee sbagliate in teste dure e ci sono idee sbagliate in teste vuote. C'é differenza.Comunque confrontarsi non fa mai male... a meno che non si abbia paura di essere influenzati dalle idee sbagliate.
      • dont feed the troll/dovella scrive:
        Re: Provo a dire la mia
        - Scritto da: panda rossa

        Ok, facciamo un esempio un po' piu' forte.
        C'e' chi nega l'olocausto.
        Che cosa facciamo?Lo rieduchiamo.
        Lo tacitiamo, o raccontiamo che si', c'e'
        qualcuno che nega
        l'olocausto.
        Non neghiamo che ci sia, da qui a renderci propaganda per le loro bestemmie ce ne passa un bel po'.
        Bisogna parlarci con gli oppositori,
        primo perche' potrebbero anche aver ragione,
        secondo perche' potrebbero anche capire di aver
        torto.
        si ma non stiamo parlando di un dibattito.

        La seconda è che il pluralismo deve avere dei

        limiti che si chiamano rispetto e non

        discriminazione. Lo stesso motivo per cui in

        Italia esiste il reato di apologia del fascismo.

        Tuttavia anche in questo caso e' bello dialogare
        con chi sostiene il fascismo per capire perche'
        la pensa
        cosi'.Ah beh c'è poco da indagare: sono delle teste di XXXXX.
        Io ritengo che le idee debbano essere svincolate
        dalle
        persone.
        Mettere una firma non rinforza un messaggio, ma
        espone solo il firmatarioQui sono assolutamente d'accordo.Quello che dico non è nè + vero nè meno vero se mi firmo o meno.
      • Anonimo Codardo scrive:
        Re: Provo a dire la mia

        Ok, facciamo un esempio un po' piu' forte.
        C'e' chi nega l'olocausto.
        Che cosa facciamo?Oh che lagna, il solito reductio ad hitlerum.
        Lo tacitiamo, o raccontiamo che si', c'e'
        qualcuno che nega
        l'olocausto.Numerose legislazioni considerano la negazione dell'Olocausto un reato.Il punto è tanto più semplice quanto sfuggente: in democrazia le idee NON sono tutte uguali; sono tutte uguali le persone. L'autore di questa applicazione - oscena ed esecrabile - ha gli stessi diritti (di essere curato, istruito, protetto, ...) che avrebbe se avesse fatto qualsiasi altra cosa, compreso trovarsi un lavoro utile, essere una persona perbene, un serial killer, ecc...In democrazia, giova ripetere, sono uguali le persone e sono le persone a non essere discriminate, non le idee. Quelle, quando fanno schifo, vanno discriminate.
        • panda rossa scrive:
          Re: Provo a dire la mia
          - Scritto da: Anonimo Codardo

          Ok, facciamo un esempio un po' piu' forte.

          C'e' chi nega l'olocausto.

          Che cosa facciamo?

          Oh che lagna, il solito reductio ad hitlerum.Avrei potuto citare la Strage di San Bartolomeo, che all'epoca c'era chi la negava.Ma credo che di quella strage, qui dentro, tolti quasi tutti quelli che non la conoscono, agli altri non potrebbe fregar di meno.Potrei pero' tentare col massacro di Sabra e Shatila.C'e' per caso in giro qualcuno che lo nega?

          Lo tacitiamo, o raccontiamo che si', c'e'

          qualcuno che nega

          l'olocausto.

          Numerose legislazioni considerano la negazione
          dell'Olocausto un reato.Pure il p2p e' considerato reato da certe legislazioni, e in un passato non troppo remoto era reato pure sedersi sull'autobus (cfr. Rosa Parks)
          Il punto è tanto più semplice quanto sfuggente:
          in democrazia le idee NON sono tutte uguali; sono
          tutte uguali le persone. L'autore di questa
          applicazione - oscena ed esecrabile - ha gli
          stessi diritti (di essere curato, istruito,
          protetto, ...) che avrebbe se avesse fatto
          qualsiasi altra cosa, compreso trovarsi un lavoro
          utile, essere una persona perbene, un serial
          killer,
          ecc...
          In democrazia, giova ripetere, sono uguali le
          persone e sono le persone a non essere
          discriminate, non le idee. Quelle, quando fanno
          schifo, vanno
          discriminate.Pero' discriminare le idee non risolve i problemi.Io ritengo che bisogna dar spazio sia alle idee che alle idee contrarie.Le idee schifose verrebbero soffocate, cosa che non capita se vengono censurate.La censura non ha mai risolto niente, ha solo e sempre spostato il problema.La verita' non teme la menzogna, e una verita' che pretende di celare la menzogna, mi fa venire il sospetto che magari la menzogna non e' proprio tale e la verita' la teme.
          • luppolo scrive:
            Re: Provo a dire la mia
            i greci lo facevanoalcuni animali lo fannoandar coi bambininon è poi un gran danno
        • il solito bene informato scrive:
          Re: Provo a dire la mia
          - Scritto da: Anonimo Codardo

          Ok, facciamo un esempio un po' piu' forte.

          C'e' chi nega l'olocausto.

          Che cosa facciamo?

          Oh che lagna, il solito reductio ad hitlerum.


          Lo tacitiamo, o raccontiamo che si', c'e'

          qualcuno che nega

          l'olocausto.interessante...http://it.wikipedia.org/wiki/Negazionismo_dell'Olocaustopene un po' pesanti per un reato d'opinione.
      • FinalCut scrive:
        Re: Provo a dire la mia
        - Scritto da: panda rossa
        - Scritto da: monosillabi ca

        considero l'accostamento tra omosessualità e

        malattia un'offesa che, come tale, non può

        trovare spazio in nessun mezzo di comunicazione

        (dire che gli omosessuali sono malati è come dire

        che lo sono anche i musulmani, i vegeteriani, le

        donne, qualsiasi gruppo che per qualche ragione è

        considerato minoranza).

        Ok, facciamo un esempio un po' piu' forte.
        C'e' chi nega l'olocausto.
        Che cosa facciamo?
        Lo tacitiamo, o raccontiamo che si', c'e'
        qualcuno che nega
        l'olocausto.Non lo taciamo. Raccontiamo a voce forte che c'è qualcuno che in malafede nega l'olocausto e fosse per me ci vedrei anche un indizio di reato, visto che l'apologia fascista e nazista sono proibite dalla legge in Italia.
        Bisogna parlarci con gli oppositori,
        primo perche' potrebbero anche aver ragione,
        secondo perche' potrebbero anche capire di aver
        torto.Dialogarono anche con Hitler, anche lui diceva le stesse cose, che gli omosessuali erano malati poi che i malati di mente era meglio suicidarli, se un giorno diranno che chi scarica a sbafo dalla rete merita il patibolo e verranno a prendere te, te lo sarai meritato.

        La seconda è che il pluralismo deve avere dei

        limiti che si chiamano rispetto e non

        discriminazione. Lo stesso motivo per cui in

        Italia esiste il reato di apologia del fascismo.Appunto, dare dei malati ad un gay non è rispettoso ed è discriminante. Apple ha fatto bene. (E bada che io sono uno di quelli a cui i "Gay Pride" danno fastidio, perché sono allo stesso modo irrispettosi degli altri).
        Tuttavia anche in questo caso e' bello dialogare
        con chi sostiene il fascismo per capire perche'
        la pensa cosi'.Perché è ignorante, c'è poco da fare.... ignorante e menefreghista. Tanto è vero che gli intellettuali di destra sono come gli elefanti rosa....Aggiungo anche, per par condicio, che la l'ignoranza è forte anche all'altro estremo. La saggezza si trova sempre nel centro in equilibrio precario.(apple)(linux)-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 23 marzo 2011 20.04-----------------------------------------------------------
        • luppolo scrive:
          Re: Provo a dire la mia
          al centro tollerano?
          • FinalCut scrive:
            Re: Provo a dire la mia
            - Scritto da: luppolo
            al centro tollerano?Se ti riferisci a quello politico italiano direi di no, fanno solo grossi XXXXXX...(apple)(linux)
      • intelligenz a libera di scegliere scrive:
        Re: Provo a dire la mia
        Quoto panda e ti suggerisco un esempio più attuale: chernobil.Bene c' è chi afferma che nell' incidente di chernobil i morti "accertati" ( parolina magica dove la scienza diventa un bell' organo di tipo sessuale ) fossero e sono stati 50, gli stessi forti di tutte le loro certezze ideologiche sono riusciti a far tornare l'ombra del nucleare in Italia ( lasciamo stare gli interessi e il valore reale della scelta ) e hanno continuato a fare campagna anche durante Fukushima. Ora non mi sembra che gli stessi siano stati censurati o limitati. Come mai???
    • mignolo scrive:
      Re: Provo a dire la mia
      - Scritto da: monosillabi ca
      Difendo il principio di pluralità e sono pronta
      ad accettare e a discutere tutte le posizioni,
      incluse quelle distanti anni luce dalle mie. Ma
      vorrei puntualizzare due cose: la prima è che
      considero l'accostamento tra omosessualità e
      malattia un'offesa che, come tale, non può
      trovare spazio in nessun mezzo di comunicazione
      (dire che gli omosessuali sono malati è come dire
      che lo sono anche i musulmani, i vegeteriani, le
      donne, qualsiasi gruppo che per qualche ragione è
      considerato minoranza).

      La seconda è che il pluralismo deve avere dei
      limiti che si chiamano rispetto e non
      discriminazione. Lo stesso motivo per cui in
      Italia esiste il reato di apologia del fascismo.

      Cristina SciannambloSe io trovassi offensivo questo tuo commento, che si fa?Ma forse così la capisci meglio:In Italia col reato di apologia di fascismo abbiamo al governo la Lega, una manica di cattobigotti e anche una cosa minimale come i PACS non arriveranno mai. MAI. M A I .Negli Stati Uniti puoi andare in giro con svastiche sulle magliette e ci sono i telepredicatori che tuonano contro i sodomiti, però il Presidente è nero (o, se vuoi, "abbronzato") e i diritti LGBT sono mooooooooolto più avanti che nella nostra miserabile penisola.Dimmi tu cosa preferisci, e magari cerca di capire il nesso tra il pluralismo nella parola e quello nei diritti. Se neghi la prima, qualunque sia il motivo, è inevitabile avere anche uno stato chiuso nei diritti di per sé.L'apologia di fascismo e la negazione dei diritti omosessuali, in Italia, sono frutto dello stesso tipo di pensiero autoritario e molto poco liberale.La libertà di parola e i diritti civili non sono due cose contrapposte, ma devono andare di pari passo e storicamente vanno di pari passo. Comincia a togliere la prima, e i secondi diminuiranno di conseguenza.
      • FinalCut scrive:
        Re: Provo a dire la mia
        - Scritto da: mignolo
        Ma forse così la capisci meglio:
        In Italia col reato di apologia di fascismo
        abbiamo al governo la Lega, una manica di
        cattobigotti e anche una cosa minimale come i
        PACS non arriveranno mai. MAI. M A I .Assunto sbagliato. I PACS in Itaglia non arriveranno mai non perché c'è la lega, ma perché i nostri politici sono assoggettati ai voleri di uno stato straniero che influenza una piccola percentuale di votanti. Sto parlando del Vaticano.In Americano sono tutti protestanti e non hanno un Papa. Credimi la differenza sembra minima ma è abissale.(apple)(linux)
        • Punto scrive:
          Re: Provo a dire la mia
          - Scritto da: FinalCut
          - Scritto da: mignolo


          Ma forse così la capisci meglio:

          In Italia col reato di apologia di fascismo

          abbiamo al governo la Lega, una manica di

          cattobigotti e anche una cosa minimale come i

          PACS non arriveranno mai. MAI. M A I .

          Assunto sbagliato. I PACS in Itaglia non
          arriveranno mai non perché c'è la lega, ma perché
          i nostri politici sono assoggettati ai voleri di
          uno stato straniero che influenza una piccola
          percentuale di votanti. Sto parlando del
          Vaticano.Direi non tanto piccola se consideriamo i preti le suore i frati e tutte le persone in qualche modo collegate alla chiesa direi che la percentuale non è proprio piccola, pasta andare nei piccoli paesi e dove l'età dei votanti è abbastanza elevata per rendersi conto del potere di orientare i voti che ha la chiesa, questo è il motivo per cui sia destra che sinistra continuano a cercare i voti del centro.
          In Americano sono tutti protestanti e non hanno
          un Papa. Credimi la differenza sembra minima ma è
          abissale.

          (apple)(linux)Perfettamente d'accordo con te, magari non tutti protestanti ma con una miriade di confessioni religiose.
    • Certo certo scrive:
      Re: Provo a dire la mia
      - Scritto da: monosillabi ca
      Difendo il principio di pluralità e sono pronta
      ad accettare e a discutere tutte le posizioni,
      incluse quelle distanti anni luce dalle mie. Ma
      vorrei puntualizzare due cose: la prima è che
      considero l'accostamento tra omosessualità e
      malattia un'offesa che, come tale, non può
      trovare spazio in nessun mezzo di comunicazione
      (dire che gli omosessuali sono malati è come dire
      che lo sono anche i musulmani, i vegeteriani, le
      donne, qualsiasi gruppo che per qualche ragione è
      considerato minoranza).

      La seconda è che il pluralismo deve avere dei
      limiti che si chiamano rispetto e non
      discriminazione. Lo stesso motivo per cui in
      Italia esiste il reato di apologia del fascismo.

      Cristina SciannambloAh, okkey! Allora anche i pedofili, no? Non sono malati.Oppure sì?No, ditemi voi. Io mi adeguo eh?In fondo la storia ci insegna che si tratta proprio di questo: adeguarsi alla morale corrente.Comunque so che vincono "i di più". Se "i di più" fanno sesso con i cavalli, allora fare sesso coi cavalli è cosa tollerata.Anche i matrimoni. Con i cavalli.[img]http://media.bodaclick.com/img/img_reportajes/516_1194463542_cavallo.jpg[/img]
      • Kralizec scrive:
        Re: Provo a dire la mia
        - Scritto da: Certo certo
        Ah, okkey! Allora anche i pedofili, no? Non sono
        malati.Non vedo cosa centrino i pedofili con questo argomento. A meno che non sia il solito trucco per cercare di mettere in svantaggio l'interlocutore, un po' come quando si parla di internet e ad un certo punto uno salta su e dice "pedoterrosatanisti!".
    • Talking Head scrive:
      Re: Provo a dire la mia
      - Scritto da: monosillabi ca
      un'offesa che, come tale, non può trovare spazio in nessun mezzo di
      comunicazioneCome ho scritto altrove, il problema è che l'App Store non dovrebbe essere un mezzo di comunicazione editoriale, ma tecnico. Non dovrebbe cioè comunicare una sua idea, come un giornale, ma quelle degli altri, come un telefono.Non vorrei un telefono che mi beeppi le idee che non mi piacciono. Non vorrei un giornale che dia peso agli sciachimisti o ai cannibali.Per il resto, concordo su tutta la linea: se Apple ha deciso di mettere una selezione all'ingresso, questa roba è uno schifo e va eliminata.
  • Fetente scrive:
    il potere guaritore di Gesù Cristo...
    ... non risulta utile, purtroppo, per curare la stupidità.
    • gips scrive:
      Re: il potere guaritore di Gesù Cristo...
      ci vorrebbe un app per questo scopo! e l'intelligenza è misurabile, qundi parliamo di qualcosa di scientifico!
    • Kralizec scrive:
      Re: il potere guaritore di Gesù Cristo...
      "Contro la stupidità neanche gli dei possono nulla"
  • informo scrive:
    Come previsto
    L'avevo scritto nell'articolo di ieri (il commento è stato rimosso per motivi oscuri): il mercato gay costituisce il 30% dei compratori di iPad / iPod / iPhone. Apple non poteva permettersi di perdere dei clienti così affezionati.
  • panda rossa scrive:
    Chiamala se vuoi... censura!
    Al di la' di quello che puo' essere il caso specifico, sul quale non intendo entrare perche' non me ne puo' fregar di meno, la sostanza della cosa e' che qualcuno ha delle idee che non piacciono a qualcun altro, e questo qualcun altro e' riuscito ad imporre la censura.Da domani aspettiamoci che vengano rimosse applicazioni per recitare il rosario, traduttori in lingua araba, rilevatori di radioattivita', misuratori di percorso e chi piu' ne ha piu' ne metta.Qualunque app potrebbe non piacere a qualcuno che si sentira' in dovere di raccogliere firme per chiederne la rimozione.
    • ruppolo scrive:
      Re: Chiamala se vuoi... censura!
      - Scritto da: panda rossa
      Al di la' di quello che puo' essere il caso
      specifico, sul quale non intendo entrare perche'
      non me ne puo' fregar di meno, la sostanza della
      cosa e' che qualcuno ha delle idee che non
      piacciono a qualcun altro, e questo qualcun altro
      e' riuscito ad imporre la
      censura.Si chiama "democrazia".
      Da domani aspettiamoci che vengano rimosse
      applicazioni per recitare il rosario, traduttori
      in lingua araba, rilevatori di radioattivita',
      misuratori di percorso e chi piu' ne ha piu' ne
      metta.Se il popolo desidera questo, così sarà.
      Qualunque app potrebbe non piacere a qualcuno che
      si sentira' in dovere di raccogliere firme per
      chiederne la
      rimozione.Esatto. È così che funziona in democrazia.Ma tu che ne sai...
      • Andrea scrive:
        Re: Chiamala se vuoi... censura!
        - Scritto da: ruppolo
        Si chiama "democrazia".No, la democrazia presuppone la libertà di pensiero e di esprimere le proprie idee. Se non c'è questa non c'è democrazia (discorso generale non entro nel merito specifico).
        ...
        Esatto. È così che funziona in democrazia.Solo se intendi il termine nel senso Aristotelico (che non corrisponde al senso attuale) per cui è più una dittatura della maggioranza. In tal senso però la democrazia è una forma corrotta di governo e quindi non ha nulla di desiderabile.A meno che la tua non volesse essere una critica ad Apple perché applica delle forme di ostracismo...

        Ma tu che ne sai...Si commenta da solo.Andrea
      • matisse scrive:
        Re: Chiamala se vuoi... censura!
        Sei il troll più scarso che io abbia visto da qualche tempo a questa parte. E io passo un sacco di tempo su 4chan.
      • informo scrive:
        Re: Chiamala se vuoi... censura!

        Si chiama "democrazia".No, si chiama dittatura della maggioranza: è quella che vige in Iran e, fino a poco tempo fa, in Afganistan. È il sogno della Apple: poter controllare tutto e tutti.Ma tu che ne sai... (cit.)
        • il solito bene informato scrive:
          Re: Chiamala se vuoi... censura!
          - Scritto da: informo

          Si chiama "democrazia".
          No, si chiama dittatura della maggioranza: è
          quella che vige in Iran e, fino a poco tempo fa,
          in Afganistan.e tutt'ora in Italia
          È il sogno della Apple: poter
          controllare tutto e
          tutti.A che pro?L'interesse di Apple è vendere i suoi prodotti.
          • panda rossa scrive:
            Re: Chiamala se vuoi... censura!
            - Scritto da: il solito bene informato
            L'interesse di Apple è vendere i suoi prodotti.Vendere?A me risulta che e' "concedere" non "vendere".
          • il solito bene informato scrive:
            Re: Chiamala se vuoi... censura!
            - Scritto da: panda rossa
            - Scritto da: il solito bene informato


            L'interesse di Apple è vendere i suoi prodotti.

            Vendere?
            A me risulta che e' "concedere" non "vendere".... è scritto nel contratto?
      • Funz scrive:
        Re: Chiamala se vuoi... censura!
        - Scritto da: ruppolo
        - Scritto da: panda rossa

        Al di la' di quello che puo' essere il caso

        specifico, sul quale non intendo entrare perche'

        non me ne puo' fregar di meno, la sostanza della

        cosa e' che qualcuno ha delle idee che non

        piacciono a qualcun altro, e questo qualcun
        altro

        e' riuscito ad imporre la

        censura.

        Si chiama "democrazia".


        Da domani aspettiamoci che vengano rimosse

        applicazioni per recitare il rosario, traduttori

        in lingua araba, rilevatori di radioattivita',

        misuratori di percorso e chi piu' ne ha piu' ne

        metta.

        Se il popolo desidera questo, così sarà.


        Qualunque app potrebbe non piacere a qualcuno
        che

        si sentira' in dovere di raccogliere firme per

        chiederne la

        rimozione.

        Esatto. È così che funziona in democrazia.

        Ma tu che ne sai...Fai paura... l'idea che possa esistere gente che la pensa come te è terrorizzante.
      • uno qualsiasi scrive:
        Re: Chiamala se vuoi... censura!

        Si chiama "democrazia".....
        Se il popolo desidera questo, così sarà.....
        Esatto. È così che funziona in democrazia.

        Ma tu che ne sai...Io so che il popolo ha già dimostrato, in molte occasioni, di desiderare il p2p e il tutto gratis.Perciò, si farà così. Se tu non sei d'accordo, problema tuo; sarai portato in un campo di lavoro, a produrre musica e software che dovrai rilasciare gratis, in cambio solo di pane e acqua.È così che funziona in democrazia.
      • Darwin scrive:
        Re: Chiamala se vuoi... censura!
        - Scritto da: ruppolo
        Esatto. È così che funziona in democrazia.

        Ma tu che ne sai...« Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell'autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l'indicazione dei responsabili.In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell'autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all'autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s'intende revocato e privo di ogni effetto.La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni. »(Costituzione della Repubblica Italiana, Articolo 21)
        • FinalCut scrive:
          Re: Chiamala se vuoi... censura!
          - Scritto da: Darwin
          - Scritto da: ruppolo

          Esatto. È così che funziona in democrazia.



          Ma tu che ne sai...
          « Tutti hanno diritto di manifestare liberamente
          il proprio pensiero con la parola, lo scritto e
          ogni altro mezzo di
          diffusione.
          La stampa non può essere soggetta ad
          autorizzazioni o
          censure.
          Si può procedere a sequestro soltanto per atto
          motivato dell'autorità giudiziaria nel caso di
          delitti, per i quali la legge sulla stampa
          espressamente lo autorizzi, o nel caso di
          violazione delle norme che la legge stessa
          prescriva per l'indicazione dei
          responsabili.
          »
          (Costituzione della Repubblica Italiana, Articolo
          21) Il Decreto-legge 26 aprile 1993, n. 122 ("Misure urgenti in materia di discriminazione razziale, etnica e religiosa"), convertito con modificazioni in legge 25 giugno 1993 n. 205, comunemente detto Legge Mancino dal nome dell'allora ministro dell'interno che ne fu proponente (il democristiano Nicola Mancino), è una legge italiana introdotta nel 1993 che condanna gesti, azioni e slogan legati all'ideologia nazifascista, e aventi per scopo l'incitazione alla violenza e alla discriminazione per motivi razziali, etnici religiosi o nazionali. La legge punisce anche l'utilizzo di simbologie legate a suddetti movimenti politici. http://it.wikipedia.org/wiki/Legge_MancinoProbabilmente esiste qualcosa di più preciso per le discriminazione contro i gay ed in genere per le discriminazioni sessuali ma in questo momento mi sfugge.(linux)(apple)
          • pietro scrive:
            Re: Chiamala se vuoi... censura!
            - Scritto da: FinalCut
            - Scritto da: Darwin

            - Scritto da: ruppolo


            Esatto. È così che funziona in democrazia.





            Ma tu che ne sai...

            « Tutti hanno diritto di manifestare liberamente

            il proprio pensiero con la parola, lo scritto e

            ogni altro mezzo di

            diffusione.

            La stampa non può essere soggetta ad

            autorizzazioni o

            censure.

            Si può procedere a sequestro soltanto per atto

            motivato dell'autorità giudiziaria nel caso di

            delitti, per i quali la legge sulla stampa

            espressamente lo autorizzi, o nel caso di

            violazione delle norme che la legge stessa

            prescriva per l'indicazione dei

            responsabili.
            »

            (Costituzione della Repubblica Italiana,
            Articolo

            21)


            Il Decreto-legge 26 aprile 1993, n. 122
            ("Misure urgenti in materia di discriminazione
            razziale, etnica e religiosa"), convertito con
            modificazioni in legge 25 giugno 1993 n. 205,
            comunemente detto Legge Mancino dal nome
            dell'allora ministro dell'interno che ne fu
            proponente (il democristiano Nicola Mancino), è
            una legge italiana introdotta nel 1993 che
            condanna gesti, azioni e slogan legati
            all'ideologia nazifascista, e aventi per scopo
            l'incitazione alla violenza e alla
            discriminazione per motivi razziali, etnici
            religiosi o nazionali. La legge punisce anche
            l'utilizzo di simbologie legate a suddetti
            movimenti
            politici.

            http://it.wikipedia.org/wiki/Legge_Mancino

            Probabilmente esiste qualcosa di più preciso per
            le discriminazione contro i gay ed in genere per
            le discriminazioni sessuali ma in questo momento
            mi
            sfugge.

            (linux)(apple)ma ci fate o cosa?Apple sta in USA e quindi risponde alle leggi USA
      • James Kirk scrive:
        Re: Chiamala se vuoi... censura!
        - Scritto da: ruppolo

        Se il popolo desidera questo, così sarà.
        Se è per questo il popolo desidera da 'mo il supporto a Flash ...La democrazia e la censura non c'entrano con le aziende, in questo caso c'entra solo il buon gusto!
      • dfghdhdfghg df scrive:
        Re: Chiamala se vuoi... censura!
        - Scritto da: ruppolo
        Se il popolo desidera questo, così sarà.il popolo desidera l'abolizione del copyright
    • Luca Annunziata scrive:
      Re: Chiamala se vuoi... censura!
      non sono d'accordose stai sostenendo il principio della pluralità, per me non ci sono problemi: ti sostengo fino alla mortema qui in ballo c'era "non scienza" spacciata per tale: l'omosessualità NON è una malattia, quindi non vedo perché Apple (o chiunque altro) dovrebbe lasciar spazio su una piattaforma (che ha anche certe condizioni d'uso) a proclami che sono tutto tranne che scientifici (e sono anche potenzialmente razzisti)seguendo il tuo ragionamento, dovremmo pubblicare i comunicati degli sciachimichisti su PI?
      • dont feed the troll/dovella scrive:
        Re: Chiamala se vuoi... censura!
        Devo essermi ammalato: ultimamente sono spesso d'accordo con Annunziata.
      • . . . scrive:
        Re: Chiamala se vuoi... censura!
        Secondo me ha ragione Panda Rossa invece.Io non sono omofobo, ma proprio per garantire il pluralismo delle idee che tale applicazione andava lasciata dov'era. Ci avrebbero pensato gli utenti a decretarne la morte o la sua sopravvivenza. Si sa perfettamente che l'omosessualità non è una malattia. Però c'è ancora qualcuno che la pensa in modo diverso. Bene. Questo qualcuno deve continuare a poter pensare quello che vuole (tanto non è eliminando un'applicazione che cambierà idea, anzi con questo atto la sua convinzione si radicherà ancora di più). Sarà il tempo a rendere questa sua convinzione superflua e ridicola e quindi non più credibile.Come per chi sosteneva che la terra era piatta e tante altre convinzioni poi rivelatesi completamente errate.
        • luppolo scrive:
          Re: Chiamala se vuoi... censura!
          facciamo una app pro popolo ariano incitando alla purificazione.ma tanto sono solo idee...saranno gli utenti a decideresperiamo che decidano bene...
          • . . . scrive:
            Re: Chiamala se vuoi... censura!
            Perché pensi che siccome non c'è un app del genere, non ci sia gente con idee di questo tipo ? Ce ne sono molte di quanto tu possa mia pensare.Cos'è si è ridotto tutto ad un app ? Se c'è allora... se non c'è il problema non esiste ? Complimenti !
        • asd scrive:
          Re: Chiamala se vuoi... censura!
          - Scritto da: . . .
          Secondo me ha ragione Panda Rossa invece.

          Io non sono omofobo, ma proprio per garantire il
          pluralismo delle idee che tale applicazione
          andava lasciata dov'era. Ci avrebbero pensato gli
          utenti a decretarne la morte o la sua
          sopravvivenza. Si sa perfettamente che
          l'omosessualità non è una malattia. Però c'è
          ancora qualcuno che la pensa in modo diverso.
          Bene. Questo qualcuno deve continuare a poter
          pensare quello che vuole (tanto non è eliminando
          un'applicazione che cambierà idea, anzi con
          questo atto la sua convinzione si radicherà
          ancora di più).


          Sarà il tempo a rendere questa sua convinzione
          superflua e ridicola e quindi non più
          credibile.
          Come per chi sosteneva che la terra era piatta e
          tante altre convinzioni poi rivelatesi
          completamente
          errate.Ma che cacchio stai dicendo? Gli utenti a decretarne la morte o la sopravvivenza?? Ti do una notizia:gli utenti non possono cancellare un app dall'appstore ergo non possono fare morire nessuna app. Ah e ne vuoi un altra? Se all'essere umano non viene detto che qualcosa è sbagliato per lui sarà giusto e in questo caso i feedback degli utenti sono più ininfluenti di un granello di sabbia nel deserto.
        • gips scrive:
          Re: Chiamala se vuoi... censura!
          allora vanno lasciate anche le app per il XXXXX, XXXXXXXXXX!
      • panda rossa scrive:
        Re: Chiamala se vuoi... censura!
        - Scritto da: Luca Annunziata
        non sono d'accordo

        se stai sostenendo il principio della pluralità,
        per me non ci sono problemi: ti sostengo fino
        alla mortePrincipio di pluralita', naturalmente.Ma non c'e' bisogno di morirci, per adesso...
        ma qui in ballo c'era "non scienza" spacciata per
        tale: l'omosessualità NON è una malattia, quindi
        non vedo perché Apple (o chiunque altro) dovrebbe
        lasciar spazio su una piattaforma (che ha anche
        certe condizioni d'uso) a proclami che sono tutto
        tranne che scientifici (e sono anche
        potenzialmente razzisti)Mi stai dicendo che sull'App Store non c'e' nessuna app su oroscopi, astrologia e segni zodiacali?Perche' pure quella e' "non scienza" spacciata per tale.
        seguendo il tuo ragionamento, dovremmo pubblicare
        i comunicati degli sciachimichisti su
        PI?E' uscita fuori una discussione sulle scie chimiche proprio l'altra sera qui sul forum.Se servisse per poter discutere con i sostenitori delle scie chimiche perche' no?Del resto anche con questi che sostengono che gay e' una malattia io ci vorrei parlare, sentire quello che hanno da dire, sostenere un confronto.Censurando si ottiene solo di farli ritornare nel loro forum dove parlano solo tra di loro e censurano chiunque osi mettere in dubbio. Un po' come succede nel forum delle videoteche.
        • il solito bene informato scrive:
          Re: Chiamala se vuoi... censura!
          - Scritto da: panda rossa
          Del resto anche con questi che sostengono che gay
          e' una malattia io ci vorrei parlare, sentire
          quello che hanno da dire, sostenere un
          confronto.sei pieno di buoni propositi ma nella realtà sono loro ad evitare sempre i confronti.Più che altro bisognerebbe parlare con i gay convinti di essere malati perché sono effettivamente la linfa di queste organizzazioni... ma ovviamente ci vorrebbe un 'sicologo.;-)-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 23 marzo 2011 16.16-----------------------------------------------------------
      • Andrea scrive:
        Re: Chiamala se vuoi... censura!
        - Scritto da: Luca Annunziata
        ma qui in ballo c'era "non scienza" spacciata per
        tale: l'omosessualità NON è una malattia, quindi
        non vedo perché Apple (o chiunque altro) dovrebbe
        lasciar spazio su una piattaforma (che ha anche
        certe condizioni d'uso) a proclami che sono tutto
        tranne che scientifici (e sono anche
        potenzialmente
        razzisti)Ok, ma ci stiamo addentrando su distinzioni delicate:L'applicazione spaccia per dati scientifici cose che non lo sono?Fa affermazioni false?Spaccia per dimostrate cose che sono solo opinioni?Incoraggia il razzismo?Sono domande a cui si deve dare una risposta prima di decidere se la diffiusione dell'applicazione va vietata.Senza entrare nel caso specifico chi deve dare la risposta a queste domande?Apple? Secondo me no, non spetta all'edicolante stabilire se un giornale va censurato, così come un edicolante non è responsabile di un reato (es. diffamazione) compiuto da un giornale che ha venduto.Alle associazioni che hanno segnalato la cosa? Ovviamente no, si arriverebbe all'assurdo che ognuno
        seguendo il tuo ragionamento, dovremmo pubblicare
        i comunicati degli sciachimichisti su PI?PI è un prodotto editoriale e come tale decide cosa pubblicare (e ne risponde, come dovrebbero risponderne gli autori dell'applicazione di cui sopra nel caso in cui sia necessario).Apple con il suo ecosistema agisce contemporaneamente da tipografia, distributore ed edicolante unico per i suoi dispositivi.Trattandosi di una posizione molto forte non dovrebbe avere un potere assoluto di decidere cosa pubblicare o cosa no.Un esempio più calzante sarebbe che il provider (o il servizio di hosting) di cui si serve PI abbia da ridire sul contenuto di determinati articoli e pretenda di poter decidere in autonomia se rimuoverli.
        • Luca Annunziata scrive:
          Re: Chiamala se vuoi... censura!
          non è cosìun hosting provider svolge un ruolo passivoPI ha un ruolo attivo rispetto ai suoi contenuti editoriali, passivo rispetto ai suoi commentiapple ha scelto un ruolo attivo rispetto alle app: chi si affastella per entrare nell'appstore lo sa, e ne deve trarre le dovute conseguenzeciò detto: un oroscopo non tenta di diffondere credenze erronee sotto il profilo scientifico, è solo una stortura che però non ha conseguenze sotto il profilo socialese io decido di leggere l'oroscopo, ciò non influisce sui miei diritti fondamentalisostenere che l'omosessualità sia una malattia credo proprio di sì
          • Andrea scrive:
            Re: Chiamala se vuoi... censura!
            - Scritto da: Luca Annunziata
            PI ha un ruolo attivo rispetto ai suoi contenuti editoriali
            , passivo rispetto ai suoi commentiNon così passivo, visto che una forma di moderazione (a posteriori) è prevista. Ma come ho già detto PI non è paragonabile ad Apple in quanto questa ha assunto un ruolo molto più vasto.PI è un produttore di contenuti, Apple è produttore, tipografo, distributore, edicolante...
            apple ha scelto un ruolo attivo rispetto alle
            app: chi si affastella per entrare nell'appstore
            lo sa, e ne deve trarre le dovute
            conseguenzeE' proprio questo il punto. Io sostengo che Apple (e come Apple qualunque altra azienda) non dovrebbe poter assumere un ruolo attivo, così come non può assumerlo un'edicola.Non dico che non possa farlo. Secondo le leggi americane quasi sicuramente si, secondo quelle italiane (non parlo del caso specifico) non ne sono altrettanto sicuro: se si portasse all'estremo l'analogia dell'edicolante no, visto che queste hanno l'obbligo di porre in vendita quanto gli viene inviato dalle agenzie di distribuzione. Apple poi agisce anche da agenzia di distribuzione a complicare le cose.Da un punto di vista etico (ovviamente secondo me) è sbagliato che lo faccia. E a maggior ragione è dannosissimo che lo faccia in base a criteri non trasparenti e con decisioni non appellabili di cui non deve rispondere a nessuno.Si va verso una situazione in cui un importantissimo canale di distribuzione di contenuti sarà in mano a pochissimi grandi player. Siamo sicuri di voler affidare la decisione su cosa sia possibile distribuire e cosa no a questi?
          • kaihiwatari scrive:
            Re: Chiamala se vuoi... censura!
            Secondo me ha ragione Annunziata.Fai l'esempio dell'edicolante, ma ti sfugge il fatto che l'edicolante può decidere di non acquistare e rivendere un determinato giornale o quel che sia, se non vuole. Poi sta alla gente dire "'sto giornalaio non c'ha quel che interessa a me", comportando un calo di clientela ed una cattiva reputazione.Apple non ha impedito a quell'organizzazione di creare e rendere disponibile online la loro applicazione. Ne ha impedito la pubblicazione nel proprio AppStore, che è diverso dalla vera e propria censura. L'applicazione potrà essere recuperata in altre maniere e su altre piattaforme.Anche l'hosting provider di PI impone dei limiti. Per esempio, sarà sicuramente vietata la pubblicazione di materiale illegale, o per uso da contenitore file di grandi dimensioni.Tra l'altro, se proprio vuoi saperlo, la parola "cura" prevede una malattia. L'applicazione è, quindi, potenzialmente discriminatoria.Non è necessaria alcuna applicazione che danneggi ancor di più la già debole psiche della gente omosessuale.L'oroscopo non discrimina. Per quanto ognuno di noi possa trovarlo utile o no, non danneggia nessuno.Per quanto riguarda invece il fattore "censura", non credo proprio che ci sia modo di fare confronto tramite la loro applicazione. Piuttosto, risultano molto più utili forum al riguardo.Poi, a non accettare il confronto e ad essere intransigenti sono tali organizzazioni religiose, nella maggior parte dei casi, e non le persone omosessuali che magari credono in Dio e in una religione ma si ritrovano emarginati per tale motivo.
          • mignolo scrive:
            Re: Chiamala se vuoi... censura!
            - Scritto da: kaihiwatari
            Non è necessaria alcuna applicazione che danneggi
            ancor di più la già debole psiche della gente
            omosessuale.Ti rendi conto di quanto sia omofoba questa frase?
          • luppolo scrive:
            Re: Chiamala se vuoi... censura!
            no, un omosessuale fin che non è colpito dalla consapevolezza di se è debole di suo.
          • kaihiwatari scrive:
            Re: Chiamala se vuoi... censura!
            Sostengo che la psiche di tutti gli esseri umani sia debole a prescindere, dentro di noi, fatta eccezione per alcuni casi rari.La mia frase non è per nulla omofoba, al massimo può essere inappropriata perché ci sarà sicuramente qualche omosessuale che fa eccezione. Tuttavia, se può renderti meglio comprensibile il mio discorso, mi riferivo al fatto che vengono già abbastanza tartassati in generale dalle discriminazioni sociali che ogni giorno sono costretti a vivere.
          • Andrea scrive:
            Re: Chiamala se vuoi... censura!
            - Scritto da: kaihiwatari
            Secondo me ha ragione Annunziata.

            Fai l'esempio dell'edicolante, ma ti sfugge il
            fatto che l'edicolante può decidere di non
            acquistare e rivendere un determinato giornale o
            quel che sia, se non vuole.Mi spiace ma non sei informato: un edicolante non puo' scegliere quali giornali vendere. E' obbligato ad esporre in modo paritario tutti i giornali che gli vengono inviati. Come compensazione può restituire l'invenduto.
            Apple non ha impedito a quell'organizzazione di
            creare e rendere disponibile online la loro
            applicazione. Ne ha impedito la pubblicazione nel
            proprio AppStore, che è diverso dalla vera e
            propria censura. L'applicazione potrà essere
            recuperata in altre maniere e su altre
            piattaforme.Su altre piattaforme si, non semplicemente in altre maniere visto che la piattaforma dell' iPhone è chiusa (e che Apple cerca di far passare il XXXXXXXXX come illegale).
            Anche l'hosting provider di PI impone dei limiti.
            Per esempio, sarà sicuramente vietata la
            pubblicazione di materiale illegaleSi, ma del materiale illegale risponde PI e non deve essere il provider a fare da censore.Se PI compie un reato c'è la giustizia che deve occuparsene.
            , o per uso da contenitore file di grandi dimensioni.Uh? Questa non so come definirla. Non ha senso.
            Tra l'altro, se proprio vuoi saperlo, la parola
            "cura" prevede una malattia. L'applicazione è,
            quindi, potenzialmente
            discriminatoria.Non sono entrato nel merito neanche un secondo. Tutta la mia discussione prescinde dalla specifica applicazione. Non ho mai detto che l'applicazione non sia discriminatoria, ho sostenuto che non deve essere Apple a stabilirlo, e non in questo caso, in nessuno.
            Non è necessaria alcuna applicazione che danneggi
            ancor di più la già debole psiche della gente
            omosessuale.
            L'oroscopo non discrimina. Per quanto ognuno di
            noi possa trovarlo utile o no, non danneggia
            nessuno.

            Per quanto riguarda invece il fattore "censura",
            non credo proprio che ci sia modo di fare
            confronto tramite la loro applicazione.
            Piuttosto, risultano molto più utili forum al
            riguardo.
            Poi, a non accettare il confronto e ad essere
            intransigenti sono tali organizzazioni religiose,
            nella maggior parte dei casi, e non le persone
            omosessuali che magari credono in Dio e in una
            religione ma si ritrovano emarginati per tale
            motivo.Ribadisco non sono entrato mai nel merito.Sostengo che ci debba essere qualcuno che prenda decisioni in merito alla legittimità di tali applicazioni (o contenuti) e che gli autori ne siano eventualmente chiamati a rispondere (anche penalmente), ma in questo Apple non dovrebbe avere nessun ruolo, se no quello di eseguire (ad esempio) decisioni dell'autorità giudiziaria.Andrea
      • mignolo scrive:
        Re: Chiamala se vuoi... censura!
        - Scritto da: Luca Annunziata
        non sono d'accordo

        se stai sostenendo il principio della pluralità,
        per me non ci sono problemi: ti sostengo fino
        alla
        morte

        ma qui in ballo c'era "non scienza" spacciata per
        taleDevono esistere delle leggi che vietino di pubblicare ciò che non è scientifico?Guarda che era questo il criterio con cui hanno fatto il proXXXXX a Galileo: la scienza può essere portata in tribunale. Poi, che al tempo la scienza fosse intesa in un modo oggi ritenuto balordo, cambia poco.È il concetto che debba essere vietato e processato ciò che è "non scientifico" che è fuori da ogni criterio di democrazia.Se io volessi pubblicare un'app che fa vedere la Terra al centro e il Sole che ci gira intorno, secondo te dovrei essere perseguitato?
        : l'omosessualità NON è una malattiaSono d'accordo, ma non vedo perché uno non debba poterlo pensare, finché non costringe gli altri a "curarsi" .Il problema non è se la tal cosa sia considerata o meno malattia, ma che ci siano o no cure obbligatorie per ciò che, di volta in volta, la società o gli individui considerano "malattia".
        , quindi
        non vedo perché Apple (o chiunque altro) dovrebbe
        lasciar spazio su una piattaforma (che ha anche
        certe condizioni d'uso) a proclami che sono tutto
        tranne che scientifici Vedi sopra.
        seguendo il tuo ragionamento, dovremmo pubblicare
        i comunicati degli sciachimichisti su
        PI?Non dovreste.Ma se voleste farlo, perché qualcuno dovrebbe impediverlo?Se io domani trovo affermazioni "non scientifiche" su uno dei vostri articoli, vi posso denunziare?
        • Luca Annunziata scrive:
          Re: Chiamala se vuoi... censura!
          no, non è questione di libertà di espressioneè questione di violazioni dei diritti altrui: tra cui il diritto all'autodeterminazione del genere e dell'orientamento sessuale
          • mignolo scrive:
            Re: Chiamala se vuoi... censura!
            - Scritto da: Luca Annunziata
            no, non è questione di libertà di espressione
            è questione di violazioni dei diritti altrui: tra
            cui il diritto all'autodeterminazione del genere
            e dell'orientamento
            sessualeAbbi pazienza, ma i diritti altrui li violi usando la coercizione fisica privata o statale, non esprimendo le tue opinioni, per quanto discutibili o prive di fondamento.Se io scrivo su un pezzo di carta "essere gay è malati" non sto concretamente limitando la libertà di nessuno a fare quello che vuole della sua vita e della sua sessualità, il mio pezzo di carta non impedisce a nessuno di unirsi in amplesso amoroso con un maschio o una femmina consenzienti nel modo che ritiene più opportuno.E chiunque resta liberissimo di replicarmi che quello che ho scritto è una cagata pazzesca, com'è giusto che sia.Se tu invece ritieni che quel mio stupido pezzo di carta in qualche modo possa danneggiare come un non eterosessuale vive e sente il suo legittimo orientamento, allora sei tu che dimostri una ben bassa condizione degli stessi non eterosessuali, come se fossero dei poverini minorati da difendere dalle "parole cattive", quali non sono.Altrimenti finisce che se io dico e mi limito a dire che "scrivere su PI è da malati", starei violando il diritto altrui di scriverci sopra.Il diritto altrui lo violo nel momento in cui faccio un DDOS a PI, nel momento in cui vi mando una squadraccia di picchiatori in redazione, nel momento in cui floodo i forum rendendoli inutilizzabili, nel momento in cui corrompo un giudice per condannarvi con qualche cavillo.La differenza dovrebbe essere palese, e solo un cieco, un troll o un fazioso non la può vedere.Il che è palesemente falso.
          • Luca Annunziata scrive:
            Re: Chiamala se vuoi... censura!
            se esistono delle leggi si rispettanose esistono delle regole di un marketplace, si rispettano anche quelleapple ha messo in chiaro, come noi nella nostra policy, che non è consentito dire o fare robe razziste? ne trae le dovute conseguenzeo dire che gli omosessuali sono malati non è razzista? ;)
          • 6506 scrive:
            Re: Chiamala se vuoi... censura!
            - Scritto da: Luca Annunziata
            se esistono delle leggi si rispettano
            se esistono delle regole di un marketplace, si
            rispettano anche
            quelle

            apple ha messo in chiaro, come noi nella nostra
            policy, che non è consentito dire o fare robe
            razziste? ne trae le dovute
            conseguenze

            o dire che gli omosessuali sono malati non è
            razzista?
            ;)abbhe ora che lo sappiamo siamo più tranquilli... possiamo sorbirci il sito del kkk (che naturalmente non è razzista) in tutta calma! :D
        • intelligenz a libera di scegliere scrive:
          Re: Chiamala se vuoi... censura!
          Quoto mignolo e aggiungo che nella definizione della omosessualità ci sono molte e diverse "correnti", affermare che una di queste sia una non scienza non è corretto.Utilizzare il tema della sensibilità ( in questo caso omosessuale, in altri la fede o ancora la XXXXXgrafia ) per CENSURARE o LIMITARE la rete è un operazione che si tenta di fare dall' alba dei tempi internettiani e non mi risulta DEMOCRATICA, semmai OLIGARCHICA.E se a qualcuno fosse realmente interessata quell' applicazione o l' avesse ritenuta "utile"???Tutti hanno la libertà e il diritto di scegliere se scaricare e guardarsi l' applicazione o un contenuto oppure se evitarlo e guardare cose più interessanti, il TUTTO CON UN SEMPLICE CLICK!
          • Punto scrive:
            Re: Chiamala se vuoi... censura!
            - Scritto da: intelligenz a libera di scegliere
            Quoto mignolo e aggiungo che nella definizione
            della omosessualità ci sono molte e diverse
            "correnti", affermare che una di queste sia una
            non scienza non è
            corretto.
            Utilizzare il tema della sensibilità ( in questo
            caso omosessuale, in altri la fede o ancora la
            XXXXXgrafia ) per CENSURARE o LIMITARE la rete è
            un operazione che si tenta di fare dall' alba dei
            tempi internettiani e non mi risulta DEMOCRATICA,
            semmai
            OLIGARCHICA.
            E se a qualcuno fosse realmente interessata
            quell' applicazione o l' avesse ritenuta
            "utile"???
            Tutti hanno la libertà e il diritto di scegliere
            se scaricare e guardarsi l' applicazione o un
            contenuto oppure se evitarlo e guardare cose più
            interessanti, il TUTTO CON UN SEMPLICE
            CLICK!Questo dovrebbe valere anche per le App con contenuto XXXXXgrafico e per quelle con contenuto razzista oppure per quelle antireligiose, invece sai quele è la semplice verità?In Apple non hanno fatto un ragionamento etico o morale ma solo un ragionamento commerciale, la comunità Gay in America è un bacino di clienti e potenziali clienti molto vasto per cui Apple non ha interesse a scontentarli, questa è la sola verità
          • intelligenz a libera di scegliere scrive:
            Re: Chiamala se vuoi... censura!
            Certo come l' obiettivo della censura è unicamente quello di "CONTROLLARE" la rete, creando l' ennesimo monopolio da parte dei pochi.In rete anche se ultimamente è stata limitata, esiste ancora una cosa chiamata LIBERTA' DI SCELTA, grazie a questa con un semplice CLICK puoi scegliere quello che VUOI vedere o le informazioni che cerchi.Se viene dato ai pochi ( le lobby ) il pretesto per intervenire con la censura questa libertà viene limitata alla scelta di quello che qualun' altro ritiene sia FRUIBILE e questo la storia insegna che non è una buona cosa ( ce lo insegna anche il TG1).
      • 6373 scrive:
        Re: Chiamala se vuoi... censura!
        - Scritto da: Luca Annunziata
        non sono d'accordo

        se stai sostenendo il principio della pluralità,
        per me non ci sono problemi: ti sostengo fino
        alla
        morte

        ma qui in ballo c'era "non scienza" spacciata per
        tale: l'omosessualità NON è una malattia, quindi
        non vedo perché Apple (o chiunque altro) dovrebbe
        lasciar spazio su una piattaforma (che ha anche
        certe condizioni d'uso) a proclami che sono tutto
        tranne che scientifici (e sono anche
        potenzialmente
        razzisti)

        seguendo il tuo ragionamento, dovremmo pubblicare
        i comunicati degli sciachimichisti su
        PI?Perchè non lo state facendo? :D
    • Colui che sa scrive:
      Re: Chiamala se vuoi... censura!
      Come al solito i tuoi post sono fuori luogo, Qui si accusa e diffama qualcuno chiaramente non è censura.
      • panda rossa scrive:
        Re: Chiamala se vuoi... censura!
        - Scritto da: Colui che sa
        Come al solito i tuoi post sono fuori luogo, Qui
        si accusa e diffama qualcuno chiaramente non è
        censura.Chi e' che viene diffamato?E da quando il "ti voglio curare" ha una connotazione diffamatoria?Diverso sarebbe il "vai a farti curare". Ma non mi pare sia questo caso.
        • Luca Annunziata scrive:
          Re: Chiamala se vuoi... censura!
          si cura chi è malatoma l'omosessualità NON è una malattia
          • 6759 scrive:
            Re: Chiamala se vuoi... censura!
            - Scritto da: Luca Annunziata
            si cura chi è malato
            ma l'omosessualità NON è una malattiaDavvero ?E a quelli del KKK chi glielo spiega che neppure essere neri o ebrei o "non ariani" non è una malattia?P.I. e Luca Annunziata? o Apple?
          • Luca Annunziata scrive:
            Re: Chiamala se vuoi... censura!
            cosa c'entra?
          • panda rossa scrive:
            Re: Chiamala se vuoi... censura!
            - Scritto da: Luca Annunziata
            cosa c'entra?Magari c'e' un'app anche per iPhone?http://www.androidpit.com/en/android/market/apps/app/com.droidebooks.The_Modern_Ku_Klux_Klan/The-Modern-Ku-Klux-Klan
          • Luca Annunziata scrive:
            Re: Chiamala se vuoi... censura!
            non lo sose c'è, facciamola rimuovere
          • 6759 scrive:
            Re: Chiamala se vuoi... censura!
            - Scritto da: Luca Annunziata
            non lo so
            se c'è, facciamola rimuovereEcco bravo!"facciamola rimuovere" :Dche così tittilliamo l'arida cervice!
    • Talking Head scrive:
      Re: Chiamala se vuoi... censura!
      Panda, penso ci sia un fraintendimento.L'assenza di censura non vuol dire "Pubblicare tutto ovunque". Sono d'accordissimo che ognuno debba potere esprimere le proprie opinioni. Non censurerei mai un sito di Neonazisti, di Sciachimisti, di Omeopati, di Amanti del Sesso con Animali.Ma questo non significa che si debba dare uguale peso a tutte le posizioni. Se il Corriere mi scrivesse un articolo Pro-Negazionismo, mi farebbe crollare la fiducia nel Corriere (già non ai massimi storici). Se PI mi pubblicasse un articolo sui principi curativi delle Piramidi, mi diminuirebbe la fiducia (?!? ^_^)in PI. Assenza di censura non vuol dire rinunciare al potere editoriale di scrivere quello che si crede giusto SUL proprio giornale. Non censurare non vuol dire dare lo stesso spazio al vero e al falso.Nel caso dell'App Store, è la stessa cosa. Se esiste un editore che decide i contenuti, la presenza del contenuto nell'App Store collega immediatamente il contenuto al pensiero dell'editore. Fornendo credibilità al contenuto se l'editore è rispettabile, infangando la reputazione dell'editore se il contenuto è disprezzabile.Sono d'accordo con te se mi dici: "Non ha senso un App Store in cui si censurino applicativi". D'accordissimo. Non vedo perché dovrebbe esistere un editore. Non vedo perché un negozio debba avere una linea editoriale e fornire, di conseguenza, opinioni.Ma, dato che esiste l'editore, l'eliminazione di questa App è sacrosanta.
      • panda rossa scrive:
        Re: Chiamala se vuoi... censura!
        - Scritto da: Talking Head
        Panda, penso ci sia un fraintendimento.

        L'assenza di censura non vuol dire "Pubblicare
        tutto ovunque". Sono d'accordissimo che ognuno
        debba potere esprimere le proprie opinioni. Non
        censurerei mai un sito di Neonazisti, di
        Sciachimisti, di Omeopati, di Amanti del Sesso
        con
        Animali.E fin qui siamo daccordo.
        Ma questo non significa che si debba dare uguale
        peso a tutte le posizioni. Ovvio.
        Se il Corriere mi
        scrivesse un articolo Pro-Negazionismo, mi
        farebbe crollare la fiducia nel Corriere (già non
        ai massimi storici). Se PI mi pubblicasse un
        articolo sui principi curativi delle Piramidi, mi
        diminuirebbe la fiducia (?!? ^_^)in PI. Certo. Si tratta di dare il giusto spazio all'informazione corretta.Un giornale fa questo, informa in proporzione all'importanza e col taglio giornalistico opportuno.Mentre una enciclopedia deve limitarsi a dare spazio.
        Assenza
        di censura non vuol dire rinunciare al potere
        editoriale di scrivere quello che si crede giusto
        SUL proprio giornale. Ma Apple Store non e' un giornale, e' un raccoglitore.
        Non censurare non vuol dire
        dare lo stesso spazio al vero e al
        falso.Non c'e' vero o falso: ci sono opinioni.Si deve raccontare il fatto e poi eventualmente aggiungere la propria opinione.
        Nel caso dell'App Store, è la stessa cosa. Se
        esiste un editore che decide i contenuti, la
        presenza del contenuto nell'App Store collega
        immediatamente il contenuto al pensiero
        dell'editore. No, qui non sono daccordo.Apple non e' un editore.
        Fornendo credibilità al contenuto
        se l'editore è rispettabile, infangando la
        reputazione dell'editore se il contenuto è
        disprezzabile.Apple vende ferraglia, non vende mica opinioni!Perche' Apple deve dire che cosa si puo' fare e che cosa non si puo' fare con un telefono?
        Sono d'accordo con te se mi dici: "Non ha senso
        un App Store in cui si censurino applicativi".
        D'accordissimo. Non vedo perché dovrebbe esistere
        un editore. Non vedo perché un negozio debba
        avere una linea editoriale e fornire, di
        conseguenza,
        opinioni.
        Ma, dato che esiste l'editore, l'eliminazione di
        questa App è sacrosanta.Allora spostiamo il problema su un altro livello.Apple e' editore?Perche' Apple e' editore?Perche' Apple, oltre che computer si mette anche a dettare opinioni e tendenze?A chi risponde Apple?Alle idee di Jobs, o a quelle dei clienti?E a quali clienti? A tutti o solo a quelli che si coltiva e plagia?Quali altre applicazioni ha censurato fino ad oggi, o che censurera' domani, avendo cura di fare meno rumore, cosi' nessuno lo verra' a sapere?
        • Talking Head scrive:
          Re: Chiamala se vuoi... censura!
          - Scritto da: panda rossa
          Allora spostiamo il problema su un altro livello.Per forza, questo è il reale, ed è di questo che si parla. L'App Store HA una linea editoriale. Per questo non capisco la discussione intorno a questa App. E' OVVIO che va eliminata se l'App Store decide i propri contenuti. E' altrettanto ovvio che non andrebbe eliminata se l'App store non decidesse i propri contenuti. Per questo nel post precedente parlavo di "malinteso". Il problema non è la rimozione di questa App. E questa App in particolare non è particolarmente dubbia, anche con policy più moderate sarebbe nella lista nera. Considerando che hanno rimosso Playboy...
          • panda rossa scrive:
            Re: Chiamala se vuoi... censura!
            - Scritto da: Talking Head
            - Scritto da: panda rossa

            Allora spostiamo il problema su un altro
            livello.

            Per forza, questo è il reale, ed è di questo che
            si parla. L'App Store HA una linea editoriale.
            Per questo non capisco la discussione intorno a
            questa App. E' OVVIO che va eliminata se l'App
            Store decide i propri contenuti. E' altrettanto
            ovvio che non andrebbe eliminata se l'App store
            non decidesse i propri contenuti.


            Per questo nel post precedente parlavo di
            "malinteso". Il problema non è la rimozione di
            questa App. E questa App in particolare non è
            particolarmente dubbia, anche con policy più
            moderate sarebbe nella lista nera. Considerando
            che hanno rimosso
            Playboy...Va bene.Allora prendiamo per buono che l'AppStore abbia la sua linea editoriale e in base a quella decida il contenuto.Niente XXXXX, quindi niente playboy.Ma questa "cura per gay" non l'ha tolta seguendo la sua linea editoriale.L'ha tolta dopo pesanti pressioni esterne.Quindi il filtro della linea editoriale lo aveva passato, oppure, alla prima segnalazione sotto tono, sarebbe dovuto intervenire.Invece prima della rimozione si e' alzato un bel polverone planetario.
          • Luca Annunziata scrive:
            Re: Chiamala se vuoi... censura!
            semplicemente, è stata approvata una app con un feed di notizie dentropoi quel feed è stato riempito con contenuto discutibilee allora...
          • panda rossa scrive:
            Re: Chiamala se vuoi... censura!
            - Scritto da: Luca Annunziata
            semplicemente, è stata approvata una app con un
            feed di notizie
            dentro
            poi quel feed è stato riempito con contenuto
            discutibile
            e allora...Ok.Allora supponiamo che ci sia una app per poter leggere PI e il forum di PI dall'iPad, con un feed di notizie simile a quello in oggetto.Ad un certo punto PI cambia linea editoriale e si mette a parlare ogni giorno dei bug di Apple, dei difetti dei loro prodotti, etc, etc...Allora Apple decide di togliere l'App dallo store e di rimuoverla pure da remoto da tutti gli iPad, iPhone, etc...Possono sempre dire che questo feed veniva riempito con contenuti discutibili...
          • Luca Annunziata scrive:
            Re: Chiamala se vuoi... censura!
            è ovvio che non sia la stessa cosanon abusare della nostra intelligenza ;)
          • Luca Annunziata scrive:
            Re: Chiamala se vuoi... censura!
            PS: esistono leggi specifiche per la stampa, e PI è testata registrata
          • panda rossa scrive:
            Re: Chiamala se vuoi... censura!
            - Scritto da: Luca Annunziata
            PS: esistono leggi specifiche per la stampa, e PI
            è testata
            registrataOk, l'esempio con PI non calza.Il concetto comunque era che si e' instaurato il principio che Apple puo' oscurare una app in un secondo momento, in funzione della piega che prende, nel caso in cui questa app faccia per esempio le funzioni di un forum o altra roba social.Nel momento in cui una app diventasse l'interfaccia unica verso una determinata fonte di informazioni, come stanno diventando quelle per collegarsi a specifiche testate giornalistiche, l'oscurare una app vorrebbe dire tagliar fuori un utente dalla possibilita' di raggiungere quella fonte di informazione.Invece di mettere filtri al web mettono filtri al client.
          • Luca Annunziata scrive:
            Re: Chiamala se vuoi... censura!
            no scusa, ma questa da dove viene fuori?non mi pare che fino a oggi sia sucXXXXX niente del genereapple fa come le pare, ma è un'azienda privata e ha diritto di farlose sgarra, verrà punita dalle stesse regole del mercato che applicatanto è vero che non esistono filtri al browser, con quello puoi tranquillamente guardarti i siti XXXXXsemmai è quella la VERA contraddizione
          • panda rossa scrive:
            Re: Chiamala se vuoi... censura!
            - Scritto da: Luca Annunziata
            no scusa, ma questa da dove viene fuori?
            non mi pare che fino a oggi sia sucXXXXX niente
            del genereOggi pero' e' sucXXXXX.Hanno tolto questa app della cura per gay.
            apple fa come le pare, ma è un'azienda privata e
            ha diritto di
            farlo
            se sgarra, verrà punita dalle stesse regole del
            mercato che
            applicaRegole del mercato e leggi americane.In italia c'e' una cosa che si chiama "interruzione di pubblico servizio".Ok, non e' questo caso, ma piano piano ci si avvicina all'invisibile linea di demarcazione...
            tanto è vero che non esistono filtri al browser,
            con quello puoi tranquillamente guardarti i siti
            XXXXX

            semmai è quella la VERA contraddizioneGia'... tramite il browser uno al sito di quella gente che cura i gay ci arriva lo stesso.L'app no, il browser si?Mah...
          • Luca Annunziata scrive:
            Re: Chiamala se vuoi... censura!
            l'app no, è un contesto diverso (secondo apple)bada bene, io non sto dicendo che sia giusto o sbagliato: sto dicendo che apple fa così
          • 6759 scrive:
            Re: Chiamala se vuoi... censura!
            - Scritto da: Luca Annunziata
            semplicemente, è stata approvata una app con un
            feed di notizie
            dentro
            poi quel feed è stato riempito con contenuto
            discutibile
            e allora...ahahah--- eheh eh biricchino! ... discutibile?NON discutibile vorrai dire!Non vorrai mica "discutere" le rimozioni di Apple!
          • Talking Head scrive:
            Re: Chiamala se vuoi... censura!
            - Scritto da: panda rossa
            Ma questa "cura per gay" non l'ha tolta seguendo
            la sua linea
            editoriale.
            L'ha tolta dopo pesanti pressioni esterne.Onestamente, credo sia semplicemente il classico caso di "errore di sbaglio". Non mi vengono in mente possibili motivi per cui la Apple avrebbe mai accettato la App dopo un proXXXXX informato di ragionamento, visti i precedenti: praticamente tutto il mondo civilizzato considera una roba simile barbarica.Semplicemente non si erano resi conto del tipo di App in questione.Sul resto, ovviamente concordo: le regole dovrebbero essere chiare. Ma non lo vedo un problema morale comunque. Se l'App Store vuole decidere cosa pubblicare, se un App Store alternativo vuole pubblicare solo contenuto per Cattolici Omosessuali, o per Negazionisti Sciachimisti non mi crea alcun problema. O "prodotti vicini alla morale di Steve Jobs". Ognuno è libero di dare alla sua azienda il taglio che vuole, se qualcuno se lo vuole comprare. Sono così a favore della libertà di opinione, che permetto anche i media censurati :)Lo vedo solo come un problema commerciale: perché dovrei comprare un prodotto che decide quali App posso vedere secondo la morale di Jobs?
          • 5682 scrive:
            Re: Chiamala se vuoi... censura!
            - Scritto da: Talking Head
            - Scritto da: panda rossa

            Ma questa "cura per gay" non l'ha tolta seguendo

            la sua linea

            editoriale.

            L'ha tolta dopo pesanti pressioni esterne.

            Onestamente, credo sia semplicemente il classico
            caso di "errore di sbaglio". Non mi vengono in
            mente possibili motivi per cui la Apple avrebbe
            mai accettato la App dopo un proXXXXX informato
            di ragionamento, visti i precedenti: praticamente
            tutto il mondo civilizzato considera una roba
            simile
            barbarica.
            Semplicemente non si erano resi conto del tipo di
            App in
            questione.

            Sul resto, ovviamente concordo: le regole
            dovrebbero essere chiare. Ma non lo vedo un
            problema morale comunque. Se l'App Store vuole
            decidere cosa pubblicare, se un App Store
            alternativo vuole pubblicare solo contenuto per
            Cattolici Omosessuali, o per Negazionisti
            Sciachimisti non mi crea alcun problema. O
            "prodotti vicini alla morale di Steve Jobs".
            Ognuno è libero di dare alla sua azienda il
            taglio che vuole, se qualcuno se lo vuole
            comprare. Sono così a favore della libertà di
            opinione, che permetto anche i media censurati
            :)

            Lo vedo solo come un problema commerciale: perché
            dovrei comprare un prodotto che decide quali App
            posso vedere secondo la morale di
            Jobs?Già ...Perchè?
          • Punto scrive:
            Re: Chiamala se vuoi... censura!
            - Scritto da: Talking Head
            Lo vedo solo come un problema commerciale: perché
            dovrei comprare un prodotto che decide quali App
            posso vedere secondo la morale di Jobs?Tu parli di morale di Jobs (uomo che sinceramente di morale ne ha ben poca visto il comportamento con la prima figlia o le dichiarazioni dopo il trapianto di fegato) ma il discorso in questo caso è un'altro, la morale centra ben poco si tratta solo di un calcolo prettamente commerciale Apple sa che la comunità Gay oggi è un bacino rilevante di clienti e quindi non ha interessa a scontentarla, i comportamenti di cupertino non sono mai legati a moralismo o bigottismo ma solo a calcoli commerciali come d'altra parte è giusto che sia per una società che mira al profitto.Puoi stare tranquillo che a parti invertite ovvero seguaci dell'idea (Omosessuale = malato) in numero rilevante e Gay numero insignificante, l'App sarebbe rimasta al suo posto.
          • Talking Head scrive:
            Re: Chiamala se vuoi... censura!
            Questo vale per tutto, ma non lo trovo particolarmente interessante. Giudico le azioni, non le cause recondite dietro di queste. E sicuramente non discuto gli uomini, ma le idee. Predicare bene e razzolare male può darmi un giudizio sull'uomo, non sulla predica. Le argomentazioni hanno valore a prescindere dall'uomo che le porta avanti.Se un razzista mi dice di non discriminare gli omosessuali, giudico lui un uomo di serie B, ma da questo non si evince che discriminare gli omosessuali sia giusto. Penso che la catena logica sia chiara.Il servizio Apple propone di schermare le persone da tutto quello che potrebbe, in qualche modo, infastidire o indisporre qualcuno. Tutto il materiale discutibile.E' ovvio che non è quello che io vorrei dal mio cellulare, ma evidentemente qualcuno lo vuole. Siamo in un mondo libero, buon per loro che qualcuno glielo offre...
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