USA, la sorveglianza continuerà

Bocciata al Congresso una proposta di emendamento che avrebbe impedito alla NSA di rastrellare le comunicazioni di milioni di cittadini. Il governo USA vuole solo i metadati per la sicurezza nazionale
Bocciata al Congresso una proposta di emendamento che avrebbe impedito alla NSA di rastrellare le comunicazioni di milioni di cittadini. Il governo USA vuole solo i metadati per la sicurezza nazionale

Supportata dagli attivisti digitali, la proposta di emendamento del testo di legge noto come Department of Defense Appropriations Act è stata bocciata per un pugno di voti alla House of Representatives di Washington D.C. Il deputato repubblicano Justin Amash si era messo alla guida di una coalizione politica contro il famigerato programma di sorveglianza adottato dalla National Security Agency (NSA) per il rastrellamento delle comunicazioni telefoniche attraverso i principali provider a stelle e strisce.

Decisiva l’opposizione al Congresso di un nutrito gruppo bi-partisan, dagli esponenti liberali (Nancy Pelosi) all’ala più conservatrice del Tea Party (Michele Bachmann). Con 217 voti contrari e 205 favorevoli, la proposta di emendamento avanzata da Amash è stata scartata perché ritenuta pericolosa per la sicurezza nazionale , nel quadro della lotta al terrorismo internazionale a mezzo tecnocontrollo.

In sostanza , il testo proposto da Amash – con il supporto delle organizzazioni attiviste come Electronic Frontier Foundation (EFF) – avrebbe messo fine alla raccolta di informazioni sulle comunicazioni telefoniche o digitali dei cittadini statunitensi. Alle agenzie come NSA sarebbe stato impedito lo sfruttamento della sezione 215 del Patriot Act , per il rastrellamento di informazioni afferenti a persone non affatto investite da attività investigative per tutelare la difesa nazionale.

In altre parole, le autorità federali a stelle e strisce avrebbero potuto raccogliere informazioni solo ed esclusivamente in caso di legittimo sospetto di attività criminose o legate al terrorismo. In aggiunta, la proposta di Amash avrebbe tagliato i fondi al programma di sorveglianza denunciato da Edward Snowden, rivedendo un budget da circa 600 miliardi di dollari per l’intero Dipartimento della Difesa .

Tra l’amareggiato stupore di EFF e l’allarme del senatore democratico Ron Wyden – “Se non approfittiamo di questa unica possibilità nella nostra storia costituzionale per riformare leggi e politiche di sorveglianza, la rimpiangeremo tutti a vita” – gli oppositori della proposta di emendamento hanno ribadito che al governo federale importano soltanto gli innocenti metadati , raccolti per il bene della sicurezza nazionale senza intenzione alcuna di spiare gli utenti a stelle e strisce.

Al di qua dell’Atlantico, l’avvocato russo della talpa Edward Snowden ha parlato dell’immediato futuro del suo assistito, che avrebbe intenzione di costruirsi una nuova vita a Mosca. L’informatico statunitense sarebbe prossimo a svincolarsi dal limbo burocratico che lo trattiene all’aeroporto internazionale Sheremetyevo, in attesa dei documenti necessari all’entrata in Russia dopo la fuga ad Hong Kong.

Mauro Vecchio

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25 07 2013
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