USA, le autorità non sanno cancellare

Per un errore nella censura di un documento messo in rete, le procedure di controllo antiterrorismo negli aeroporti finiscono per essere visionate da milioni di utenti. Le autorità minimizzano: quel documento è superato

Roma – Dovrebbero farsi carico delle procedure di sicurezza per il trasporto passeggeri da e verso gli Stati Uniti, ma evidentemente le autorità della Transportation Security Administration hanno difficoltà persino a gestire correttamente la sicurezza di un documento riservato. Il documento in oggetto è un manuale “riservato” di 93 pagine sulle procedure di screening tenute negli aeroporti, finito online quando qualche ignoto dipendente ha condiviso su un sito pubblico un PDF con modifiche grafiche rabberciate e abbastanza facili da superare.

Nel documento apparso online che ora la TSA sta provando (inutilmente) a eliminare nel tentativo di limitare i danni, le parti di testo censurate sono state coperte con un tool grafico prima di condividere il manuale con aziende interessate a una partnership con le autorità. Qualcuno ha poi eliminato le modifiche grafiche mettendo a disposizione di tutti il manuale completamente in chiaro.

Nel tomo “Screening Management Standard Operating Procedures” vengono descritte informazioni relative ai metodi di screening, agli oggetti e ai macchinari da ispezionare con maggior cura e quelli da lasciar andare, alle persone da far passare sotto accurato controllo, alle macchine a raggi X, alle modalità di interrogazione dei passeggeri ispezionati e parecchio altro.

Si tratta insomma di una “breccia nella sicurezza” che fa scalpore, anche se il responsabile del Department of Homeland Security (dalle cui decisioni la TSA dipende) Janet Napolitano assicura della mancanza di rischi concreti per i passeggeri perché il manuale incriminato contiene informazioni che sono state modificate dall’epoca della sua pubblicazione lo scorso anno.

Napolitano promette al Congresso di avviare un’indagine approfondita sull’accaduto con tanto di opportune misure punitive (ancorché non meglio specificate) nei confronti dei responsabili. Ma il Senatore Susan Collins, membro dell’ Homeland Security Committee presso la camera alta di Capitol Hill parla di un incidente “scioccante” e “sconsiderato”.

“Intendo chiedere al DHS come una simile breccia nella sicurezza sia potuta capitare – ha detto Collins – quali azioni specifiche verranno adottate per prevenire questo tipo di diffusione sconsiderata, e come si rimedierà al danno che è già stato fatto”.

Alfonso Maruccia

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  • Derrix scrive:
    da noi funziona in questo modo
    da noi funziona in questo modo:http://www.report.rai.it/R2_popup_articolofoglia/0,7246,243%255E90082,00.htmle noi ZITTI (ovvero denunciamo, proviamo, finiamo persino in TV.... e RESTA TUTTO COME STA)
  • Cultura Libera scrive:
    IMAIE
    L'estinzione dell'IMAIE: una lezione di cui far tesoro 118 milioni di euro di equo compenso accumulati e non distribuiti. 1613 artisti aventi diritto alla ripartizione individuati su quasi 60mila. Il Prefetto di Roma ha chiesto la chiusura dell'Istituto http://punto-informatico.it/2619281/PI/Commenti/estinzione-dell-imaie-una-lezione-cui-far-tesoro.aspx IMAIE, estinzione confermata L'ente a tutela degli artisti interpreti esecutori non va tenuto a galla. Lo ha deciso il Consiglio di Stato http://punto-informatico.it/2673479/PI/Brevi/imaie-estinzione-confermata.aspx
  • A zero scrive:
    Fossi nei panni degli autori...
    Io direi, macchè 20000 a diritto! 1000000 a diritto violato! Non vuoi pagarmi? Allora ritira TUTTE le copie del mio disco. Non vuoi farlo (perché è ovviamente impossibile)? Allora sei un ladro e devi pagare per il furto (mi pare tu mi abbia appena rubato un milione per la canzonetta)...io fossi il giudice li manderei in bancarotta e i soldi della liquidazione spartiti fra gli artisti a mo di risarcmento...
    • angros scrive:
      Re: Fossi nei panni degli autori...

      Allora ritira
      TUTTE le copie del mio disco. Non vuoi farlo
      (perché è ovviamente impossibile)? Kindle e "1984".... ti dice niente? Ti dimentichi il punto più importante: se ritiri le copie, le rimborsi UNA PER UNA, a prezzo pieno, poi ti riprendi il lettore (ormai inutile) e rimborsi pure quello.
    • yeah scrive:
      Re: Fossi nei panni degli autori...
      - Scritto da: A zero[...]
      io fossi il giudice li manderei in bancarotta e i
      soldi della liquidazione spartiti fra gli artisti
      a mo di
      risarcmento...tranquillo... non lo faranno mai davvero e fino in fondo...i "poteri" (governi & loro emanazioni varie, corporation, multinazionali, ecc.) non si combattono mai fra loro... al massimo discutono amichevolmente su come spartirsi onori (potere, soldi) e oneri (controllo, repressione)... e si alleano quando si tratta di sfruttare ed opprimere la gente
  • Stefano scrive:
    i cittadini applaudono
    ma si non avranno problemi a tirar fuori qualche miliardo. E' giusto che pagano, a prescindere.
  • Funz scrive:
    Estorsione dei diritti agli autori.
    La espressione "diritto d'autore" non ha nessun senso e andrebbe abolita.Se un artista vuole pubblicare sul mercato, è obbligato dal cartello dei produttori a cedere tutti i diritti di sfruttamento commerciale della propria opera, per tutta la sua vita +70 anni. A meno che l'artista non sia una star con un minimo di potere contrattuale, dei guadagni derivanti dalla sua opera non vedrà che le briciole.Tutto quello che gli resta è il diritto di attribuzione della propria opera (almeno finché non leveranno pure quello).Peccato (per le major) che Internet sta facendo saltare questo sistema perverso, per questo stanno cercando con tutte le forze di imbrigliarlo e limitarlo, al costo di criminalizzare i loro stessi clienti.Spero che le major falliscano al più presto, così che potremo finalmente tornare ad ascoltare ARTE e non venire rintronati di spazzatura commerciale.
    • angros scrive:
      Re: Estorsione dei diritti agli autori.

      Peccato (per le major) che Internet sta facendo
      saltare questo sistema perverso, per questo
      stanno cercando con tutte le forze di
      imbrigliarlo e limitarlo, al costo di
      criminalizzare i loro stessi
      clienti.

      Spero che le major falliscano al più presto, così
      che potremo finalmente tornare ad ascoltare ARTE
      e non venire rintronati di spazzatura
      commerciale.Sperando che non escano dalla porta per rientrare dalla finestra (con iTunes e simili); è la cosa che mi preoccupa di più, perchè permetterebbe a questo sistema perverso di restare in vita, illudendo gli utenti (che crederebbero di risparmiare, pagando un brano 1,29 euro invece che 1,35)
      • ruppolo scrive:
        Re: Estorsione dei diritti agli autori.
        - Scritto da: angros
        Sperando che non escano dalla porta per rientrare
        dalla finestra (con iTunes e simili); è la cosa
        che mi preoccupa di più, perchè permetterebbe a
        questo sistema perverso di restare in vita,
        illudendo gli utenti (che crederebbero di
        risparmiare, pagando un brano 1,29 euro invece
        che
        1,35)iTunes è l'unica realtà che potrebbe cambiare radicalmente le cose.Basti pensare a AppStore: chiunque può vendere il prodotto del suo lavoro, ricavando il 70% della vendita. iTunes Store è in grado di gestire un numero elevatissimo di fornitori differenti, quindi potenzialmente in grado di vendere il singolo brano di un singolo artista, in tutto il mondo. Ovviamente se inizia una cosa del genere, un minuto dopo si ritrova senza major, quindi con lo store musicale praticamente vuoto.
        • angros scrive:
          Re: Estorsione dei diritti agli autori.

          iTunes è l'unica realtà che potrebbe cambiare
          radicalmente le
          cose.Falso, visto che dici tu stesso che il 60% o giù di lì va alle major; iTunes è fatto proprio per impedire di cambiare le cose.
          Basti pensare a AppStore: chiunque può vendere il
          prodotto del suo lavoro, ricavando il 70% della
          vendita.L' approccio di "vendita", per il software, è sbagliato: il software è uno strumento, che si evolve con l' uso, e non puoi pensare di diffonderlo con un modello "televisivo" (una trasmittente, milioni di riceventi).il modello del repository, di per sè, va bene, ma il modello iPhone è fatto per frenare il software, non per incoraggiarlo; gli autori guadagnano solo perchè bloccano i concorrenti gratuiti (ostacolano il port di applicazioni da altri sistemi, ad esempio, perchè chi si limita a fare un port nel tempo libero di certo non va a pagare la certificazione)
          iTunes Store è in grado di gestire un
          numero elevatissimo di fornitori differenti,
          quindi potenzialmente in grado di vendere il
          singolo brano di un singolo artista, in tutto il
          mondo. Ovviamente se inizia una cosa del genere,
          un minuto dopo si ritrova senza major, quindi con
          lo store musicale praticamente
          vuoto.Ma non lo fa, per tua stessa ammissione.
  • fildea scrive:
    e poi...
    ...si lamentano per gli utenti che scaricano musica.Almeno gli scariconi non ci mangiano sopra!!
    • soulista scrive:
      Re: e poi...
      - Scritto da: fildea
      ...si lamentano per gli utenti che scaricano
      musica.
      Almeno gli scariconi non ci mangiano sopra!!eh-eh-eh... :|gli scariconi "traggono profitto". Cioè con i 30 euri risparmiati per il disco possono comprarsi il pane.
  • qwerty scrive:
    chi sono i "ladri"? chi è che "ruba"?
    chi sono i "ladri"? chi è che "ruba"?
    • ephestione scrive:
      Re: chi sono i "ladri"? chi è che "ruba"?
      ma nessuno ruba... che scherziamo... tutte queste storie con piratebay, mininova, e quanti altri... stiamo tutti semplicemente creando una lista personale di diritti di ascolto da pagare... intanto si scaricano canzoni e film, poi, un domani, quando ci ricorderemo, compreremo i dischi originali...
      • . . scrive:
        Re: chi sono i "ladri"? chi è che "ruba"?
        - Scritto da: ephestione
        ma nessuno ruba... Quando un datore di lavoro sfrutta un dipendente gli viene detto (giustamente) "padrone ladrone". Qui e' la stessa cosa: si utilizza il lavoro altrui (o meglio la proprieta' intelletuale) senza sborsare un dollaro canadese...
        • krane scrive:
          Re: chi sono i "ladri"? chi è che "ruba"?
          - Scritto da: . .
          - Scritto da: ephestione

          ma nessuno ruba...
          Quando un datore di lavoro sfrutta un dipendente
          gli viene detto (giustamente) "padrone ladrone".
          Qui e' la stessa cosa: si utilizza il lavoro
          altrui (o meglio la proprieta' intelletuale)
          senza sborsare un dollaro canadese...Bhe, che basta licenziare o licenziarsi no ?Non guadagni ? Smetti di produrre...
          • . . scrive:
            Re: chi sono i "ladri"? chi è che "ruba"?

            Bhe, che basta licenziare o licenziarsi no ?
            Non guadagni ? Smetti di produrre...Ci potrebbe anche stare, la differenza e' che altre persone continuano a guadagnarci e tenersi illegalmente i tuoi soldi.
        • ephestione scrive:
          Re: chi sono i "ladri"? chi è che "ruba"?
          ...ma guarda che l'intero mio post era RETORICO! :D
      • markoer scrive:
        Re: chi sono i "ladri"? chi è che "ruba"?
        LOL :-)
      • Funz scrive:
        Re: chi sono i "ladri"? chi è che "ruba"?
        - Scritto da: ephestione
        ma nessuno ruba... che scherziamo... tutte queste
        storie con piratebay, mininova, e quanti altri...
        stiamo tutti semplicemente creando una lista
        personale di diritti di ascolto da pagare...
        intanto si scaricano canzoni e film, poi, un
        domani, quando ci ricorderemo, compreremo i
        dischi
        originali...Bella :D
  • angros scrive:
    Se lo meritano
    Speriamo che si continui così, e che il diritto d' autore diventi così ingarbugliato da rendere impossibile vendere la propria musica senza incappare in tante di quelle grane da scoraggiare gli artisti, che così sceglieranno finalmente di rilasciare tutto in creative commons, e di abbandonare un sistema di vendita che era stato ideato quando la musica si vendeva in spartiti su carta.
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