USA, per la Luna serve solo qualche miliardo in più

Con gli attuali finanziamenti non si va da nessuna parte. E il Congresso si trova davanti a un bivio: abbandonare la NASA o continuare a foraggiarla? In palio c'è l'esplorazione del Sistema Solare

Roma – NASA, spazio, 2009: gloriose conquiste alle spalle, un futuro incerto all’orizzonte. L’agenzia spaziale statunitense, a cui recentemente non ne va bene una , è in trepidante attesa di conoscere la decisione finale della politica sui prossimi obiettivi da perseguire con l’esplorazione del sistema solare, il nuovo allunaggio, il primo ammartaggio e tutto quanto.

Il lavoro dell’ Augustine Committee , panel istituito dal presidente Barack Obama per verificare la fattibilità degli obiettivi di cui sopra, è giunto oramai al suo termine naturale. In attesa di presentare il rapporto completo al presidente, il comitato ha comunicato le sue conclusioni preliminari al Congresso concedendo che sì, il ritorno dell’uomo sulla Luna potrebbe anche essere fattibile, ma con le attuali condizioni economiche in cui versa l’agenzia statunitense non si va proprio da nessuna parte.

“Con le risorse disponibili, credo che il programma sia fatalmente compromesso” ha dichiarato al congresso Norman Augustine, ex-CEO di Lockheed Martin e direttore dell’omonimo comitato voluto da Obama. Da Clinton in poi i presidenti USA non hanno fatto altro che tagliare i fondi dedicati alla NASA , e per ottenere i risultati ora sperati (vale a dire una base umana permanente sulla Luna e poi oltre) sarebbero necessari quantomeno 3 miliardi di dollari all’anno di finanziamenti aggiuntivi.

L’agenzia ha già speso 8 miliardi per il ritorno sulla Luna, e pianifica di spenderne altri 92 entro l’anno 2020. Un aiuto in tal senso potrebbe venire proprio dal Congresso, che in reazione alle conclusioni dell’Augustine Committee ha risposto che se l’unico problema dei piani di NASA sono i soldi, tanto vale fornirne quanti ne sono necessari e stare ad aspettare i risultati.

Il comitato non ha sostanzialmente individuato alcun difetto di design nei progetti dell’agenzia né un’alternativa migliore , dicono i parlamentari (tra cui anche la moglie di un astronauta), quindi la politica dovrebbe continuare a foraggiare “le radici sane” del piano di allunaggio (con relativo programma Constellation a seguito), far sbocciare “i fiori” con qualche altro miliardo di dollari (il nutriente vegetale) e “vederli crescere”.

Alfonso Maruccia

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