USA, pizzicato lo spammer numero uno

USA, pizzicato lo spammer numero uno

L'FBI ha sequestrato tutta l'attrezzatura di Alan M. Ralsky, lo spammer più famoso degli Stati Uniti; lui si difende ma ammette che questa potrebbe essere la fine del suo business
L'FBI ha sequestrato tutta l'attrezzatura di Alan M. Ralsky, lo spammer più famoso degli Stati Uniti; lui si difende ma ammette che questa potrebbe essere la fine del suo business


Detroit (USA) – Le autorità statunitensi hanno confermato che quello che da tempo è considerato uno dei re dello spam mondiale, Alan M. Ralsky, è stato messo in condizioni di non nuocere alla web-sphera per un po’ di tempo. Si è infatti saputo che lo scorso settembre una squadra dell’ FBI ha fatto irruzione nella sua proprietà di Detroit, un complesso immobiliare nei pressi di West Bloomfield, e ha sequestrato PC, notebook e dati finanziari di ogni genere.

“A questo punto abbiamo chiuso. Ci hanno sequestrato tutta la nostra attrezzatura, è finita”, ha dichiarato Ralsky. Secondo gli inquirenti, negli anni questo simpatico sessantenne non solo è riuscito a racimolare centinaia di migliaia di dollari con lo spamming, ma sarebbe colpevole di aver intasato il Web con 100 milioni di mail quotidiane che pubblicizzano ogni tipo di prodotto, dai gadget più improbabili al botox.

“Alan M. Ralsky è noto nel mondo spam, ed ha già avuto una serie di incontri ravvicinati con la Giustizia negli ultimi anni. I politici che hanno promulgato le nuove leggi anti-spam hanno indicato lui come uno dei peggiori spammer del mondo. In molti siamo curiosi di sapere se si tratta dell’ultimo capitolo, oppure riuscirà a farcela anche questa volta, ritornando sulla cresta dell’onda”, ha dichiarato Graham Cluley, consulente tecnologico di Sophos .

Ralsky da parte sua sostiene di non essere uno spammer ma un professionista del mail marketing perseguitato dalla Legge. Scorrendo però le sue malefatte su Spamhaus.org non si può che rimanere stupiti del suo curriculum di “presunto” spammer. Su tutte la denuncia di Verizon Communications nel 2001, che scontò due giorni di chiusura del suo network a causa di un mail bombing. Lui promise di non fare più spam… sulla rete del provider.

La legge anti-spam statunitense varata nel 2003, ed operativa dal gennaio del 2004 è piuttosto chiara al riguardo, ed anche piuttosto severa: 20 anni di prigione come pena massima e 11 mila dollari per ogni violazione. Gli agenti FBI avrebbero individuato le prove dello spamming effettuato quotidianamente con almeno 14 domini di posta diversi. “Alan Ralsky credeva di essere in regola con la legge, tanto più che le ultime norme in alcuni casi non sono state ancora interpretate da nessuna Corte. Lui ha speso decine di migliaia di dollari per disporre di software che effettuassero mailing commerciale legale”, ha dichiarato Philip Kushner, il legale di Ralsky.

La storia di Ralsky, però, è decisamente curiosa. Racimolati 500 mila dollari nel 1980 come assicuratore, perse la licenza dieci anni dopo, dichiarando bancarotta e rimanendo invischiato, per tre anni, in una causa che lo vedeva accusato di falsificazione di dati bancari. Alla fine degli anni 90 venduta l’auto decise, con il ricavato, di acquistare due PC per re-inventarsi una professione. Da allora la spedizione di mail “spazzatura” per conto commercianti e società di servizi è diventato il suo pane quotidiano. Il suo nome ormai è conosciuto da tempo online. A casa gli vengono recapitate centinaia di riviste alle quali non ha sottoscritto l’abbonamento: questa è la vendetta di alcuni web surfer .

“Ralsky è diventato ormai un personaggio pubblico per le sue attività. Per ogni personaggio come lui, ce ne sono molti altri nell’ombra”, ha dichiarato Lih-Tah Wong, presidente di Computer Mail Services , società specializzata nello sviluppo di applicazioni anti-spam. Secondo un recente studio di IDC , lo spam raggiungerà quota 7,6 milioni di miliardi di mail spedite nel 2005, qualcosa di più rispetto ai 4,5 registrati nel 2003.

E così dopo l’arresto di Gaven Stubberfield e la condanna di Scott Richter , la lista degli spammer più pericolosi inizia a sfoltirsi . Ma gli esperti avvertono: Alan M. Ralsky è solo uno di meno.

Dario d’Elia

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17 10 2005
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