USA, resa ai droni volanti

Il sindaco di New York prepara la popolazione a un'invasione di UAV e CCTV, mentre la politica di Washington non sa che pesci prendere. Ci si mettono di mezzo pure i conflitti giurisdizionali fra CIA ed esercito

Roma – Stando a quanto sostiene Michael Bloomberg, la privacy è un optional di cui i cittadini newyorkesi dovranno abituarsi a fare a meno: nel prossimo futuro ci sarà sempre più “visibilità” e “sempre meno privacy”, sostiene con una certa rassegnazione il sindaco della Grande Mela, e non c’è modo di “fermare” l’avanzata del tecnocontrollo.

Bloomberg ammette che la prospettiva di vivere immersi in CCTV a ogni finestra e innumerevoli UAV svolazzanti in cielo fa un po’ paura, ma le cose andranno così e basta: tutti vogliono la loro privacy ma presto la privacy non esisterà più suggerisce Bloomberg, così il Grande Fratello e i suoi strumenti sempre validi entreranno a far parte del DNA degli abitanti che conviveranno con la sorveglianza.

Le dichiarazioni del sindaco di New York fanno il paio con un’altra recente, amara constatazione della politica di Washington D.C., con i Senatori del Congresso impegnati in un giro di consultazioni sulla proliferazione selvaggia dei droni volanti-spianti sul suolo statunitense.

Con le attuali leggi e regole a difesa della privacy, ha stabilito l’udienza a tema del Senato, non c’è alcun modo di imporre comportamenti rispettosi della riservatezza dei cittadini agli UAV attivi nei cieli USA. Al Senato è intervenuta anche l’organizzazione EPIC (Electronic Privacy Information Center), che tra l’altro ha avviato una petizione per chiedere l’interruzione del piano di sorveglianza tramite UAV già messo in atto dal governo.

Non bastassero le preoccupazioni (o le dichiarazioni senza appello in stile Bloomberg) per la privacy, i droni volanti rappresentano motivo di contendere anche all’interno del corpo burocratico dell’apparato militar-spionistico statunitense: si parla di passare il controllo delle missioni di omicidi mirati – ora in mano alla CIA – all’esercito, e nel merito sarà sempre la Casa Bianca a tirare le fila del programma.

Alfonso Maruccia

La tua email sarà utilizzata per comunicarti se qualcuno risponde al tuo commento e non sarà pubblicato. Dichiari di avere preso visione e di accettare quanto previsto dalla informativa privacy

Chiudi i commenti