USA, robo-braccia per tutti

Un gruppo di ricercatori finanziati dal governo sta migliorando la tecnologia su cui si basano le protesi mediche. I primi risultati sarebbero incoraggianti

Roma – I laboratori della Deka Research and Development Corporation stanno portando avanti un programma di tre anni per testare su larga scala arti robotici , talmente evoluti da essere in grado di replicare molti movimenti fino ad oggi impossibili da eseguire per meccanismi analoghi .

Il fine ultimo dell’iniziativa è quello di rendere facilmente accessibili , sopratutto per i veterani di guerra, questo tipo ausili medici.

Con i 100 milioni di dollari iniettati da DARPA e con l’appoggio del Department of Veteran Affairs si è arrivati a costruire una protesi robotica controllabile attraverso una serie di sensori posti in una scarpa: sarebbe possibile utilizzare il braccio meccanico facendo pressione in diversi punti della calzatura a seconda dei movimenti desiderati.

Il primo tester ufficiale è stato Frederick Downs, direttore del Veteran Affair’s Prosthetic and Sensory Aids Service che perse un braccio in Vietnam: “Non è difficile – ha spiegato – imparare a controllare i movimenti della protesi”. Non è escluso che in futuro possano essere implementati dei sensori a comando miolettrico , al fine di azionare anche questo tipo di protesi attraverso gli impulsi cerebrali. (G.P.)

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