USA, una chiocciola al museo

Il MoMA di New York ha annunciato l'acquisizione del simbolo @ all'interno della sua collezione di architettura e design del ventesimo secolo. L'arte, la cultura, diventano immateriali

Roma – Tra i caratteri tipografici strettamente legati ad Internet, quello della “chiocchiola” è certamente uno dei più noti e utilizzati, a partire dai quotidiani scambi di posta elettronica fino ad arrivare al reply su Twitter. Un simbolo divenuto pressoché ubiquo nel reame internettiano, ma che pare destinato a sbarcare anche nel gotha dell’arte mondiale.

È recente, infatti, un annuncio del Museum of Modern Art di New York (MoMA), che ha spiegato le principali motivazioni di una curiosa acquisizione, quella dell’elemento tipografico @ . A prendere la decisione finale è stato il Department of Architecture and Design del museo newyorchese, responsabile di una collezione di circa 30mila pezzi tra sedie e altre diavolerie del design del ventesimo secolo.

In un post sul blog ufficiale del MoMA, la curatrice Paola Antonelli ha utilizzato parole curiose, quasi filosofiche. L’acquisizione del simbolo della chiocciola si baserebbe su un assunto preciso: che non sia più necessario possedere fisicamente un oggetto per decretarne l’acquisizione. Il ché libererebbe i curatori dall’obbligo di etichettare quegli oggetti del mondo e della conoscenza che non possono essere conservati .

Perché sono troppo grandi, come ad esempio palazzi, boeing 747 e satelliti. O perché sono prodotti dell’immaginario, che appartegnono a tutti e a nessuno allo stesso tempo. Proprio come il simbolo della chiocciola. Un carattere le cui origini risalirebbero al sesto o settimo secolo, a partire dall’espressione latina ad . Fino all’alba degli anni 70, quando l’ingegnere elettronico statunitense Ray Tomlinson creava il primo sistema di scambio di messaggi di posta elettronica.

“Tomlinson ha creato un simbolo di design molto potente – ha continuato Antonelli – che non ha soltanto cambiato radicalmente il significato e la funzione di @, ma che ha anche trasformato il nostro modo di comunicare con gli altri. Il suo (non intenzionale) ruolo come designer deve quindi essere riconosciuto all’interno della collezione del MoMA, che ha sempre celebrato l’eleganza e l’intelletto, verso le future direzioni dell’arte dei nostri giorni. L’essenza stessa della modernità”.

Mauro Vecchio

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  • si sono proprio io scrive:
    poveri i vostri lettori
    Siete così faziosi.
  • cognome scrive:
    Cassazione
    La cassazione farebbe bene a occuparsi di cose ben piu serie, come la concussione, favoreggiamenti vari e tangenti.Da che mondo e mondo la parola è di tutti.
    • mr_caos scrive:
      Re: Cassazione
      A parte che e' la corte di giustizia europea e non la cassazione.Forse a te non fregher nulla, ma per le aziende ed il mercato in generale mi sembra una tematica fondamentale.Sinceramente non vedo perche' se i marchi sono protetti su ogni altro media, non dovrebbero esserlo anche su internet.Ci sono mercati, quali quello della moda, che vivono quasi escusivamente in funzione del valore dei marchi che ne fanno parte.Dare a chiunque la possibilit di sfruttarli, equivale sostanzialmente ad annullarne il valore.
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