USA, verso lo sblocco degli sblocchi

Una proposta di riforma del Digital Millennium Copyright Act permetterà agli utenti statunitensi di sbloccare dispositivi mobile e aggirare le tecnologie anticopia per fini slegati dalla violazione del diritto d'autore

Roma – Per una significativa riforma del testo di legge noto come Digital Millennium Copyright Act (DMCA), la proposta avanzata al Congresso di Washington da un gruppo bipartisan di deputati statunitensi. Sponsorizzato dal congressman democratico Zoe Lofgren, il disegno di legge potrebbe aprire alla definitiva introduzione dell’ Unlocking Technology Act (UTA), che permetterà agli utenti a stelle e strisce lo sblocco dei dispositivi mobile e l’aggiramento delle tecnologie anticopia (DRM) per i soli usi legali .

Il dibattito è ormai infuocato in terra statunitense, dopo che alla fine dello scorso anno la Library of Congress aveva dichiarato illegali le attività di sblocco dei telefoni cellulari per cambiare operatore wireless. La stessa Casa Bianca si era dichiarata scettica sulle nuove misure introdotte al Congresso statunitense, mentre gli attivisti avviavano una accorata petizione con più di 100mila firme. Al centro della questione era finita una particolare predisposizione del DMCA, che vieta l’aggiramento delle protezioni anti-copia anche per fini squisitamente legali .

Nel testo della proposta legislativa avanzata da Lofgren, agli utenti verrebbe garantito un diritto di sblocco per fini che non contemplino la violazione del diritto d’autore . A titolo d’esempio, l’eventuale modifica del DMCA autorizzerebbe certi aggiramenti dei meccanismi DRM per la visione privata di un’opera in caso di cecità o altri disturbi della vista. Così come un compact disc legalmente acquistato potrebbe essere soggetto a ripping per il solo uso personale. “I cittadini statunitensi non dovrebbero essere soggetti a multe o responsabilità penale per il semplice sblocco di dispositivi o contenuti multimediali legalmente acquistati”, ha spiegato Lofgren al Congresso.

Grande soddisfazione espressa dagli attivisti di Electronic Frontier Foundation (EFF), da tempo impegnati in una battaglia contro un testo legislativo ritenuto antiquato e dai contorni draconiani. I consumatori legali a stelle e strisce dovrebbero avere la possibilità di smanettare con i propri dispositivi per accedere a determinati programmi informatici o per cambiare operatore wireless . Il testo di UTA è ora atteso per la prima votazione al Congresso di Washington.

Mauro Vecchio

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  • Enjoy with Us scrive:
    Direi che nVidia ha ragione!
    Come da oggetto!
    • nome e cognome scrive:
      Re: Direi che nVidia ha ragione!
      - Scritto da: Enjoy with Us
      Come da oggetto!E il trend dei loro ricavi sembra proprio confermarlo... (rotfl)
    • James Kirk scrive:
      Re: Direi che nVidia ha ragione!
      Peccato che siano costantemente in grave ritardo sui SoC.Anche Tegra 4 ė in grave ritardo, nonostante le dichiarazioni ufficiali (fatte per Wall Street) e quando uscirá sará relegato ai dispositivi di fascia bassa.Quanto alle schede grafiche, con ATI castrata dalle politiche di AMD, Nvidia ha vita facile.
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