Varato il numero 709: 20 lire al minuto

L'Autorità decide di consentire ai provider di vendere connettività al costo di 1200 lire l'ora e pubblicizza la cosa come una riduzione tariffaria. Applaude il ministero delle Comunicazioni, incerta l'AIIP. Flat-rate irrisolta
L'Autorità decide di consentire ai provider di vendere connettività al costo di 1200 lire l'ora e pubblicizza la cosa come una riduzione tariffaria. Applaude il ministero delle Comunicazioni, incerta l'AIIP. Flat-rate irrisolta


Napoli – 20 lire al minuto, 1200 lire l’ora, 3600 lire per tre ore: questa la tariffa che l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni ha deciso di legare al varo dei numeri 709. Sarà questo “prefisso”, infatti, a contraddistinguere le offerte che i provider potranno costruire sulla base di questa tariffa, che viene così “imposta” a Telecom Italia.

La decisione consentirà ai provider di vendere connettività ad un prezzo che viene proposto come “ribasso tariffario” e che sembra del tutto in linea, niente di più, con molte offerte oggi sul mercato, del tipo “pacchetto ad ore”. Ma è naturalmente presto per dire come si orienteranno i provider sul piano commerciale per agguantare quote di mercato. La speranza è che tutto questo porti davvero a oneri minori in carico all’utente.

“L’offerta – spiega l’Autorità nel suo comunicato – prevede che gli Isp possano utilizzare una numerazione 709 – dedicata esplicitamente ai servizi di accesso ad internet – per raccogliere il traffico dei propri abbonati a condizioni economiche decisamente migliori rispetto alle attuali, fatturando direttamente i propri clienti per tale servizio”.

L’Autorità sostiene che questa decisione porta addirittura le tariffe internet a livelli tra i più bassi in Europa… “Gli ISP – sostiene infatti l’Autorità – avranno un nuovo strumento per competere sul mercato dell’accesso a internet in piena parità. L’offerta approvata dall’Autorità garantisce, infatti, nuove opportunità competitive, a condizioni eque, trasparenti e non discriminatorie tra tutti gli operatori, stabilendo livelli di prezzo che sono tra i più bassi d’Europa.”

Nel comunicato si legge anche che “l’Autorità ha potuto verificare che esistono le condizioni affinché anche altri operatori di rete possano competere con Telecom Italia nell’offerta di analoghi servizi agli ISP”.

Il varo del 709, uno di quei modelli tariffari di cui ci si è finora limitati a parlare per almeno un anno, non risolve naturalmente la questione centrale, quella che è destinata ad incidere più di qualsiasi altra sulla diffusione dell’uso oltreché dell’accesso ad internet, vale a dire la questione flat-rate. Su questo fronte l’Autorità nel comunicato si è limitata ad affermare che “completerà in tempi brevi l’istruttoria per l’introduzione di una tariffa di interconnessione a Internet di tipo forfettario (FRIACO – Flat Rate Internet Access Call Orgination).”


Proprio sul fronte “FRIACO” si è espressa soltanto il commissario Paola Manacorda, secondo cui ora ci sono “le condizioni per un accordo conciliativo tra Telecom e Galactica divise da mesi da un contenzioso sul contratto di tariffa flat sottoscritto tra Telecom e l’internet provider, che l’ex monopolista non ha poi voluto rinnovare”.

Sulla decisione dell’Autorità è intervenuta l’AIIP, l’associazione dei provider, che ha espresso cautela. Secondo Paolo Nuti, presidente dell’associazione: “con il nuovo prefisso di accesso 709 si apre la possibilità di creare nuovi prodotti per l’accesso e i servizi legati a Internet. Una valutazione economica e anche delle ipotesi sui nuovi prodotti richiedono, tuttavia, un attento esame delle condizioni al contorno dell’offerta economica avanzata da Telecom Italia. In sostanza bisogna capire a quale ambito geografico si riferisce l’offerta (locale, marco-regionale o nazionale) e gli eventuali altri oneri a carico del provider, come per esempio i canoni per le linee di accesso”.

Le novità tariffarie sono state invece salutate con interesse dal ministero delle Comunicazioni. Per bocca del consulente del ministro Gasparri Gian Luca Petrillo, il ministero ha fatto sapere che “tutti i nostri sforzi sono rivolti, sin dai primi giorni del nostro insediamento, a creare le condizioni perché la rete possa entrare nelle case di tutti gli italiani. Le tariffe proposte saranno alla base del rapporto che legherà strettamente gli Internet Service Provider ai navigatori”.

Secondo Petrillo “il rilancio dell’economia della rete diventa effettivo attraverso la cooperazione e l’armonia tra gli operatori del settore. La decisione dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni dimostra che anche oggi si è operato nell’ interesse dello sviluppo del Sistema Italia. Auspico che i servizi proposti diventino al più presto realmente usufruibili per tutti e che seguano interventi sulle tariffe Flat Rate”.

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02 08 2001
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