Vaticano sotto attacco cracker: l'impronta cinese

Cronaca di un attacco cracker ai server del Vaticano attraverso un malware iniettato in un documento apparentemente ufficiale: c'è la firma cinese.
Cronaca di un attacco cracker ai server del Vaticano attraverso un malware iniettato in un documento apparentemente ufficiale: c'è la firma cinese.

La notizia è delle ultime ore e proietta il Vaticano nel mezzo della guerra fredda, a metà tra le strade diplomatiche e le autostrade digitali, tra Occidente ed Oriente: situazione nota, al cuore delle frizioni geopolitiche che hanno caratterizzato tutto il mandato dell’attuale Presidente USA. Gli Stati Uniti, in questo caso, sembrano essere più che altro spettatori interessati, mentre le frizioni si consumano tutte tra il Vaticano e la Cina.

Cina vs Vaticano

Il racconto di quanto avvenuto giunge dapprima sul New York Times e quindi su Recorded Future, ed è una storia da collocarsi nel maggio scorso, quando il gruppo RedDelta (cracker appoggiati dal governo Cinese) avrebbe tentato di violare i server del Vaticano passando per i sistemi informatici del Pontificio Istituto Missioni Estere. La via d’accesso sarebbe una diocesi di Hong Kong, alla quale sarebbe stata inviata una lettera di cordoglio firmata dal cardinale Pietro Parolin (segretario di Stato) in occasione della dipartita del vescovo cinese Joseph Ma Zhongmu.

La lettera dell'attacco

L’obiettivo sarebbe stato preciso: ottenere informazioni preliminari utili a pilotare le successive relazioni diplomatiche per la scelta dei vescovi in Cina, che il Vaticano sta cercando di concertare per tenere vivo un rapporto diplomatico costruttivo con il Paese orientale. Ciò chiaramente non è visto di buon occhio dal Governo USA, ma in questo caso Donald Trump e Mike Pompeo sono probabilmente ben lieti delle novità che stanno emergendo poiché confermerebbero la loro visione sul ruolo cinese nella diplomazia internazionale: ancora una volta i trattati sarebbero stati farciti di violazioni informatiche, mettendo a rischio le relazioni.

Così la Cina ha attaccato il Vaticano

 

Le comunicazioni tra il Vaticano ed i server correlati al malware sarebbero proseguite fino al 21 luglio. Medesimi strumenti sarebbero stati utilizzati per attaccare il Vaticano anche tramite altri enti, confermando come l’obiettivo fosse chiaro.

La medesima Guerra Fredda che nelle settimane scorse veniva tratteggiata in quanto a ricerca scientifica e sviluppo di vaccini contro il coronavirus, ora viene descritta nel pieno delle dinamiche diplomatiche tra la Cina e la Chiesa.

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30 07 2020
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