Verso Pianeta Amiga 2001

Nuovo appuntamento per la storica piattaforma alternativa. Preannunciate molte novità


Roma – Anche quest’anno si svolgerà, i prossimi sabato 20 e domenica 21/10, la nuova edizione di Pianeta Amiga, organizzata da Jasa Comunications in collaborazione con Virtual Works .

Giunta alla sua quinta edizione, la principale manifestazione italiana dedicata a questa piattaforma alternativa per due giorni proporrà al Palaesposizioni di Empoli (Firenze) incontri tra produttori ed utenti, presentazioni di software ed hardware per la piattaforma e conferenze tecniche, oltre a momenti più ludici.

Tra le novità annunciate per questa edizione ci sarà la presentazione di una nuova rivista dedicata alla piattaforma, che si chiamerà Bitplane, il cui numero 0 sarà distribuito in anteprima alla fiera; l’esposizione delle nuove schede basate su processori PPC come la Pegasos e la dimostrazione del porting del sistema operativo su processori x86 AmigaOS XL , funzionante tramite l’emulazione del sistema completo sotto QNX oppure tramite un kernel Linux.

Qui il sito ufficiale di Pianeta Amiga 2001
Qui il sito non ufficiale di Pianeta Amiga

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  • Anonimo scrive:
    Scoop
    Il politico di turno cerca ovviamente un frasario che "porti acqua al suo mulino" e che non lo danneggi. E concordo con ciò che ha scritto l'autore del primo post.I "giornalisti" invece sono i giullari di turno che farebbero qualsiasi cosa pur di attirare l'attenzione e di incrementare le vendite o l'audience; salvo poi lasciarci le penne quando per fare lo scoop si comportano con regole occidentali in posti in cui la vita delle persone non vale nulla (vedi esempi anche in casa nostra!).L'avete sentito quel funzionario della Bayer (sicuramente uno che di marketing se ne intende) quando in occasione dello scandalo del Lipobay ha detto all'incirca così: "se mons. Milingo scappasse con la Ferrilli, voi giornalisti non parlereste più del lipobay!"Interessante no!?!
  • Anonimo scrive:
    messaggi in codice
    ma per favore...
  • Anonimo scrive:
    C) --
    "Da una parte Bush, che divide il mondo in due categorie, alleati e terroristi, e dall'altra Bin Laden, che lo divide in fedeli e infedeli. Sono questi i brand contrapposti e i cittadini del mondo, così come i politici, gli intellettuali, sono chiamati a schierarsi, da una o dall'altra parte. Pare quasi che la neutralità sia bandita......"beh, se sono INTELLETTUALI degni di questo nome, dovranno rifiutare "QUESTO o QUELLO" anche perché non è affatto detto che siano le scelte a disposizione. Sono le scelte che ti danno LORO.Io per esempio non sono con nessuno di costoro e non sono contro.Sono un infedele per tutti, per esempio ... non sono Cristiano, non sono seguace dell'islam.E con questo?Lo so che tu che scrivi sei già d'accordo.
  • Anonimo scrive:
    B) --
    "La nostra libertà è già stata colpita duramente con il terribile attacco alle Twin Towers, un tragico evento al quale tutti noi abbiamo assistito in diretta o in differita, grazie alla televisione. "inoltre come Michael Jordan è diventato un Dio Dello Sport attraverso gli spot della Nike, così l'esplosione rimandata da tutte le angolazioni di cui si disponevano filmati - e ancora - e ancora - e ancora ... così questa diverrà un mito per chi ha compiuto il misfatto.Come i serial killer che raccolgono i ritagli di giornale con le proprie gesta!
  • Anonimo scrive:
    alcuni film simpatici
    Thirteen Days (pericolo di guerra mondiale nel 63 per via dei missili di Cuba)Sesso e Potere (a dispetto del nome idiota è un gran film)
  • Anonimo scrive:
    A) --
    "Geniale, no? E la lezione più grande è stata quella della divisione del mondo in due categorie, con la storica affermazione "Chi non è con me, è con i terroristi"."ho capito cosa intendi ... ma se te ne sei accorta si è incartato da solo (agli occhi di chi è "sprosciuttato"): ha detto "I terroristi sono coloro che odiano la libertà".Qualsiasi atto compia contro la libertà, beh ... lui si è autodefinito.
  • Anonimo scrive:
    Deformazione professionale
    La propaganda di guerra, ed anche le semplici informazioni (variamente manipolate) sull'esito di conflitti, scontri, scaramucce, battaglie ed imboscate fa parte del bagaglio dei condottieri e dei loro popoli fin dagli albori dell'umanità, al pari di tattica e strategia militari, e con esse progredisce. Già nel 450 A.C. un tale Fedippide entrò nella storia (suo malgrado, poveretto) correndo a piedi per 42,175 km, dalla piana di Maratona ad Atene, per avvertire i suoi concittadini e recare la notizia freschissima della vittoria di Milziade. Perchè correre tanto (e rimetterci anche le penne, per inciso) ? Ovvio, l'informazione (tempestiva) ha da sempre un ruolo fondamentale sugli esiti e sugli svolgimenti delle guerre. E si potrebbero citare innumerevoli altri esempi, dalle guerre puniche al debello gallico, da Waterloo a Trafalgar, alle guerre mondiali, passando magari per le crociate.E' sempre stato così, fino ai giorni nostri, seppure con media diversi: i giornali hanno narrato la prima guerra mondiale, la radio la seconda, la TV ha accompagnato ogni fase della guerra del Golfo ed oggi accompagna il conflitto in corso. Ma è un'ovvietà degna di Monsieur de la Palice considerare che dove c'è informazione ci sono strateghi della medesima, mediologi (orrido neologismo...) e "maghi" dell'immagine, e quindi i risultati del loro lavoro strategico, che probabilmente lei è abituata a conoscere solo come applicati al marketing e di esso espressione più tipica.Tuttavia il marketing, cara signorina, non è una cappella onnipossente che racchiude ogni e qualsiasi forma di comunicazione artefatta (qualche mia cara amica etnoantropologa salterebbe subito su con l'esempio della comunicazione dello sciamano capo alla sua tribù, giusto per citare). Il marketing è semplicemente una delle (tante) tecniche di applicazione della comunicazione strategica, nella fattispecie esplicitamente mirata alla vendita ed all'espansione della comunicazione aziendale. E dunque definire operazioni comunicative in genere (a cominciare da quelle politiche) con l'etichetta "di marketing" è uno svarione piuttosto marchiano, che di certo tradisce il suo preciso background professionale sviato da una certa comunanza di mezzi e di forme, ma non aiuta nell'analisi e nella conquista di un punto di vista superiore.
  • Anonimo scrive:
    Il Marketing
    Dall'articolo: "Vi state chiedendo cosa c'entra il marketing? Sicuramente c'è l'opera di abili strateghi e comunicatori, dietro la scelta del nome per l'operazione, "Giustizia Duratura", più che un nome un vero e proprio "claim". E così non si parte più per fare una guerra, ma per fare Giustizia. Un'altra grande lezione di marketing. I consensi di Bush sono alle stelle. E oggi, si sa, la guerra si vince anche e soprattutto con i consensi, da ambo le parti."Effettivamente il marketing non c'entra, questa appena descritta è pura e semplice politica con annessi e connessi interessi.Proseguendo con la lettura dell'articolo, se invece di Bush politico andiamo a vedere i media commerciali allora rientriamo nella sfera del Profitto o meglio della speculazione, ma non la fanno solo i media.In conclusione mi par di capire che questa politica è strettamente interfacciata con il mercato, ovvero è il mercato che comanda... beh, da che mondo è mondo, acqua calda!Scarlight
  • Anonimo scrive:
    Scusa Simonetta
    ...ma non vedo nulla di nuovo sotto il sole...Non è forse il cd. "war marketing" pratica già molto ben nota e praticata già da tempo (almeno già dallo scorso secolo, quando i mezzi d'informazione hanno cominciato a diffondersi: radio, stampa, cinegiornali, etc) e denominata PROPAGANDA ?Saluti.Zizio
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