Vertenza Engineering, dicembre di confronto

I sindacati criticano aspramente la strategia aziendale. La direzione ribadisce i buoni risultati ottenuti e il piano di riassetto lanciato nel 2008. Il Governo pronto a intervenire nella discussione

Roma – L’ azienda italiana Engineering ( ENG ) è al centro della cronaca per aver annunciato nuovi esuberi (attorno alle 60 unità secondo l’azienda, oltre 100 secondo i sindacati) conseguenti al piano di riassetto avviato dopo l’ acquisizione di Atos Origin avvenuto nel 2008.

Sergio Bellavita, segretario nazionale della Fiom-Cgil e responsabile per il settore dell’informatica, ha attaccato la direzione: “Quello di Engineering è un paradosso inaccettabile. Ci troviamo, infatti, di fronte a uno dei più importanti gruppi informatici italiani che, da un lato, macina utili e, dall’altro, pretende di licenziare”. I lavoratori della ENG sono ora in mobilitazione per chiedere il ritiro dei licenziamenti annunciati: sciopero di 4 ore e un presidio sotto la sede del gruppo a Roma.

Lavoratori e sindacati hanno sottolineato l’incongruenza a loro dire della scelta rispetto alla performance dell’azienda, che ha chiuso il terzo trimestre 2010 con ricavi pari a 174,7 milioni di euro (più 7,1 per cento rispetto allo stesso trimestre 2009), accusando il datore di lavoro da una parte di utilizzare “gli ammortizzatori sociali e quindi soldi pubblici, e dall’altra distribuire dividendi agli azionisti (7,5 milioni solo per il 2009)”. Inoltre, affermano, ENG utilizza “oltre 2.500 consulenti e sub appalti”.

Diamentralmente opposta la posizione dell’azienda: “Engineering due anni or sono ha acquisito Atos Origin – spiega a Punto Informatico Luigi Palmisani, direttore organizzazione e personale – Atos veniva da tre anni in cui aveva perso 200 milioni di euro, e dunque abbiamo avviato un piano per la riorganizzazione per renderla competitiva”. Allora si parlava per l’appunto di 236 teste da tagliare: “Abbiamo aperto le procedure di mobilità per queste posizioni due anni fa, poi convertito il piano con un accordo al Ministero del Lavoro per una cassa integrazione da 24 mesi. Il piano nel frattempo ha avuto successo, l’azienda è tornata competitiva, ma nello stesso tempo ha confermato che alcuni esuberi esistevano: da un lato abbiamo riallocato alcune risorse ex-Atos su altri comparti di Engineering, dall’altro abbiamo offerto ai lavoratori incentivi per la mobilità. Tirate le somme – conclude Palmisani – al momento ci sono a rischio 64 persone”.

Il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Laura Ravetto, ha riferito la “disponibilità del Governo a valutare, qualora richiesto, ogni possibile soluzione volta a tutelare la posizione dei lavoratori della società in questione e delle loro famiglie”. Ora, in ogni caso, si aprirà la prima fase del negoziato in cui ci sarà il confronto tra azienda e parti sociali: negoziato nel quale Engineering, assicura Palmisani, partirà “senza posizioni preconcette”. C’è da augurarsi che nel confronto si trovi un compromesso utile per arrivare al tavolo di concertazione al Ministero con una proposta concreta.

Claudio Tamburrino

La tua email sarà utilizzata per comunicarti se qualcuno risponde al tuo commento e non sarà pubblicato. Dichiari di avere preso visione e di accettare quanto previsto dalla informativa privacy

  • djechelon scrive:
    Meglio "Rete di telecomunicazioni"
    Anche il telefono dovrebbe essere un diritto, no?Al massimo non per gli stalker
  • lavoratore scrive:
    vai tranquillo "tutti i lavoratori"
    Annunzià, tranquillo: "...il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese"se non sei lavoratore non puoi fare tutte queste cose, no?beh, direi che tra un po' ci saranno ben poche persone a poterlo fare, allora.
    • Luca Annunziata scrive:
      Re: vai tranquillo "tutti i lavoratori"
      ma lo sai perché "la repubblica è fondata sul lavoro"? ;)non è un caso che si dica "lavoratori" in ogni dove nel testo... :)
  • Blue turtle scrive:
    Leggi senza soldi = nulla
    Perc dare concretezza a una proposta del genere servono i soldi.Mettiamo i soldi per la fibra ubiqua e rciominciamo da li.L'ideale sarebbe fare come anno fatto in austrialia ricomprandosi la rete in rame.
  • Giulia scrive:
    Rodota' sbaglia obiettivo....
    Invece di pensare ad aggiungere stupidaggini pensi a togliere la seconda parte dell articolo 21 se pensa di avere un movimento di opinione alle sue spalle, automaticamente salterebbero molti piu' lacciuoli di quelli generati dal digital divide.......
  • SCF IS EVIL scrive:
    Be Free
    Senza normative (non tecniche) Internet è nato, è cresciuto ed è "esploso", qualsiasi legge servirebbe solo a limitarne le potenzialità.Sono pienamente d'accordo con Annunziata.
    • Martin scrive:
      Re: Be Free
      Condivido anche io quello scritto da Annunziata
    • Lord Kap scrive:
      Re: Be Free
      - Scritto da: SCF IS EVIL
      Sono pienamente d'accordo con Annunziata.Anch'io.-- Saluti, Kap
    • Maestro Miyagi scrive:
      Re: Be Free
      Ovviamente concordo: meno il legislatore e i relativi burocrati mettono becco sul fronte informatico e meglio è per tutti noi.Non servono norme, servono _soldi_ per delle infrastrutture di rete sotto controllo statale.
Chiudi i commenti