Videogame, etichette come per le sigarette

Una nuova proposta di legge californiana: etichettare le confezioni per informare sulle conseguenze più temibili della violenza videogiocata. Conseguenze non sempre verificabili
Una nuova proposta di legge californiana: etichettare le confezioni per informare sulle conseguenze più temibili della violenza videogiocata. Conseguenze non sempre verificabili

Ritorna nuovamente il dibattito mai sopito sulla violenza videogiocata e sulla possibilità che infonda nel bambino atteggiamenti violenti. A tal proposito, un membro del Congresso della California, il deputato Joe Baca, ha presentato una nuova proposta di legge nella quale ha suggerito di inserire su tutti i videogiochi un nuova etichetta di avvertimento , da aggiungere a quella presente nella parte anteriore della scatola e che descrive i contenuti del videogioco, per avvertire i consumatori che la violenza presente nel videogioco potrebbe portare, stando a quanto riportano alcuni studi sul tema, ad avere comportamenti aggressivi nel mondo reale.

L’etichetta, che secondo la proposta dovrebbe essere applicata su ogni videogioco prescindendo dal contenuto o dal tono di questo, dovrebbe riportare la seguente scritta : “Attenzione. L’eccessiva esposizione ai videogiochi violenti e ad altri media violenti è collegato a comportamenti aggressivi”.
Fa tutto parte del Video Game Health Labeling Act del 2011, il cui obiettivo è quello di informare le famiglie sulle potenziali conseguenze circa questi prodotti descritti come “potenzialmente pericolosi”.

Un disegno di legge simile era stato già proposto nel 2009, ma non fu mai approvato dalla Commissione . Il repubblicano vorrebbe continuare a portare avanti quanto inizialmente fatto due anni fa, cercando il sostegno e la sponsorizzazione di altri deputati per tentare di far passare la proposta. A tal proposito ha portato davanti alla commissione gli studi di varie università che mostrano una correlazione tra videogiochi e comportamenti violenti.

“L’industria dei videogiochi – ha argomentato Baca – ha la responsabilità nei confronti di genitori, famiglie e ai consumatori, di informare sul contenuto potenzialmente dannoso che si trova spesso nei loro prodotti”. “La ricerca continua a mostrare che esiste un collegamento tra videogiochi violenti e aumento dell’aggressività dei giovani – sostiene Baca – per tale ragione le famiglie americane meritano di sapere la verità su questi prodotti potenzialmente pericolosi”.

Diversamente dal 2009 Baca non è stato il solo a sostenere la tesi del nesso di causalità esistente tra videogiochi e atteggiamenti aggressivi, infatti anche il repubblicano Frank Wolf ha espresso lo stesso giudizio paragonando gli effetti dei giochi a quelli del fumo. “Cosi come – ha dichiarato Wolf – abbiamo messo in guardia i fumatori sulle conseguenze del fumo per la salute, dobbiamo mettere in guardia i genitori e i bambini sulle crescenti prove scientifiche che dimostrano una relazione tra videogiochi violenti e comportamenti aggressivi nel mondo reale.

Ma la questione non è così semplice. Sono molti i ricercatori, gli accademici che, studiando il fenomeno, non hanno rilevato alcun nesso di causalità tra videogiochi e violenza . Cosi come ha riportato il presidente della Entertainment Software Association, Michael Gallagher in un comunicato. “Tutti i videogiochi venduti al dettaglio – vi si legge – già sono chiaramente etichettati con i descrittori di contenuto”. “Per i genitori che vogliono un dettaglio ancora maggiore di quello che trovano sulla scatola – ha spiegato Gallagher – sono disponibili sintesi di rating che descrivono il gioco e offrono esempi concreti circa il contenuto di quest’ultimo”.

Raffaella Gargiulo

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