Videogame violenti, genitori puniti

Interpretare in maniera più estesa la legge per vietare che titoli non adatti ai più piccoli arrivino nelle case neozelandesi. A proporlo è l'ufficio della censura locale
Interpretare in maniera più estesa la legge per vietare che titoli non adatti ai più piccoli arrivino nelle case neozelandesi. A proporlo è l'ufficio della censura locale

Una nuova interpretazione della legge neozelandese in materia di videogame violenti e minori, introdotta dal capo dell’ufficio censura Bill Hastings, potrebbe far finire nei guai con la giustizia numerosi genitori: tra le pene previste vi sarebbero anche cospicue multe e, in alcuni casi, il carcere.

Secondo Hastings chi permette ai propri figli di giocare a videogame violenti, destinati all’uso dei soli maggiorenni, dovrebbe essere punito in maniera da fornire un chiaro messaggio a tutte le famiglie. Stando ai nuovi aspetti previsti dalle leggi già esistenti, per i trasgressori sarebbero previste multe sino a 10mila dollari neozelandesi o addirittura un periodo di reclusione sino a tre mesi.

A suo dire, numerosi studi avrebbero dimostrato che una prolungata esposizione di minori a violenza sia psicologica che fisica creerebbe alcune devianze comportamentali: “credo che la parola gioco possa trarre in inganno la gente” dichiara il censore. “Del resto, non si tratta di certo di qualcosa come giocare a dama”.

L’intento di questo rafforzamento delle leggi già esistenti è quello di scuotere il pubblico su vasta scala affinché la gente capisca quanto sia sbagliata la leggerezza con cui viene permesso ai pargoli di giocare a titoli sanguinosi e cruenti . Sino ad ora, comunque, nessuno sarebbe stato perseguito in tal senso: “nonostante ciò – precisa Hastings – la nuova interpretazione della legge potrebbe rientrare tra le accuse rivolte ad un genitore sul quale si sta indagando”.

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12 03 2009
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