Videogiochi: Indiana Jones e La Macchina Infernale

Ritornano di moda le avventure, ma dopo Tomb Raider nulla potrà essere mai più come prima... Indy è ancora al passo con i tempi?


Dopo aver scoperto quale fosse stato il Destino di Atlantide, l’archeologo più famoso del mondo (se trascuriamo lo Schliemann, ovviamente) era stato un po ‘ troppo a lungo a riposo; e in questo suo lustro sabbatico si è fatta prepotentemente strada Lara, e le adventure si sono tinte di rosa arcade… a scapito della profondità delle trame e della difficoltà dei puzzle.

Ma ora Indy è tornato, e lo ha fatto alla grande, con un’avventura che non potendo esimersi dall’usare un motore grafico 3D e una visuale in terza persona, sfrutta le nuove tecnologie e la nuova prospettiva per proporci la tradizionale forza narrativa delle storie di George Lucas e la complessità intelligente degli enigmi.

Arriva in Italia grazie a uno degli importatori che “ama” di più il suo lavoro fra tutti quelli che operano nel nostro paese. CTO si contraddistingue infatti per la selezione eccellente di titoli, per l’ottimo lavoro di localizzazione e per la competitività dei prezzi (senza dimenticare i classici della nutrita “linea budget” in cui trovate anche altre avventure Lucas).

IJ&TIM ci giunge quindi completamente doppiato in italiano dal doppiatore di Harrison Ford, il bravissimo Michele Gammino: grazie alla sua voce le battute del nostro eroe acquistano credibilità e realismo. I due CD hanno una bellissima serigrafia e il manuale è sintetico ma chiaro e stampato su carta di qualità (segnalo un piccolo errore di battitura nella prefazione… non penserete mica di poter “attraversare le dimensioni del _tempio_ e dello spazio”, vero?).
Purtroppo nel manuale non vengono citati i doppiatori italiani né il team di localizzazione.


Il gioco inizia con un tutorial che permette di familiarizzare con il sistema di controllo e prosegue con una breve introduzione molto “cinematografica”: immediatamente si è coinvolti nella storia.

L’aspetto grafico del gioco è notevole: il modello di Indy è molto dettagliato (eccellente la scelta delle texture) e le ambientazioni (pur leggermente “cubettose”) sono disegnate ottimamente. I modelli degli altri personaggi, se escludiamo quello di Sophia (sì, proprio lei: ricordate?), sono leggermente “legnosi” nelle animazioni. Forse per la rigida disciplina USSR…

La Lucas Entertainment LTD ci ha abituato a colonne sonore grandiose e coinvolgenti, e non si smentisce in questo caso: brevi stacchi delle musiche della trilogia televisiva sottolineeranno i momenti più importanti, e a tal riguardo c’è da notare che già l’incipit dell’avventura adombra il profondo e complesso mistero che il giocatore ha di fronte, ma le informazioni vengono elargite con dosaggio sapiente per mantenere vivo l’interesse senza sciupare le sorprese.

Il nostro alter ego virtuale si lascia condurre a spasso per il mondo con un sistema di controllo collaudato, che prevede tutte le azioni cui siamo ormai abituati: spingere e trascinare oggetti pesanti, scalare, correre, saltare… Inoltre un inventario ben congegnato (alla base di tutti i giochi che si fregiano del titolo di avventura) consente una interazione agevole con gli oggetti raccolti.

Non particolarmente esigente dal punto di vista hardware (anche se richiede una scheda 3D… ) IJ&TIM gira ottimamente a 1024×768 su un PII350 con scheda Banshee. Supporta l’audio 3D.

Veste grafica, colonna sonora, sistema di controllo, trama, level design: tutto porta la firma Lucas, e da sempre questo è sinonimo di divertimento e di coinvolgimento per lo spettatore e per il giocatore.


In questo nuovo capitolo della sua storia, Indy deve contrastare le smanie espansionistiche dell’URSS durante la guerra fredda, e recuperare un antico artefatto dalle rovine dell’antica Babilonia. Le scelte cromatiche del gioco trasmettono la sensazione di essere sul limitare degli anni ’50, contribuendo a creare l’atmosfera dei film e delle avventure precedenti; ma presto inoltrandosi nell’avventura si intraprende un viaggio nel tempo verso il passato delle civiltà più antiche della Terra.

Agli elementi classici (il tema dei viaggi, la fusione di epoche remote e “presente”, lo spionaggio…) si uniscono i combattimenti e le prove di abilità da superare per proseguire nella storia. Il team di sviluppo delle avventure Lucas ama lasciare sempre un’alternativa intelligente alla forza bruta e alla prontezza di riflessi (ricordate le due vie per entrare nel teatro dove Sophia si esibiva in The Fate Of Atlantis?). Si nota lo sforzo di conservare questa tradizione nella decisione di rendere più tattici gli scontri e di aggirare gli avversari, ma a volte è più divertente sfoggiare l’arsenale a disposizione di cui fa parte l’inseparabile frusta (che ovviamente potrete usare anche per superare dirupi e salti altrimenti impossibili).

Inoltre, per i fan di vecchia data è stato inserito un livello segreto che… ma lasciamo stare, lo scoprirete da soli.

Come aspettando da lungo tempo un vecchio amico si viene colti dal timore che possa essere invecchiato, cambiato, che si sia conformato alla mentalità comune, così aspettando Indiana Jones tutti i suoi vecchi fan si erano preoccupati che volesse somigliare a tutti i costi a Lara.

E se alcuni elementi (la visuale, il sistema di controllo, il sistema di “punteggi”, la struttura “a livelli”) acuiscono questo sospetto, alcune ore di gioco rivelano subito che l’opportunità offerta al mondo dei giochi dal successo di Tomb Raider è stata sfruttata perfettamente dal team di sviluppo della Lucas: il nostro vecchio amico sembra ringiovanito, è in ottima forma e non ha perso il suo carisma e il suo acume.

Divertente da giocare, longevo per gli standard attuali, dotato di una trama avvincente (e che sarebbe criminale rivelare anche solo in parte in questa sede), seppur con alcune limitazioni IJ&TIM si candida come pietra di paragone per tutti i giochi simili, portando una ventata di novità che decisamente mancava, e rivalutando il destino di un genere, quello delle adventure, che sembrava volgere al tramonto. E poi, volete mettere la soddisfazione di sentire Indy mormorare con fare ironico: “A-Ah”…

Manrico Corazzi

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