Videogiochi/ Un PC per andare al massimo! (II)

Le nuove applicazioni multimediali (come i videogame) affaticano il sistema operativo e richiedono hardware sempre più potente. Ma avendo l'hardware adeguato, come possiamo ottimizzarlo?


Siamo sicuri che il nostro hardware sia il meglio che il mercato può offrire, anzi (più realisticamente), siamo convinti di aver realizzato la migliore combinazione possibile con il budget a disposizione. Però siamo ancora insoddisfatti, percepiamo che potremmo spremere ulteriormente la nostra macchina. Il nostro lavoro sta cominciando ora, ora che la macchina è sulla nostra scrivania. Cacciavite per installare le schede e chiudere il case, pinzette per spostare jumper e cavetti, manuali della motherboard, dischi dei driver e delle utility, connessione a Internet pronta per scaricare gli aggiornamenti.
Attenzione, però: le operazioni che descriverò nel seguito sono consigliate solo a utenti esperti che sappiano (più o meno) dove mettere le mani. Tutti coloro che non sono sicuri farebbero meglio a stare attenti, perché corrono il rischio di danneggiare seriamente l’hardware o impedire il boot del sistema. Siete avvisati, noi decliniamo ogni responsabilità.
Detto questo: cosa possiamo fare? Cominciamo dalle cosine più strettamente “hardware”. Poi, visto che la piattaforma attualmente più diffusa per il multimediale è Windows, parleremo di tecniche di ottimizzazione specifiche per questo sistema operativo. Ecco il decalogo del perfetto accordatore di PC.


1. OVERCLOCK

Spesso (per questioni tecniche e soprattutto di marketing) le frequenze di funzionamento dichiarate dai costruttori sono più basse di quelle effettivamente raggiungibili dai componenti. Idea geniale: perché non provare a “forzare la mano” incrementando la velocità del clock?
I detrattori di questa tecnica sostengono che sia immorale (?) e che possa danneggiare i microchip sottoposti a temperature troppo elevate.
Gli overclocker replicano che vendere hardware a questi prezzi e con questo ritmo di upgrade è altrettanto immorale, da parte delle case produttrici, e che una volta acquistato un prodotto se ne può fare ciò che si vuole; inoltre abbassare il tempo di vita medio di una CPU anche del 20% non è più un problema: tanto che duri 5 anni o 4 anni, l’avremmo comunque cambiata prima. Non fa una grinza… per chi si vuole avventurare i consigli sono pochi, ma essenziali, e valgono sia per l’overclock della CPU che per quello delle schede video.

Le CPU attuali fissano il moltiplicatore di clock di sistema, e salvo mettersi a isolare piedini del processore (ma qui si va veramente sul “rischioso”) conviene tentare di innalzare il clock del bus, per aumentare le prestazioni. Innanzitutto quando possibile effettuare un tentativo “soft” con dei programmi tipo SoftFSB che permettano di modificare il front side bus direttamente da Windows, senza spostare i jumper della scheda madre o intervenire via BIOS. Non è escluso che sia necessario anche innalzare la tensione di alimentazione del socket della CPU; intrecciate le dita: è sempre consigliato procedere per piccoli gradi (0.1 V / 33MHz), controllando ogni volta la stabilità del sistema e la temperatura raggiunta dai componenti.
A tal proposito installare un dissipatore più grande, fissandolo con pasta siliconica, una ventola più potente e un sistema migliore di ventilazione del case non può fare altro che aumentare la stabilità e diminuire la probabilità di un danneggiamento.

Le riviste si prodigano in suggerimenti per l’overclocking (fornendone anche di pericolosi), quindi non mi dilungherò ulteriormente. Il mio consiglio è di scommettere solo se si è sicuri di quello che si sta facendo, e solo se un componente ci ha serviti per lungo tempo ed è sul punto di subire un upgrade: in tal caso spremere ancora un po’ di potenza prima di dirgli ‘addio’ non sembra un’idea tanto rischiosa.
Molto comodi, a tal proposito, i test di stabilità della CPU (come CPU Stability Test giunto alla versione 4.0) che verificano che il nostro overclock non sia così spinto da impedire il corretto funzionamento.

2. DISCHI E FILE DI SWAP

Come è noto i sistemi operativi quando terminano la memoria fisica scambiano (swap) le pagine contenute in RAM con quelle presenti in un apposito spazio sul disco. Mentre Linux richiede esplicitamente la creazione di una partizione per l’uso esclusivo come swap file, Windows non lo fa. Ciò non toglie che avere una partizione dedicata a questo scopo possa aumentare le prestazioni, specie se si trova su un disco diverso dal disco dove sono installati gli applicativi che si utilizzeranno e se questo disco (magari un disco ad alte prestazioni) occupa un canale EIDE diverso. La dimensione ideale per un file di swap (massima e minima dimensione vanno settate allo stesso valore in Sistema-Proprietà-Prestazioni-MemoriaVirtuale) è poco più del doppio della memoria fisica. Procedendo in questo modo il file non verrà mai frammentato, e si sfrutterà al massimo il parallelismo dei dischi. Fate attenzione: se possedete un disco Ultra ATA 66 e un controller adeguato dovrete utilizzare un cavetto da 80 fili e attivare la voce DMA nella finestra delle proprietà del disco, altrimenti lo sfrutterete solo al 75-80%.
Un’altra impostazione utile (che suggerisce a Windows di usare lo swap file solo quando questo si renda strettamente necessario) consiste nell’aggiungere nel file SYSTEM.INI nella sezione [386Enh] la riga:
ConservativeSwapfileUsage=1
E visto che ci siete potreste anche approfittarne per aggiungere queste due righe che ottimizzano la cache del disco nella sezione [vcache]:
minfilecache=[buffer_disco_in_kb]*4
maxfilecache=[ram_in_kb]/4
Ovviamente sarà necessario fare i calcoli adeguati al proprio sistema. Ad esempio per un disco con 2MB di buffer e 128MB di RAM avremo:
minfilecache=8192
maxfilecache=32768

3. BIOS

In fase di bootstrap (avviamento) è possibile (in genere tramite la pressione del tasto Canc/Del) accedere al menù di configurazione del BIOS. Opportuni settaggi incrementano le prestazioni sfruttando tutte possibilità offerte dal sistema. Ma altri settaggi potrebbero bloccarlo completamente quindi REGOLA ESSENZIALE: appuntare sempre i valori delle variabili del BIOS prima di modificarle. Anche per tornare indietro casomai la velocità dovesse diminuire.
Le possibilità sono infinite. Ecco alcuni suggerimenti validi in generale:
a. impostare i test e check (memoria, lettore floppy e virus) su DISABLED in modo da velocizzare il boot, e ripristinarle solo se il sistema dovesse dare qualche problema che vogliamo individuare
b. abilitare tutte le cache
c. abilitare il bus AGP e dedicare un’apertura di metà della memoria RAM disponibile
d. diminuire tutte le latenze (memoria, bus PCI), abbassando di un ciclo di clock (o di un nanosecondo) alla volta

4. INSTALLAZIONE DI WINDOWS

Non c’è niente da fare: prima o poi saremo costretti a reinstallare Windows. O perché sono stati aggiunti e rimossi selvaggiamente troppi programmi, o perché un componente hardware nuovo non è stato riconosciuto correttamente (bella invenzione, il Plug’n’Play, vero?), o semplicemente perché abbiamo perso qualche pezzo e non lo troviamo più.
Le esperienze precedenti dovrebbero averci insegnato a reinstallare solo ciò che veramente è necessario, tenendo a portata di mano i service pack per le applicazioni Microsoft, i driver aggiornati di qualunque dispositivo e le utility più importanti. Se non utilizzate Internet Explorer (che è impossibile escludere dal setup… ricordate la storia dell’antitrust?) potrete rimuoverlo grazie a opportune utility; riuscirete a liberare anche 7 MB di memoria (non di disco, ma proprio di RAM)!
Un’installazione snella, in cui è presente tutto e solo il necessario, favorisce un funzionamento corretto e rapido di tutte le applicazioni. Particolare attenzione va riposta nell’ordine in cui i vari componenti si vanno a configurare e copiare sul disco. Le patch incrementali vanno applicate in ordine di versione, i programmi più aggiornati dopo quelli meno recenti, specie quelli che si sovrappongono su strumenti condivisi.
Molto utile tenere un “diario” dell’installazione in cui specificare dettagliatamente cosa è stato fatto, in modo da poter ripercorrere i nostri passi “a rebour” (anche il tocco di cultura umanistica, e vai!).

5. DRIVER E LIBRERIE

Inutile dirlo, i driver devono essere aggiornati costantemente, devono essere quelli “giusti” per le periferiche che abbiamo installato (scaricati dal sito ufficiale del fornitore) e devono essere tenuti con cura per eventuali reinstallazioni. Purtroppo è diventata abitudine di alcune case (v. Microsoft) di effettuare l’installazione direttamente da Internet, costringendo l’utente a effettuare il download ogni volta che si renda necessario. In genere queste procedure creano una directory temporanea in WINDOWSTEMP, e se si effettua una copia si può conservare l’installazione.
Anche le librerie DirectX e le Glide vanno aggiornate per sfruttare a fondo le caratteristiche delle schede video e audio e dei controller. Sono quasi sempre fornite con i giochi, quindi non è necessario fare i salti mortali per procurarsele. Per fortuna le versioni più recenti non sono funestate da gravi bug e l’installazione è più intelligente e non si sente la reale necessità di operare la difficoltosa rimozione.


6. CONFIGURARE WINDOWS

Fino a Windows 98 SE il DOS rappresenta un supporto essenziale per il funzionamento del sistema operativo, e i file Autoexec.Bat, Config.Sys e MsDOS.Sys permettono di fare piccoli aggiustamenti. Intanto sostituendo HIMEM.SYS con una versione più recente si riesce a sfruttare meglio la tristemente nota “memoria alta”. Inoltre si possono fare alcune personalizzazioni.

Vediamone alcune:

– MSDOS.SYS

Questo file di testo deve essere lungo almeno 1024 Bytes.

Nella sezione [Options] possiamo inserire alcune cosine interessanti (gli apici non vanno digitati):

‘BootMulti=1’ e ‘BootGUI=0’ (che insieme a altre istruzioni da inserire in AUTOEXEC.BAT e CONFIG.SYS permettono di effettuare il boot di MSDOS con varie configurazioni o di lanciare Linux tramite LOADLIN; notare che in questo modo si partirà in modalità CLI tradizionale del DOS, e per lanciare l’interfaccia grafica si dovrà impartire il comando ‘win’).

‘Logo=0’ (che non fa comparire il logo di Windows durante il bootstrap)

‘BootDelay=0’ (che elimina tutte le attese precedenti il caricamento del sistema)

– CONFIG.SYS

Da qui possiamo creare il menù multi-boot che è importante per far funzionare anche alcune vecchie applicazioni DOS o per lanciare Linux tramite LOADLIN. Utile anche per evitare di caricare in Windows driver a 16 bit e emulatori di schede audio, che rallentano inutilmente il sistema e occupano memoria.

Tramite l’istruzione ‘shell=path/nomefile.com’ possiamo decidere quale interprete di comandi DOS usare; per avere tutte le funzionalità tipiche di Linux (directory listing colorato, completion, alias…) si può scegliere l’ottimo Norton Dos.

– AUTOEXEC.BAT

Da qui possiamo decidere quale sarà il comportamento del sistema operativo alla partenza.

Possiamo anche impostare la directory temporanea (che in genere è C:WINDOWSTEMP) con il duplice comando (da inserire senza spazi):

set temp=X:nomedir

set tmp=X:nomedir

7. PROGRAMMI DI UTILITA’

Molto interessanti i programmi come WinRam e Mem Free, che si occupano di fare garbage collection e rimuovere dalla memoria DLL inutilizzate da troppo tempo, effettuando quindi la deframmentazione. Configurati opportunamente questi programmi rendono veramente disponibili maggiori quantità di RAM, una risorsa, non ci stancheremo mai di ripeterlo, essenziale per le prestazioni. 

8. PROGRAMMI DI INUTILITA’

Alla partenza di Windows vengono mandati in esecuzione i programmi contenuti nel menù START alla voce Esecuzione Automatica, quelli inclusi nell’apposita chiave del registro di Windows e quelli nella sezione [boot] di system.ini.

Molti di questi succhiano risorse (in particolar modo memoria) e non sono necessari durante le partite ai videogiochi.

I più esosi sono sicuramente gli antivirus, ma anche l’Agente di Sistema e le altre utility che funzionano da sensore delle risorse possono rappresentare un intralcio alle prestazioni.

Quindi occorre effettuare una selezione tra quelli indispensabili e quelli superflui, che vanno rimossi.

Se non potete farne a meno potete inserire un link nella barra QuickLaunch e mandarli in esecuzione al momento opportuno.

Ad esempio: programmi come ICQ e GetRight, che sono necessari durante le connessioni, possono essere lanciati e chiusi tramite le funzionalità di utility come CountDown, che effettuano il monitoraggio della connessione per calcolarne il costo.

In alternativa è possibile creare un nuovo utente con un profilo più snello da usare appositamente per giocare.

9. MANUTENZIONE

Il sistema operativo va mantenuto sempre in perfetta efficienza con le utility fornite in bundle, oppure con pacchetti aggiuntivi come quelli della Symantec di Peter Norton.

Partiamo dal disco fisso.

La prima operazione da compiere è cercare tutto ciò che sia inutile (vecchi programmi, bitmap in eccesso, piccoli file di testo che non leggeremo mai più) e rimuoverlo. Poi vanno vuotate le directory TEMP (attenzione a tal proposito di non aver cambiato la path con i suggerimenti di poco sopra) e grazie alle opportune voci di menù del browser, del client di mail e delle news vanno eliminate le cache; quindi vanno cercati sul disco tutti i file temporanei che eventuali crash di sistema abbiano lasciato sparsi (solitamente con estensione tmp o che iniziano con il carattere speciale tilde). Infine il cestino va svuotato. 

Dopo di che si rende necessario un check up del disco che provvederà a correggere gli errori dei file e a ricostruire le catene di cluster perduti. Gli eventuali file temporanei recuperati in tal caso vanno poi cancellati (sempre che non contengano dati importanti).

Infine il disco va deframmentato per velocizzare il caricamento delle applicazioni e fare spazio per le nuove installazioni.

Anche il registro di sistema va controllato per tagliare tutti i rami secchi, riducendone le dimensioni e gli errori. 

Tutte queste procedure possono essere assistite da opportuni strumenti, ma è sconsigliato farle eseguire in modo automatico: è bene rendersi conto di persona di quale sia la situazione per operare scelte più efficaci. 

10. PERFORMANCE TIPS

Altri suggerimenti per il miglioramento delle prestazioni sono specifici per il nostro hardware. L’ottimo
Sisoft Sandra 2000 è un software shareware che oltre a fornire un’ampia gamma di test e di benchmark ha la peculiarità di dare una serie di suggerimenti per il miglioramento delle prestazioni di ciascun componente.

11. AGP

Il bus AGP necessita di opportuni driver per funzionare correttamente; altrimenti è possibile che non venga utilizzato e che quindi costringa la scheda video a “rallentare”. Ovviamente Windows non è equipaggiato con i driver per tutti i chipset. Come si fa a essere certi che il bus sia attivo e proceda alla massima velocità consenstita dall’hardware? Semplice, con il programma PCIList che oltre a fornire molte preziose informazioni, ci comunica anche il fattore di moltiplicazione del bus AGP attualmente sfruttato dalla scheda video. Se ci dovessero essere dei problemi, l’unica soluzione è controllare di aver abilitato tutte le voci giuste nel bios e di aver installato i driver corretti; in genere W98SE ha problemi con il chipset VIA, mentre con quelli Intel (sorprendentemente, direi) tutto va alla grande.

I consigli da dare sono molti, e sicuramente qualcuno mi sarà sfuggito. Inoltre quelli che ho fornito potrebbero risultare incompleti e poco comprensibili. Ma l’obiettivo era quello di far entrare una pulce nell’orecchio del lettore mostrando che a volte la soluzione migliore è quella di perdere un po’ di tempo con i settaggi, piuttosto che correre a spendere soldi per un nuovo computer. Con questi suggerimenti dovrebbe essere possibile avere qualcosa in più dal proprio sistema. Ma manca ancora un passo essenziale: configurare opportunamente il software che andremo ad
utilizzare. Di questo ci occuperemo però in un prossimo articolo.

Manrico Corazzi

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