Vietati i deepfake AI nelle comunicazioni dell'Unione europea

Vietati i deepfake AI nelle comunicazioni dell'Unione europea

Le istituzioni europee (Commissione, Parlamento e Consiglio) hanno vietato l'uso dei deepfake AI (immagini e video) nelle comunicazioni ufficiali.
Vietati i deepfake AI nelle comunicazioni dell'Unione europea
Le istituzioni europee (Commissione, Parlamento e Consiglio) hanno vietato l'uso dei deepfake AI (immagini e video) nelle comunicazioni ufficiali.

Le principali istituzioni dell’Unione europea (Commissione, Parlamento e Consiglio) hanno vietato l’uso dei deepfake AI (immagini e video) nelle comunicazioni ufficiali. In pratica, gli addetti stampa non possono utilizzare contenuti generati dall’intelligenza artificiale. Anche se non specificato, il divieto riguarda ovviamente anche immagini e video che raffigurano persone reali.

Una questione di credibilità e fiducia

I contenuti creati dall’AI sono sempre più utilizzati dai politici per le comunicazioni ufficiali. Rimanendo in Europa sono stati sfruttati dal cancelliere della Germania (Friedrich Merz) nei post che spiegano ai cittadini cos’è l’intelligenza artificiale e dal Primo Ministro dell’Ungheria (Viktor Orbán) per attaccare Bruxelles. Diversi deepfake video sono stati pubblicati sui social media per mettere in cattiva luce gli avversari durante le elezioni in Olanda e Irlanda.

Il leader mondiale dei deepfake è ovviamente Donald Trump. Il Presidente degli Stati Uniti ha pubblicato numerosi contenuti fake su Truth Social, tra cui la famosa immagine in cui è vestito da Papa. L’approccio scelto dalle istituzioni europee è esattamente l’opposto. I deepfake AI danneggiano la credibilità e riducono la fiducia da parte dei cittadini.

Thomas Regnier, portavoce della Commissione europea, ha dichiarato:

I video e le foto che utilizziamo e mettiamo a disposizione dei giornalisti o per scopi informativi ufficiali non includono contenuti generati dall’intelligenza artificiale.

In pratica, le comunicazioni devono essere autentiche. È possibile usare l’intelligenza artificiale solo per ottimizzare i contenuti, ad esempio per migliorare la qualità dell’immagine.

In base all’AI Act, i contenuti generati dall’AI devono essere indicati con specifiche etichette (watermark). Un dirigente di Synthesia, azienda che offre una piattaforma per la generazione di video AI, ritiene che la scelta delle istituzioni europee sia sbagliata. Sarebbe più utile spiegare ai cittadini come si possono usare in maniera responsabile e trasparente nella comunicazione politica.

Fonte: Politico
Link copiato negli appunti

Ti potrebbe interessare

Pubblicato il
2 apr 2026
Link copiato negli appunti