Vietnam, 7 anni al dissidente

Un giornalista ha criticato un accordo con la Cina ed è stato condannato per spionaggio. Usava il web per esprimere le proprie opinioni e via internet avrebbe trasmesso documenti all'estero
Un giornalista ha criticato un accordo con la Cina ed è stato condannato per spionaggio. Usava il web per esprimere le proprie opinioni e via internet avrebbe trasmesso documenti all'estero


Hanoi (Vietnam) – Non aveva calcolato che le proprie opinioni avrebbero infiammato un dibattito già piuttosto acceso sulle concessioni territoriali del Vietnam alla Cina e non aveva certo messo in conto che la mano ferma del regime di Hanoi si sarebbe abbattuta sulla sua testa con questa severità. Ma ora il giornalista vietnamita Nguyen Vu Binh deve affrontare una condanna a 7 anni di carcere e a tre successivi anni di arresti domiciliari.

La sua colpa non gli ha lasciato speranze. Nguyen è infatti riconosciuto colpevole di aver pubblicato online un articolo (“Riflessione sull’accordo cino-vietnamita sui confini”) che viene interpretato come un attacco all’integrità dello Stato. Ma è anche considerato colpevole, fin dal suo arresto nel 2002, di aver utilizzato internet per trasmettere documenti e informazioni riservate all’estero, sempre in relazione a quell’accordo.

Il 35enne Nguyen è in realtà solo l’ultimo di una serie di arresti e condanne che hanno colpito più o meno duramente cittadini vietnamiti colti in fallo mentre usavano internet per dialogare con il mondo e dire la propria opinione. Ma gli è andata bene: come hanno spiegato alcuni osservatori internazionali, la colpa di Nguyen avrebbe anche potuto portarlo sulla forca.

In Cina, intanto, si allungano i tempi del processo contro Ouyang Yi , un cyber-dissidente il cui caso è stato al centro di numerose iniziative internazionali. Il procedimento ancora non si è concluso e solo poche ore fa la Corte del Popolo che se ne occupa ha chiesto all’accusa maggiori informazioni e prove delle colpe del 35enne che, se le prove non arriveranno, potrebbe essere rilasciato. In un paese che non perde occasione per incarcerare chi esprime la propria opinione, l’eventuale rilascio di Ouyang costituirebbe una insperata novità.

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07 01 2004
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