Vietnam: investire via internet

Le autorità borsistiche vietnamite stanno pensando ad un servizio che consenta di investire sui titoli di Borsa anche attraverso la rete. Ma non solo


Hanoi (Vietnam) – L’obiettivo è quello di sostenere l’economia vietnamita rinvigorendo le capacità di sviluppo del mercato borsistico. E il mezzo è internet o, meglio, anche internet.

Parlando con i reporter in Ho Chi Minh City, il direttore del Centro di commercio mobiliare Tran Dac Sinh, ha spiegato che la Borsa sta lavorando con le imprese attualmente quotate sui listini vietnamiti per realizzare un sito web di nuova concezione. Questo dovrebbe consentire agli investitori di operare sui propri titoli senza doversi recare personalmente dai propri agenti di borsa.

Ma questa non è la sola novità in cantiere. Sinh ha anche spiegato, infatti, che anche il telefono e il fax sono due strumenti che verranno attivati a breve, sebbene al momento il loro uso per questo scopo non sia legale nel paese. Anche per questo Sinh non ha voluto specificare una tabella di marcia per quelle che considera delle importanti riforme.

Va detto comunque che queste misure rientrano in un contesto di complessivo rinnovamento del mercato vietnamita dei titoli. Una delle maggiori novità al momento allo studio, che dà l’idea di quale sia la direzione intrapresa, dovrebbe essere la possibilità per un certo numero di imprese straniere di quotarsi sul mercato vietnamita.

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  • Anonimo scrive:
    Una precisazione sulla ricerca
    Non so come vi è arrivata la notizia della ricerca, ma vorrei sottolineare che, non ostante la cura e la serietà con cui è stata condotta, essa non è che un primo passo nello studio di una realtà così complessa come l'e-commerce.Pertanto sarei più prudente nel saltare immediatamente alle conclusioni. Non è vero che la ricerca dimostra che con il commercio on-line si inquina meno. Sembra (ma è ancora da appurare con indagini più ampie) che possa esserci una lieve diminuzione del traffico, ma occorrerà valutare con maggior precisione l'impatto del traffico commerciale che viene generato. Inoltre non tutte le Società on-line sono organizzate allo stesso modo.Insomma, è un problema complesso che abbiamo iniziato solo ora ad indagare: c'è ancora molto da fare e noi ci stiamo lavorando. E' bello comunque che se ne discuta in un Forum.Marco DellasetteCoordinatore didattico del MasterTrasporti e Mobilità SostenibileCOREP - TorinoE per chi ne vuole sapere di più:www.corep.it/matras
  • Anonimo scrive:
    Info prezzi
    E pensate che ci sono ancora dei negozianti che non vogliono dirti al telefono il costo di un articolo e ti costringono a prendere la macchina solo per andare in negozio a sapere il prezzo!!!!!
  • Anonimo scrive:
    Ce ne sarebbero molte di cose ...
    utili per ridurre l'inquinamento, ma credo che il problema alla radice sia un altro.Bisogna che cacciamo nella zucca che l'era industriale è finita. Viviamo in un paese dove la popolazione è concentrata in pochi chilometri quadrati e fa a botte ogni giorno per raggiungere una scrivania e rispondere al telefono.Tutto ciò è assurdo, stupido.. e inquinante.
    • Anonimo scrive:
      Re: Ce ne sarebbero molte di cose ...
      Sagge parole- Scritto da: dan
      utili per ridurre l'inquinamento, ma credo
      che il problema alla radice sia un altro.
      Bisogna che cacciamo nella zucca che l'era
      industriale è finita. Viviamo in un paese
      dove la popolazione è concentrata in pochi
      chilometri quadrati e fa a botte ogni giorno
      per raggiungere una scrivania e rispondere
      al telefono.
      Tutto ciò è assurdo, stupido.. e inquinante.
  • Anonimo scrive:
    Il vero problema dell'inquinamento...
    ...sono i semafori e i sensi unici/divieto di svolta a dx/sx.Una macchina resta ferma 5 minuti al semaforo, quello e' inquinamento! Inoltre per andare a 100 metri di distanza, mi tocca fare tutto un altro giro, magari di 3 km. Questo e' il vero motivo. Segnali senza senso, sensi unici, semafori ovunque, anche dove non servirebbero. E fortuna che io lavoro in una citta' piccola come Trento, non oso pensare a Milano, Roma, Napoli...E poi incentivano i mezzi pubblici... se dal mio paese ci sono due corriere al giorno, e quelle 2 sono sempre in ritardo, che non pretendano di farlmele usare, per non parlare del prezzo del biglietto... con qui mi prendo benissimo gasolio a sufficienza per fare il tragitto...
    • Anonimo scrive:
      Re: Il vero problema dell'inquinamento...

      Inoltre
      per andare a 100 metri di distanza, mi tocca
      fare tutto un altro giro, magari di 3 km.scusami, ma per andare a 100 metri di distanza non potresti usare i piedi?;)
    • Anonimo scrive:
      Re: Il vero problema dell'inquinamento...
      - Scritto da: GGG
      ...sono i semafori e i sensi unici/divieto
      di svolta a dx/sx.
      Una macchina resta ferma 5 minuti al
      semaforo, quello e' inquinamento! Inoltre
      per andare a 100 metri di distanza, mi tocca
      fare tutto un altro giro, magari di 3 km.
      Questo e' il vero motivo. Segnali senza
      senso, sensi unici, semafori ovunque, anche
      dove non servirebbero. Il vero problema dell'inquinamento sono le persone come te che non sanno rinunciare al calduccio dell'abitacolo di una macchina
  • Anonimo scrive:
    Pareggio
    E' vero l'acquirente non dovra' piu' recarsi in macchina ad acquistare i prodotti, ma il venditore dovra' pur consegnare i prodotti acquistati!Direi che in questo caso non ci sono grossi benefici per l'inquinamento.Che ne direste di fare un bell'articolo sul Telelavoro.Anche in questo ambito l'Italia e' tra i fanalini di coda in Europa.In questo caso si assiste davvero ad una diminuzione reale dell'inquinamento!
  • Anonimo scrive:
    Ma per favore...
    Ma che sciocchezze! Combattere l'inquinamento con lo shopping online... anche ammesso che l'indagine sia veritiera, sapete cosa succederebbe in realta'? Che la gente, visto che avrebbe molto piu' tempo libero (grazie appunto allo shopping online) se ne andrebbe in giro a scarrozzare con l'auto come e piu' di prima!!!L'unico modo per combattere l'inquinamento e' costringere gli industriali, in particolare i fabbricanti di automobili, a cambiare le loro tecnologie, e in fretta anche. Perche' in caso contrario gli acquirenti di questo passo dovranno andarseli a trovare in un altro pianeta, visto che in questo stanno crepando piano piano tutti...Senza nulla togliere alla comodita' dello shopping "online" (nel senso di shooping nei negozi disposti tutti in linea retta nella via sottocasa)...
    • Anonimo scrive:
      Re: Ma per favore...
      Bah, io credo che su scala macrosociale invece lo shopping online si tradurrebbe anche in minori consumi, non solo minore inquinamento. E credo sia il caso di pensarci.
      • Anonimo scrive:
        Re: Ma per favore...
        - Scritto da: matteo
        Bah, io credo che su scala macrosociale
        invece lo shopping online si tradurrebbe
        anche in minori consumi, non solo minore
        inquinamento. E credo sia il caso di
        pensarci.La mia era una provocazione. Volevo semplicemente fare notare quanto fosse ridicola l'associazione shopping online - inquinamento. L'inquinamento non c'e' perche' la gente usa la macchina per andare a fare compere. L'inquinamento c'e' perche' le macchine sono state fabbricate per inquinare.Se tutti avessimo la macchina all'idrogeno, allora si che non ci sarebbe inquinamento. Ma stai tranquillo che ci sarebbe molto piu' traffico. Ecco, forse lo shopping online e' piu' utile in questi casi: ci evita inutili stress in mezzo al traffico, a prescindere dall'inquinamento.Detto questo, io penso che lo shopping online sia una chimera che tutti stanno inseguendo ma che non ha futuro, perlomeno non come intendiamo tradizionalmente lo shopping offline.Lo shopping online e' piu' che altro una comodita' e/o un'opportunita' per procurarsi prodotti altrimenti non procurabili in altro modo, con in piu' l'aggravante che chi potrebbe fare maggiori acquisti non e', nella pratica, capca neanche di accendere un computer.Senza contare poi i costi per la connessione telefonica, non tanto per effettuare l'operazione di acquisto (da qui l'esigenza di vendere a terget mirati al 100%, pena la perdita dell'affare da parte di chi vende), quanto per visionare i prodotti online attraverso cataloghi spesso indecenti a ai limiti dell'incomunicabilita' e dell'usabilita'.Del resto basta rifletterci un attimo su: quali sono i settori merceologici che tirano di piu' nel settore online? Facile: i negozi di Computer, software e high tec. Perche'? Perche' solo chi sa usare appparecchi tecnologici e' in grado di effettuare disinvoltamente acquisti online.Fine della trasmissione.
        • Anonimo scrive:
          Re: Ma per favore...
          L'inquinamento non c'e'
          perche' la gente usa la macchina per andare
          a fare compere. L'inquinamento c'e' perche'
          le macchine sono state fabbricate per
          inquinare.

          Se tutti avessimo la macchina all'idrogeno,
          allora si che non ci sarebbe inquinamento.macchina ad idrogeno? ma tu vedi troppa fantascienza, quello che fanno vedere i telegiornali in questi giorni sono prototipi, e non hanno ancora risolto il problema di trasportare in giro per le strade bombole piene di idrogeno a 300 atmosfere, hai presente un tamponamento sull`autostrada del sole di 30 macchine ad idrogeno?il cratere che produrrebbero contribuirebbe alla ricerca di nuovi pozzi di metano.
          • Anonimo scrive:
            Re: Ma per favore...
            Fantascienza?!? E le torri gemelli secondo sono fantascienza? La guerra in Afghanistan e' fantascienza? Secondo te perche' le hanno buttate giu'? Per combattere l'inquinamento?? :-))))))) E' il business del petrolio il vero ostacolo delle soluzioni emergetiche alternative!! Troppi i miliardi in gioco!! Ho citato il motore ad idrogeno solo per fare un esempio, anche se non mi risultano i problemi che tu dici. Ma anche se fosse, perche' allora esiste il motore a metano, molto piu' pulito del motore ad esplosione, e nonostante cio' ancora non ci sono distributori a sufficienza sul territorio nazionale, europeo, mondiale? E' fantascienza questa?La vera fantascienza e' che con lo shopping online si combatta l'inquinamento.- Scritto da: Pietro

            L'inquinamento non c'e'

            perche' la gente usa la macchina per
            andare

            a fare compere. L'inquinamento c'e'
            perche'

            le macchine sono state fabbricate per

            inquinare.



            Se tutti avessimo la macchina
            all'idrogeno,

            allora si che non ci sarebbe inquinamento.

            macchina ad idrogeno? ma tu vedi troppa
            fantascienza, quello che fanno vedere i
            telegiornali in questi giorni sono
            prototipi, e non hanno ancora risolto il
            problema di trasportare in giro per le
            strade bombole piene di idrogeno a 300
            atmosfere, hai presente un tamponamento
            sull`autostrada del sole di 30 macchine ad
            idrogeno?
            il cratere che produrrebbero contribuirebbe
            alla ricerca di nuovi pozzi di metano.
          • Anonimo scrive:
            Re: Ma per favore...
            Ok con i motori a metano la cosa e` un po`diversa, il pericolo di esplosione c`e` sempre tanto e` vero che e` proibito parcheggiare una macchina a metano nei box sotterranei comunque almeno il sistema funziona ed e` in uso da anni.Il problema in questo caso sono i costi, prendere un`auto a benzina, modificarla per andare a metano ha un bel costo se poi la differenza tra metano/benzina non e` piu` che rilevante l`operazione non conviene.Inoltre anche le potenze di motori calano e questo e` difficile da far digerire agli italiani.I tempi di introduzione nel mercato poi sono lunghissimi, la benzina verde circola ormai da 15 anni ma ci sono ancora due milioni di auto che vanno a super. per queste operazioni si parla di tempi compresi tra 10 e 20 anni solo per l`adeguamento del parco macchine.L`emergenza smog e` adesso.Internet puo` essere invece la soluzione, non solo l`ecommerce(tra l`altro negli USA la vendita per corrispondenza e` un tradizione che dura da almeno 100 anni), ma tutto quello che e` potenzialmente possibile fare con internet e che puo` ridurre gli spostamenti, come diceva qualcuno, ogni giorno migliaia di persone fanno ore di coda in macchia per raggiungere una scrivania un telefono e un computer, tutte cose che hanno gia` a casa. Penso poi alle videoconference che permettono di riunire persone in continenti diversi senza staccare neanche un biglietto aereo, oppure ai progetti che gestiti in rete permettono ad aziende diverse di mantenersi costantemente in contatto senza necessariamente che le persone si vedano direttamente.etc.
  • Anonimo scrive:
    Diffidate gente, diffidate


    autori dell'indagine, effettuate per il Master in Trasporti e Mobilità Sostenibile del PolitecnicoOvunque vediate comparire la parola 'sostenibile' sappiate che vi imbattete nei vorticosi meandri del banale immotivato e ciarliero mondo di coloro che per mestiere riempiono pagine destinate apparentemente a contenuti di parole vuote. Non se ne puo' veramente piu'...lo sviluppo sostenibile che nasceva come nuovo approccio all'economia si e' ormai permanentemente trasformato nel trampolino di lancio per queste ignobili baggianate. Certo, per volendo.com e' un bel ritorno d'immagine apparire sulle pagine di una rivista Telematica, ma a parte questo sinceramente non vedo significato alcuno nella pubblicazione di questa notizia.SalutiPaolo Dell'Unto
    • Anonimo scrive:
      Re: Diffidate gente, diffidate
      E' vero che la parola "sostenibile" diventa sempre più inflazionata, ma non bisogna fare di tutt'erbe un fascio!La volendo.com si è dimostrata molto disponibile a fornire informazioni e dati anche molto riservati per poter effettuare questa ricerca, svolta da persone serie e competenti nell'ambito di un Master COREP (Politecnico di Torino) organizzato e coordinato dai principali esperti italiani di trasporti e mobilità sostenibile.Non accettiamo l'etichetta di "ciarlatani". Chi ha ancora dei dubbi può fare un giretto su www.corep.it/matras, o chiedere l'opinione degli studenti che partecipano o hanno partecipato al Master in questione.Marco DellasetteCoordinatore didattico del MasterTrasporti e Mobilità SostenibileCOREP - Torino
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