Virus writer contro virus writer

Il papà di Melissa è ancora dietro le sbarre ma in più occasioni ha aiutato l'FBI ad individuare e colpire gli autori dei worm che più si sono diffusi
Il papà di Melissa è ancora dietro le sbarre ma in più occasioni ha aiutato l'FBI ad individuare e colpire gli autori dei worm che più si sono diffusi

New York (USA) – C’è un virus writer americano dietro i successi nell’identificazione e nell’arresto di alcuni creatori dei worm che più si sono diffusi in questi anni. Si tratta, per la precisione, dell’uomo che inventò il worm Melissa, uno dei codicilli malevoli che più si sono diffusi sui computer di tutto il mondo nella storia di internet.

Il worm realizzato nel 1999 da David Smith fu anche uno dei primi ad essere modificato e fatto circolare sotto nuove spoglie da altri creatori di virus, tanto che per un paio di anni Melissa e le sue sorelle hanno destato grande preoccupazione tra gli esperti, oltre ad infettare centinaia di migliaia di computer.

Smith, la cui condanna a 20 mesi di carcere fu giudicata mite , in questi anni ha collaborato più volte con i cybercop americani per individuare gli autori di worm. Va detto che proprio la sua collaborazione con le autorità americane spinse il giudice Joseph Greenaway del New Jersey, che tra le mani aveva uno dei primi clamorosi casi di virus writer, a ridurre la pena dai possibili 10 anni ai 20 mesi che poi furono comminati a Smith.

Ora nuove indiscrezioni indicano che proprio Smith sarebbe stato l’uomo capace di identificare l’olandese Jan DeWit , virus writer e autore di un fastidioso vermicello circolato nel 2001 e noto come Anna.worm, perché “ispirato” alla tennista Anna Kournikova. Furono dunque le indagini di Smith a consentire all’FBI di passare informazioni preziose alla polizia olandese per l’arresto di DeWit.

Non solo. A quanto pare Smith nel 2001 ha tenuto traccia di conversazioni web avute con Simon Vallor, il 22enne arrestato nel Regno Unito che si è dichiarato colpevole per la realizzazione del celebre worm Gokar e altri due vermicelli. Vallor, che ha passato otto mesi in carcere , nei giorni scorsi ha dichiarato di voler trovare lavoro come esperto di sicurezza.

Ma le attività di Smith, secondo quanto dichiarato dall’FBI, si spingerebbero anche alla realizzazione di un tool pensato per rintracciare il mittente di una email. Tutto fa pensare, dunque, che dopo la galera per Smith il lavoro sia garantito…

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18 09 2003
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