Viva GeoCities!

di Gilberto Mondi. Non c'è da impressionarsi se la vita per i webmaster di siti gratis su GeoCities è divenuta più difficile. C'era da aspettarselo. Ma all'azienda che ha cambiato internet si deve prima di tutto un grande rispetto


Roma – Chi non ha mai aperto un sito su GeoCities? Viene spontaneo chiederlo visto che è stata GeoCities la prima grande realtà industriale americana ad offrire spazio gratuito per i siti web di chiunque avesse voluto pubblicarli. Bastava cliccare su www.geocities.com e si accedeva ad un sistema che, senza alcun addebito, consentiva di costruire rapidamente e facilmente le proprie pagine.

Una rivoluzione.

Nella fornitura di questi servizi GeoCities è rimasta sola per lungo tempo. “Ma come campano quelli di GeoCities?”. Ero allo SMAU nel 1997 quando un mio caro amico mi ha rivolto questa domanda, alla quale era però difficile dare una risposta. Già, perché all’epoca, quando aprire un sito significava scegliere un indirizzo, una URL in una serie di “quartieri virtuali” (Capital Hill, West Hollywood e via dicendo), di denaro non si parlava affatto. I siti che apparivano uno dopo l’altro come funghi, ad un ritmo impressionante, erano privi di qualsiasi pubblicità: non c’erano banner, non c’erano pop-up, non c’erano fastidiose intrusioni di GeoCities negli spazi web messi in piedi in quattro e quattr’otto da orde di utenti internet desiderosi di potersi dire “su internet” sul serio.

Il ruolo di GeoCities è stato centrale nello sviluppo di una nuova cultura e di un nuovo approccio al web in mezzo mondo. Non a caso su Punto Informatico per molto tempo furono ospitati, in una rubrica dedicata, gli interventi di Giuseppe Sardo, creatore di Geocityita , sito dedicato agli italiani che avevano preso una pagina su GeoCities. Erano “anni ruggenti” in cui si annusava l’alba della grande rivoluzione dell’avvento di internet.

Poi le cose sono iniziate a cambiare. L’aumento dei costi e un mercato pubblicitario che online iniziava a rendere appetibili i clic degli utenti ha spinto GeoCities ad introdurre qualche spazio pubblicitario. E le cose si sono ulteriormente evolute quando il più imponente fornitore di spazio gratuito fu acquisito da Yahoo!, colosso desideroso di diventare il punto di riferimento di qualsiasi cosa in rete potesse essere definita “comunità” (propensione a cui l’azienda ha dato ulteriore impulso con il successivo acquisto di eGroups, colonna portante delle “community” di Yahoo!).

Con questi cambiamenti si è avuto il varo dei primi servizi a pagamento. Rigorosamente non obbligatorie, le offerte pianificate da Yahoo! per le centinaia di migliaia di webmaster di GeoCities consentivano di ampliare il numero di megabyte su cui porre le pagine del proprio sito, di fruire di una serie di tool in più per la sua realizzazione e di moltiplicare le caselle di posta elettronica.

Oggi GeoCities ospita numerosi siti a pagamento, sebbene siano solo una goccia rispetto ai siti gratuiti assediati da pubblicità, banner, pop-up e webspot che vengono piazzati sulle pagine con i tempi e i modi decisi insindacabilmente dal fornitore di spazio. Una situazione al limite ma significativa, perché non ha minato la popolarità di GeoCities, che continua ad essere punto di riferimento per tantissimi, anche italiani, che preferiscono i suoi servizi a quelli offerti con caratteristiche non del tutto dissimili dai portaloni nostrani.

Poco importa se ora GeoCities sulla home page quasi nasconda la possibilità di aprire gratuitamente un sito sui propri server, che alcuni tool di servizio siano stati rivisti per rendere più difficile la vita ai webmaster che s’impuntano sull’avere servizi gratuiti o che uno dei motivi principali per pagare sia quello di liberare il proprio sito dalla pubblicità più fastidiosa. Anche se GeoCities domani dovesse abbandonare totalmente la propria gratuità avrà comunque assolto nella storia della rete un ruolo unico di acceleratore.

Le proteste che si leggono su mezza Usenet e che riaffiorano ogni tanto sui cambiamenti di GeoCities mi sembrano fuori luogo per almeno due buone ragioni: la prima è che di spazi gratuiti ce ne sono tanti e anzi c’è solo l’imbarazzo della scelta; la seconda è che senza GeoCities per diversi anni internet sarebbe stata meno popolare e meno ricca di contenuti, idee e fantasia.

Gilberto Mondi

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  • Anonimo scrive:
    alternativa OpSrc?
    un'altrenativa FREE, OpenSource, non proprietaria?
  • Anonimo scrive:
    il Grande Fratello avanza....
    è solo una questione di marketing pura e semplice.evviva il progresso
  • Anonimo scrive:
    Ma l'utilità?
    Scusate una domanda: tutto sto vantaggio di questi sistemi centralizzati di autenticazione dove sta? Passi per l'utente casalingo, ma perchè mai dovrei entrare con la stessa password nella intranet dell'azienda e in altri 10 siti? Considerato che almeno un buco di sicurezza c'è qui con colpo solo rischio di sputtanare tutta la mia esistenza sul web. (Considerata poi l'accuratezza dell'utente medio in fatto di password e sicurezza ...)Probabilmente mi sfugge qualche cosa, qualcuno mi può illuminare?Ciao a tutti!
    • Anonimo scrive:
      Re: Ma l'utilità?
      - Scritto da: FlyBaba
      Scusate una domanda: tutto sto vantaggio di
      questi sistemi centralizzati di
      autenticazione dove sta? Passi per l'utente
      casalingo, ma perchè mai dovrei entrare con
      la stessa password nella intranet
      dell'azienda e in altri 10 siti? Considerato
      che almeno un buco di sicurezza c'è qui con
      colpo solo rischio di sputtanare tutta la
      mia esistenza sul web. (Considerata poi
      l'accuratezza dell'utente medio in fatto di
      password e sicurezza ...)
      Probabilmente mi sfugge qualche cosa,
      qualcuno mi può illuminare?

      Ciao a tutti!Hai ragione. Qui non e` questione di closed o di open. Di Microsoft o di Sun. Utilizzare cose come Passport e` un grossissimo rischio e bisognerebbe tenersene alla larga il piu` possibile.Una piccolissima falla inoltre non ti sputtana solo l'esistenza sul web ma potrebbe avere grosse ripercussioni sulla vita reale (considera che questi servizi permettono anche di gestire la carta di credito).Il motivo di tutto questo interesse per passport? Probabilmente semplificherebbe molto l'adozione dei ``programmi in affitto'',progetto di Microsoft.
    • Anonimo scrive:
      Re: Ma l'utilità?

      Probabilmente mi sfugge qualche cosa,
      qualcuno mi può illuminare?Pensa attualmente ai servizi di condivisione di password all'interno di una intranet aziendale.Tu accedi alla rete con il tuo PC, e poi, a tutti i server del network aziendale, in modo trasparente. Non devi autenticarti ogni volta che provi a prelevare un file da quello o quell'altro server. Semplicemente, ti "logghi", e quella è la tua autorizzazione di rete.Ogni volta che accedi ad una risorsa, comunichi la tua userID e la pwd al server.tutti i server, intanto, hanno un metodo per gestire le password affinchè, modificando le autorizzazione di un utente, esse non debbano venire replicate "a mano" su tutti anche gli altri server. Un sistema, sincronizza il tutto. Ma se il server a cui accedo risiede in un'altra rete, allora tale metodo non funziona. Ecco che un sistema centralizzato e remoto potrebbe avere la risposta.Questa cosa dovrebbe fornire un'analoga utilità, con una tecnologia diversa.Accedo ad un gruppo di servizi, e, indipendentemente da quanti e dove siano i server che me lo forniscono, io mi loggo una sola volta, alla stregua di quanto succede adesso in una LAN aziendale.Ovvimante, il concetto di base è completamente diverso, così come il metodo di implementazione.Ma l'utilità del servizio che ne dovrebbe scaturire, alla fine, dovrebbe essere simile a quella analoga attualmente usufruita con le tecnologie di condivisione autorizzazioni in una LAN. Probabilmente, poi, si potranno avere anche altre applicazioni, ma, almeno dalla mia, questa è la più utile.Costruirsi una Virtual-network, dove i nodi che la compongono non importa in quale parte del mondo risiedano, e tutto in trasparenza totale per l'utente
      • Anonimo scrive:
        Re: Ma l'utilità?

        Ma l'utilità del servizio che ne dovrebbe
        scaturire, alla fine, dovrebbe essere simile
        a quella analoga attualmente usufruita con
        le tecnologie di condivisione autorizzazioni
        in una LAN. Probabilmente, poi, si potranno
        avere anche altre applicazioni, ma, almeno
        dalla mia, questa è la più utile.e si utile, ma non per le ragioni che dici...per me e una grandissima cazzata...
        Costruirsi una Virtual-network, dove i nodi
        che la compongono non importa in quale parte
        del mondo risiedano, e tutto in trasparenza
        totale per l'utentesi virtual network...come no...mi sembra che sopravalutti quel sistema...
      • Anonimo scrive:
        Re: Ma l'utilità?
        - Scritto da: l ]zac[
        Pensa attualmente ai servizi di condivisione
        di password all'interno di una intranet
        aziendale.
        Tu accedi alla rete con il tuo PC, e poi, a
        tutti i server del network aziendale, in
        modo trasparente. Non devi autenticarti ogni]zac[C'e' una piccola differenza, il mondo di fuori e' molto insicuro.Pensa che bello ti fregano l'account, e si connettono a tutto.Pensa che bello, si schianta il server di autentificazione e si blocca tuttoA questa cosa del centralizzato mi sembra una cosa insicura da morire, il solito nascondere tutte le difficolta', anche quelle che e' vitale avere ben presenti.
    • Anonimo scrive:
      Re: Ma l'utilità?
      Oggi ascoltando il giornale radio di Radio24 ho sentito che la maggior parte degli italiani usa internet solo per la posta elettronica e chi usa il web guarda sempre gli stessi siti.Credo che con questi presupposti sto Passport e tutte le altre cose che ci girano intorno sara` un grande flop, almeno qui nella terra dei cachi !Poveri noi !
      • Anonimo scrive:
        Re: Ma l'utilità?
        - Scritto da: Memo Remigi

        Credo che con questi presupposti sto
        Passport e tutte le altre cose che ci girano
        intorno sara` un grande flop, almeno qui
        nella terra dei cachi !Mica tanto. Vogliamo parlare di una cosa chiamata messenger?Saluti
        • Anonimo scrive:
          Re: Ma l'utilità?

          Mica tanto. Vogliamo parlare di una cosa
          chiamata messenger?Ah si quella cosa che rimuovo di default ogni volta che mi tocca di installre uindous XP !
          • Anonimo scrive:
            Re: Ma l'utilità?


            Mica tanto. Vogliamo parlare di una cosa

            chiamata messenger?
            Ah si quella cosa che rimuovo di default
            ogni volta che mi tocca di installre uindous
            XP !perche puoi farlo ???? ah vabbe nel second edition la integriamo nel sistema...vedrai che bello...e come crashano gli altri messenger...
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