VMware aggiorna la virtualizzazione enterprise

Le nuove soluzioni di virtualizzazione dedicate alle aziende comprendono il gratuito VMware Server e la propria suite VMware Infrastructure. Obiettivo: lasciarsi dietro la concorrenza, ormai molto agguerrita

Palo Alto (USA) – Mentre nuove rivali si affacciano sul mercato, quali Oracle e Sun , VMware continua a limare ed evolvere i suoi software di virtualizzazione di classe enterprise, oggi tra i più maturi sul mercato. Gli ultimi aggiornamenti riguardano il gratuito VMware Server, giunto di recente alla versione beta 2.0, e VMware Infrastructure, una soluzione di virtualizzazione a 360 gradi dedicata alle medie e grandi aziende.

VMware Server, che si pone come punto d’ingresso nell’offerta aziendale di VMware, è un software gratuito che permette alle aziende di far girare più macchine virtuali sullo stesso server. Questa seconda versione, attualmente ancora in stato di beta, apporta un certo numero di migliorie, tra le quali una nuova interfaccia di amministrazione Web e il supporto ad oltre una trentina di sistemi operativi , tra i quali Red Hat Enterprise Linux 5, Ubuntu 7.10, Windows Vista e Windows Server 2008 a 32 e a 64 bit.

VmWare Server 2 beta supporta inoltre i dispositivi USB 2.0 , fino a 8 GB di RAM per ciascuna macchina virtuale e la specifica aperta Virtual Machine Interface ( VMI ). VMI è stata sviluppata dalla stessa VMware per consentire ad un sistema operativo guest paravirtualizzato di girare senza modifiche sia sull’hardware nativo che su di un hypervisor. VMware supporta in particolare un’estensione di VMI, chiamata paravirt-ops, adottata anche da IBM, Red Hat e XenSource.

Il prodotto può essere scaricato da qui per Linux o Windows. La versione finale è attesa per la prossima primavera.

La nuova versione di VMware Infrastructure , attesa sul mercato nelle prossime settimane, includerà VMware ESX Server 3.5 e VirtualCenter 2.5 e, secondo VMware, fornisce più elevati livelli di automazione, migliora le prestazioni per carichi di lavoro mission critical e razionalizza licenze e edizioni del prodotto.

“Questa release nasce da quasi dieci anni di continua innovazione”, dice Raghu Raghuram, vice president of Products and Solutions di VMware. “Continuiamo ad apportare miglioramenti all’intera VMware Infrastructure Suite. Le nuove caratteristiche, come la prima soluzione per trasferire dischi di macchine virtuali tra diversi archivi di dati, offrono grande valore ai nostri clienti di ogni dimensione, indipendentemente dal fatto che si tratti di piccole realtà o di grandi aziende”.

Tra le migliorie apportate dalla nuova versione di VMware Infrastructure vi sono:
– una più ampia scelta di dispositivi di storage e networking, con il supporto all’interfaccia di storage SATA e alle interfacce di rete 10 Gigabit Ethernet ed Infiniband;
– il supporto alle funzionalità TCP Segment Offload e Jumbo Frames , che promettono di ridurre l’utilizzo della CPU nell’elaborazione del traffico di rete;
– il supporto alle page table hardware nested , che permettono la virtualizzazione della memoria;
– il supporto a sistemi operativi guest Linux paravirtualizzati, che forniscono livelli di performance più elevati;
– il supporto a macchine virtuali con 64 GB di RAM e macchine fisiche con fino a 128 GB di memoria.

La suite include VMware Storage VMotion , che consente di migrare le macchine virtuali da un sistema all’altro in modalità “live”, ossia senza interruzioni, e VMware Update Manager , che automatizza la gestione delle patch e degli aggiornamenti per gli host e le macchine virtuali basate su VMware ESX Server.

VMware Infrastructure sarà disponibile entro la fine dell’anno in quattro edizioni : VMware ESX Server 3i , che fornisce la partizione di un singolo server e sarà disponibile embedded sotto forma di firmware all’interno di sistemi server o standalone per l’installazione sull’hard disk; VMware Infrastructure 3 Foundation , includerà VMware ESX Server, VMware ESX Server 3i, VMware Consolidated Backup ed il nuovo VMware Update Manager; VMware Infrastructure 3 Standard , che oltre alle funzionalità della Foundation includerà VMware HA, una funzionalità per il riavvio automatico delle macchine virtuali in caso di guasto; e VMware Infrastructure 3 Enterprise , che oltre alle funzionalità dell’edizione Standard comprenderà anche VMware VMotion, VMware Storage VMotion e VMware DRS con Distributed Power Management (DPM). I prezzi vanno dai 495 euro (2 processori) per l’edizione ESX Server 3i ai 5750 euro (2 processori) per l’edizione Enterprise.

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  • max scrive:
    Stelarc già da anni è bionico
    Stelarc è un artista australiano di "body art & tech"http://yep.it/stelarc
    • anima.lamu scrive:
      Re: Stelarc già da anni è bionico
      ma manco un po!Stellarc collega meccanismi esterni al proprio corpo per mezzo di elettrodi, intercettta impulsi elettrici da nerci perfettamente funzioannti,qui invece si parla di una tecnica che permette di collegare nervi ormai danneggiati a meccanismi esterni.oltretutto quelli di stellarc sono impianti temporanei, non si pone il problema del rigetto, quelli dell'articolo fanno impianti fissi.sono cose ben distinte
  • Max Della Torre scrive:
    L'uomo bionico?
    Basteranno 6 milioni di dollari per due gambe un braccio e un occhio?
    • Anonimo scrive:
      Re: L'uomo bionico?
      Non sono tanto i 6 milioni di dollari ma quello che realmente mi preoccupa è quel fastidioso rumore ogni volta che salti o ti muovi! ta ta ta ta ta ta tà, ta ta ta ta ta ta tà.....
      • Number 6 scrive:
        Re: L'uomo bionico?
        A parte quello, tutto va al rallentatore e poi ogni settimana Oscar Goldman ti manda in giro per il mondo a rischiare gli arti che ti rimangono, sai che bello...
  • mak77 scrive:
    roba vecchia
    già visto 3 o 4 mesi fa su discovery channel...
  • pegasus2000 scrive:
    Una bella cosa...
    ...per chi ha subito mutilazioni o non possiede un braccio fin dalla nascita.L'unico intoppo sarà, credo, il costo abbastanza elevato del braccio bionico.
    • ... scrive:
      Re: Una bella cosa...
      chi non possiede un braccio dalla nascita non potrà beneficiare del braccio artificiale, visto che mancano le terminazioni nervose e il cervello non sa come mandare segnali a quel bracciostesso discorso per chi è cieco dalla nascita o ci diventa, se sei cieco dalla nascita il cervello non sa proprio gestire determinati segnali
      • Mario scrive:
        Re: Una bella cosa...
        ma nessuno ha ancora dimostrato il contrario, sicuramente esiste una certa plasticità del cervello. Chissà fin dove ci si può spingere ... se il braccio potesse inviare feed-back al sistema nervoso allora il cervello potrebbe imparare a riconoscere questi stimol e quindi avere "coscienza" della protesi.
      • pegasus2000 scrive:
        Re: Una bella cosa...
        - Scritto da: ...
        chi non possiede un braccio dalla nascita non
        potrà beneficiare del braccio artificiale, visto
        che mancano le terminazioni nervose e il cervello
        non sa come mandare segnali a quel
        braccio
        stesso discorso per chi è cieco dalla nascita o
        ci diventa, se sei cieco dalla nascita il
        cervello non sa proprio gestire determinati
        segnaliQuesto non lo sapevo, però bisogna considerare anche che ognuno di noi dalla nascita in poi ha imparato diverse cose: parlare invece di strillare e basta, scrivere invece di fare solo scarabocchi, etc. etc., quindi, come dice anche Mario, sono molto fiducioso che il cervello umano, possa, adeguatamente "imparato" ( ;)) svolgere operazioni complesse come quella di avere coscienza della nuova protesi.
  • Scemo scrive:
    BOICOTTIAMO!
    E' una roba ammericana quindi è sbagliata e cattiva. Tagliamoci tutti le braccia per protesta e poi andiamo a piangere su MySpace.
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