VMware: l'era post-PC è virtuale

Cloud? Gadget mobile? Per VMware non intaccheranno minimamente il predominio informatico dei computer "personali", anzi: nuovi strumenti di virtualizzazione occorreranno per fare da ponte tra le due sponde

Roma – La cosiddetta e soventemente citata “era post-PC” è un concetto virtuale: parola di VMware, che sul software di virtualizzazione ha costruito un business e intende continuare a fornire strumenti di accesso alle applicazioni desktop – predominanti ora come in futuro – anche nel sempre più popolare ecosistema di gadget mobile.

VMware rimarca la sua perdurante visione della virtualizzazione ubiqua in mobilità in occasione della conferenza VMworld 2012, dove la società californiana ha finalmente mostrato (e messo a disposizione) una prima versione alpha del suo pacchetto di virtualizzazione distribuita chiamato Horizon Suite.

Destinata a inglobare la precedentemente svelata tecnologia di sandbox delle applicazioni nota come progetto Octopus, la suite Horizon contiene tutta una serie di strumenti (ThinApp, Horizon Application Manager, Horizon Mobile) pensati per rendere disponibile il software virtualizzato su ogni genere di dispositivo.

La dimostrazione del VMworld 2012 ha in particolare riguardato l’uso del suddetto software su sistema operativo iOS (iPhone, iPad, iPod): le applicazioni per PC (Windows, Mac, Linux) continueranno a essere fondamentali e popolari anche in futuro, sostiene VMware, e il compito della virtualizzazione è fornire gli strumenti utili a servirsene anche su strumenti come quelli di Apple e delle altre società produttrici di gadget mobile.

A sottolineare ulteriormente la “visione” che VMware ha della virtualizzazione prossima ventura è arrivata poi la presentazione di strumenti come Mirage, un tool progettato per facilitare la prossima, attesa “migrazione di massa” di sistemi Windows XP verso Windows 7 con la gestione dell’installazione remota del più recente sistema operativo Windows.

Alfonso Maruccia

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  • Steve194956 scrive:
    Non è un troll
    Ricordo che il signor Helferich è stato l'inventore di MMS intorno al 1997. Ha brevetti in tutto il mondo, non solo negli Stati Uniti. Forse dovremmo trattare con più rispetto. Il piccolo ragazzo citato in giudizio multi miliardi di dollari società al tempo stesso deve essere molto costoso.
  • Uqbar scrive:
    Facile fregarli
    Basta brevettare negli USA:1. Il sistema dei brevetti2. Il sistema di richiest e ottenimento3. Il sistema per la contestazione sia legale che extragiudiziale di brevetti.Scherzi a parte, il problema degli USA, a parte essere gli USA, è che nell'ufficio brevetti ci mettono dei perfetti idioti che devono applicare delle leggi e dei regolamenti fatti da altri idioti.Un conto è brevettare un algoritmo, un conto è un software.Un conto è brevettare un sistema un conto è il suo uso.Puoi brevettare l'algoritmo per cercare in modo efficiente sottostringhe, ma non la funzione dell'editor di testo che le cerca!Potresti (ma non credo) brevettare il sistema (protocollo, apparato e algoritmi) per inviare stringhe di byte sul canale di segnalazione SS7 di una rete mobile, ma non le frasi d'amore, gli improperi e le cavolate via SMS!
  • Surak 2.0 scrive:
    Stati Uniti
    Se negli USA si può brevettare ogni stupidata ed anche l'ovvio, non è che solo se lo fanno quelli grossi allora va bene. Il tipo ha solo giocato d'anticipo di furbizia in un paese di folli
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