VMware Player virtualizza Firefox

Con il debutto della versione finale del proprio player gratuito di macchine virtuali, VMware ha messo a disposizione degli utenti versioni virtualizzate di Firefox e altro software open source
Con il debutto della versione finale del proprio player gratuito di macchine virtuali, VMware ha messo a disposizione degli utenti versioni virtualizzate di Firefox e altro software open source


Palo Alto (USA) – VMware ha rilasciato la versione finale di VMware Player , il proprio player gratuito di macchine virtuali per Windows e Linux. In questa occasione l’azienda ha anche annunciato una partnership con Mozilla Corporation per la distribuzione di Browser Appliance, una macchina virtuale che ingloba il browser Firefox.

VMware Player, di cui ad ottobre era stata rilasciata una beta pubblica , è un programma che permette di far girare le immagini delle macchine virtuali create con i software di virtualizzazione della stessa VMware (VMware Workstation, GSX Server or ESX Server) o con quelli di Microsoft e Symantec.

Con il suo player, VMware inaugura una nuova forma di distribuzione del software che permette agli utenti di provare applicazioni e sistemi operativi, specie quelli in versione preliminare o dimostrativa, senza la necessità di installarli e configurarli. Ma il programma di VMware consente anche di crearsi il proprio ambiente di lavoro personale e portarselo sempre appresso, magari all’interno di un CD o una chiavetta USB: una soluzione che, in molti casi, può risultare assai più comoda rispetto all’uso di un sistema operativo live.

Un esempio delle possibilità aperte da VMware Player è dato da Browser Appliance , un’immagine scaricabile gratuitamente dal sito di VMware che permette di utilizzare il browser open source Firefox all’interno di un ambiente blindato: eventuali spyware o worm rimangono infatti confinati all’interno della macchina virtuale, e tutti i dati personali dell’utente vengono distrutti nel momento in cui si spegne la macchina virtuale. Chi lo desidera, tuttavia, può salvare lo stato della macchina virtuale e conservare bookmark, cookie, password e altre informazioni.

Uno dei vantaggi offerti dalla virtualizzazione consiste proprio nel completo isolamento fra l’ambiente virtualizzato, ovvero il sistema operativo guest , e il resto del sistema (l’ host ): ciò permette, ad esempio, di navigare su Internet da un terminale pubblico senza lasciare tracce o di avventurarsi nell’underground della Rete senza rischiare di infettare il proprio PC con spyware, worm e altri “parassiti” digitali.

Le macchine virtuali che girano su VMware Player possono accedere alle periferiche del PC (quali drive ottici e USB), scambiare testo e file con il sistema operativo host (tramite copy’n’paste o drag’n’drop), ottenere un proprio indirizzo IP, condividere la connessione Internet con l’host, e far girare sistemi operativi a 32 e a 64 bit (Linux, Windows e FreeBSD). L’utente può configurare la quantità di memoria RAM da dedicare al sistema guest e disattivare le macchine virtuali avvalendosi della sospensione, una modalità simile a quella offerta dai moderni sistemi operativi per PC.

Dal sito di VMware è già possibile scaricare gratuitamente diverse macchine virtuali “preconfezionate” contenenti le demo di alcuni software proprietari e le distribuzioni Linux di Novell, Red Hat e Ubuntu. Un’apposita sezione, chiamata Community Virtual Machines , è dedicata al software open source non commerciale: al momento elenca AstLinux, Fedora Core 4, Damn Small Linux e Minix 3.

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13 12 2005
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