Vodafone: HSDPA è in arrivo

Velocità elevate e prospettive di prezzo interessanti saranno i punti di forza dell'offerta che l'operatore lancerà anche da noi in giugno


Hannover – L’edizione 2006 del CeBit è stata scelta da Vodafone quale cornice per la presentazione della tecnologia HSDPA e dei progetti che l’operatore ha in serbo anche per il nostro paese.

L’HSDPA color rosso Vodafone, in Italia, vedrà commercialmente la luce in giugno, dopo l’ultimazione della fase sperimentale che l’operatore sta conducendo in alcune città. I telefoni cellulari compatibili con questa tecnologia saranno, quantomeno inizialmente, di provenienza Samsung , con cui Vodafone ha siglato a fine 2005 un accordo commerciale. Secondo quanto riferito dall’azienda, l’utente italiano potrà quindi agganciarsi a questo SuperUMTS procurandosi la datacard HSDPA oppure un fiammante Samsung SGH-Z560 commercializzato dalla stessa Vodafone.

Lo startup coinvolgerà un centinaio di città, per le quali Vodafone dichiara una copertura che dovrebbe arrivare al 60% della popolazione. L’obiettivo di fine 2006 è di arrivare comunque a coprire circa il 70%. La velocità di punta delle connessioni sarà inizialmente di 1,8 Mbps, che dovrebbe poi raddoppiare (3,6 Mbps) nel 2007.

L’obiettivo fissato per il 2008 è decisamente ambizioso: 14,4 Mbps in downstream e 5,6 mbps in upstream. Picchi (teorici) raggiungibili in virtù dell’introduzione della tecnologia HSUPA. Chiaramente tali velocità dipenderanno dal numero di utenti che contestualmente accederanno alla rete da una medesima cella.

Dati in un certo senso allineati con quelli dichiarati da TRE , che ha già avviato la sua HSDPA, ribattezzata ADSM , ma attualmente la offre solo a Roma, contando di arrivare a fine 2006 con una copertura del 35% della popolazione in 150-200 città italiane.

I dettagli commerciali sulle offerte che verranno proposte al pubblico da Vodafone arriveranno più avanti, ma c’è un dato di fatto confortante: i costi per MB su rete HSDPA corrisponderebbero a circa un quinto di quelli relativi alla rete UMTS. Un fattore positivo che potrebbe influire sui prezzi praticati dagli operatori per gli apparecchi venduti attraverso la loro rete commerciale. E stando alle dichiarazioni di Arun Sarin, boss di Vodafone, la barriera da abbattere è proprio quella dei prezzi: oggi, tra un telefonino 2G e uno 3G c’è un gap di circa 50 euro, eccessivo per gli utenti.

Dario Bonacina

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