Vogliono che in Europa vinca HD DVD

A sentire il Financial Times la partita è praticamente vinta. Gli Studios europei si stanno lanciando su HD DVD perché la produzione di supporti costa meno del rivale Blu-Ray. Ma è davvero tutto così ovvio?
A sentire il Financial Times la partita è praticamente vinta. Gli Studios europei si stanno lanciando su HD DVD perché la produzione di supporti costa meno del rivale Blu-Ray. Ma è davvero tutto così ovvio?

Il Financial Times sta alimentando una serie di chiacchiere, più o meno condivisibili, sul possibile successo europeo dello standard HD-DVD. La tesi è che gli studios indipendenti europei e le aziende di masterizzazione avrebbero definitivamente deciso di affidarsi allo “standard Toshiba”, nettamente più economico rispetto a quello “Sony”. Per la prestigiosa testata anglosassone, i cinefili europei che vorranno guardare titoli in alta definizione, come “La Tigre e la Neve” di Benigni, dovranno acquistare lettori HD DVD.

Secondo numerosi osservatori, la questione dei costi produttivi è certamente un elemento chiave, ma rimane un problema: convincere i consumatori a ri-acquistare titoli che spesso già posseggono in formati “minori”, come il DVD. Ma è ormai certo che Studio Canal e Pathé in Francia, Filmax e DeAPlaneta in Spagna, Imagion e Nixbu in Germania hanno scelto HD DVD. In controtendenza con un mercato statunitense che giorno dopo giorno rileva l’incremento delle vendite dei dischi Blu-Ray.

Negli Stati Uniti il Blu-Ray, al momento, è trainato dalle vendite della Playstation 3 . Una console che rappresenta da sola il 94% (Fonte: Adams Media Research) dei player Blu-Ray venduti e che viene commercializzata con un film in bundle. Inoltre Disney, Lionsgate, 20th Century Fox, Columbia Pictures (prop. Sony), MGM (prop. Sony) e ovviamente Sony Pictures supportano esclusivamente questo formato. Sull’altra sponda sono Paramount Pictures (prop. Viacom), DreamWorks (prop. Viacom), Warner Bros. (prop. Time Warner) e New Line Cinema (prop. Time Warner) nonché i supporter HD DVD Universal Studios e Weinstein Company.

L’idea del quotidiano economico e finanziario, dunque, è che gli USA siano un “mercato particolare” dove gli attuali rapporti di forza sono il risultato di uno scontro tra interessi diversi. Sony America, di fatto, è in continua perdita da almeno due anni: una debacle anche con il Blu-Ray e la baracca salta.

Non tutti gli analisti, però, sono convinti che il mercato si possa “splittare” così facilmente. In Australia ad esempio – citando un altro settore – il segmento portable player è sempre stato più vicino a quello giapponese che a quello occidentale. Se un consumatore si fosse basato sull’appeal nippo-australiano, il minidisk avrebbe dovuto dare filo da torcere ai lettori Mp3 e invece… Non è quindi un caso che Richard Cooper, esperto di Screen Digest , sia convinto che le sorti dell’alta definizione si decideranno ad Hollywood in ogni caso. A prescindere dal cinema indipendente europeo insomma, che di fatto pesa per il 30% nel Regno Unito, il 50% in Francia, il 40% in Germania e solo il 35% in Spagna.

La realtà dei costi produttivi, però, appare incontrovertibile. “Una linea di masterizzazione HD DVD costa circa 800 mila euro e puoi arrivare ad almeno 40 mila dischi al giorno. Una linea Blu-Ray costa invece fra gli 1,7 e 1,8 milioni di euro, e non rende più di 10/15 mila dischi al giorno”, ha spiegato Laurent Villaume, CEO di Qol, azienda specializzata francese. “Il rischio finanziario non è proprio lo stesso”. I tecnici ricordano anche che uno stabilimento DVD è facilmente aggiornabile per la produzione HD DVD, diversamente da quanto avviene per un “adattamento” Blu-Ray.

E anche se le sirene del marketing ricordano che i Blu-Ray vantano una maggiore capienza, di circa 50 GB, i produttori sanno bene che la produzione europea non ne ha bisogno. Film come “La Tigre e la Neve” risiedono egregiamente su un disco single-layer. “I film europei non hanno bisogno di così tanto spazio. Sarà utile in futuro per i contenuti aggiuntivi, ma comunque un film italiano non avrà mai effetti speciali ed altre cose tipiche dei film americani. La spesa è proibitiva”, ha sottolineato Alex Ponti, CEO della società DS DVD.

Inoltre gli studios europei sono convinti che se mai un giorno dovesse essere intrapresa la strada dei contenuti extra, si potrebbe utilizzare la connessione web presente su tutti i player HD DVD. Insomma una soluzione low-cost per soddisfare ogni esigenza di aggiornamento informativo, contenutistico e di social networking.

“Sono totalmente agnostico”, ha dichiarato Rodolphe Buet, responsabile del marketing di Studio Canal. “Tutto il lavoro che stiamo facendo sull’alta definizione sarà utile per realizzare dischi Blu-Ray se dovesse vincere. In caso contrario sarà facile cambiare posizione. Al momento però posso sottolineare che il supporto Sony è sembrato inferiore rispetto al competitor diretto”. “Sony ha concentrato il suo impegno negli Stati Uniti, e ritiene che sia troppo presto per collaborare con gli studios europei”, ha aggiunto David Walstra, vice-presidente del distaccamento europeo della Blu-Ray Disc Association .

Al di là di quanto riporta FT (il cui sito ieri non era visibile per qualche tempo), dunque, la battaglia dei formati sembra solo all’inizio.

Dario d’Elia

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10 04 2007
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