Volkswagen, benzina sul fuoco del dieselgate

La casa automobilistica tedesca parla di un ulteriore richiamo dovuto alle emissioni contraffatte, riguardante questa volta le auto a benzina. Nel mentre dagli USA arrivano nuove accuse, e la UE pensa alle multe

Roma – Lo scandalo del dieselgate si allarga , e Volkswagen è costretta ad ammettere una realtà che oramai non stupisce più nessuno: le emissioni di scarico superiori a quelle dichiarate sulla carta sono un problema molto più esteso del previsto, e il già annunciato richiamo di autovetture dovrà estendersi ulteriormente.

La casa automobilistica tedesca è impegnata a fare pulizia al suo interno verificando di nuovo le emissioni delle vetture, e in tal modo si è scoperto che 800mila ulteriori auto sono caratterizzate da livelli di gas di scarico “anomali” rispetto alle specifiche ufficiali.

Le irregolarità che in precedenza avevano portato al richiamo di 8,5 milioni di veicoli diesel riguardavano il software contraffatto per la regolazione dei livelli di ossido di azoto durante i test, e per quel caso specifico dalla Environmental Protection Agency (EPA) statunitense arrivano nuove accuse sul coinvolgimento di marchi come Porsche e Audi.

L’ultimo annuncio del colosso di Wolfsburg coinvolge invece i veicoli a benzina, un nuovo fronte che si apre e porta il titolo Volkswagen in borsa a incassare l’ennesimo crollo (-8,4 per cento). In attesa di conoscere le reali dimensioni della contraffazione operata dalla compagnia tedesca nei confronti dei clienti, le autorità europee già parlano di possibili multe multimiliardarie .

Alfonso Maruccia

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