Washington nasconde i nuovi satelliti

C'è maretta al Congresso. I parlamentari non possono parlare pubblicamente di un network di satelliti top secret i cui costi non fanno che crescere. Tanto non si può dire
C'è maretta al Congresso. I parlamentari non possono parlare pubblicamente di un network di satelliti top secret i cui costi non fanno che crescere. Tanto non si può dire


Washington (USA) – Le indiscrezioni si moltiplicano, proprio quando i parlamentari iniziano a stancarsi di un clima di segretezza che circonda un non meglio precisato progetto satellitare statunitense. I suoi costi sarebbero lievitati dagli originali 5 miliardi di dollari agli attuali 9,5. Non si sa quasi nulla, nulla peraltro si dovrebbe sapere su un progetto top secret, ma si tratterebbe di una costellazione di satelliti non documentata, una rete di macchine orbitanti dalle capacità ignote che saranno poste attorno al pianeta per scopi classificati e sconosciuti.

Questa è la situazione che è sembrato voler denunciare un importante politico americano, il senatore John D. Rockefeller IV, che ha descritto la spesa “per un progetto che richiede investimenti pubblici” come “del tutto esagerata”.

Con una inconsueta micro-manifestazione condita da dichiarazioni allusive, peraltro preventivamente controllate da ufficiali della sicurezza del Governo, Rockefeller ha voluto dare espressione alla montante opposizione al progetto da parte dei senatori democratici, di cui è uno dei più celebri personaggi, ma anche – si narra – di alcuni colleghi repubblicani.

“La mia decisione di assumere questa iniziativa in qualche modo senza precedenti – ha dichiarato Rockefeller – è basata solamente sulla mia opposizione ferma, condivisa da molti nella nostra Commissione, ad un certo programma di acquisizione di imponenti fondi pubblici che ritengo sia uno spreco assolutamente ingiustificato nonché pericoloso per la sicurezza nazionale. A causa della natura altamente riservata dei progetti che riguardano il budget per l’intelligence non posso parlarne apertamente”.

Sul misterioso network satellitare il governo è abbottonatissimo. I reporter che ci lavorano sopra finora si sono scontrati con una blindatura con pochi precedenti. Lockheed Martin, la società che deve alle commesse governative quasi tutto il proprio reddito, ha fatto sapere pochi giorni prima dell’esternazione di Rockefeller che “la nostra policy ci impedisce di descrivere cosa facciamo o cosa non facciamo in merito a progetti classificati”.

Ma ci sono indizi. Secondo quanto riportato dal Washington Post solo qualche settimana fa alcuni senatori democratici non hanno firmato verbali della Commissione bicamerale che si occupa di prevedere le spese per l’intelligence nel 2005. “Fonti – scrive l’autorevole quotidiano americano – indicano che quel rifiuto voleva essere una protesta per l’ennesima inclusione del programma satellitare”.

Già, perché ciò che ha denunciato Rockefeller è che le ripetute bocciature da parte dei parlamentari fin qui non hanno affossato il progetto, che viene re-introdotto ad ogni riunione tecnica in modo da far arrivare risorse che ora stanno diventando stratosferiche. Negli ultimi due anni – ha dichiarato il senatore – tutti i voti in Commissione “sono stati boicottati”.

Cosa accadrà ora? Il Post non si lancia in previsioni ma spera in future indiscrezioni. Intanto il progetto avanza.

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13 12 2004
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