Washington Post: basta con i commenti anonimi

Il Caporedattore del Post vorrebbe l'identificazione certa di tutti gli utenti Internet che postano commenti. Il fine? Evitare flame e migliorare la qualità dei dibattiti

Roma – Homo homini lupus . Per il caporedattore del Washington Post online la tesi di Plauto è più che attuale, soprattutto quando si ha a che fare con i commenti online dei lettori. La proposta di Jim Brady, quindi, è di eliminare ogni opzione di posting anonimo .

Durante il Digital Hollywood di Los Angeles, uno degli Expo sui media più importanti del paese, il noto giornalista ha spiegato che vorrebbe disporre di una tecnologia capace di identificare le persone che violano le norme prestabilite dalle policy dei siti; in automatico il sistema dovrebbe poi procedere con l’espulsione.

Brady non sembra nutrire interessi commerciali per i dati degli utenti: desidera però che i post possano essere correlati univocamente ad una persona, un cittadino che sia responsabile di ogni sua affermazione e la cui identità sia stata accertata preventivamente .

“Penso che una parte del problema sia che le persone non sono tenute ad essere responsabili su Internet”, ha sottolineato il giornalista. “Le persone dicono online cose che non direbbero mai ad una cena, seppur in disaccordo con gli altri presenti. Penso che un dibattito accalorato sia giusto, ma quando ci sono flame , molti non vi prendono parte per il timore di essere attaccati con l’equivalente online di una mazza d’acciaio”.

Non è la prima volta che Brady sostiene questa tesi. È accaduto qualche tempo fa in occasione dell’ennesima esplosione di commenti dovuta ad un’erronea rivelazione del Washington Post. In quel caso, il Caporedattore decise di bloccare ogni funzione di posting giustificandosi con il fatto che quel genere di commenti “non avrebbe sfigurato sulle porte di un bagno pubblico”.

Alla domanda sui rischi di violazione della privacy nel caso di una “identificazione forzata” dell’utente, Brady non si è nascosto: a suo parere si tratta di un aspetto importante, ma da controbilanciare con il controllo. “Non vogliamo che il nostro sito venga sterilizzato, ma abbiamo il diritto di creare un tipo diverso di comunità”, ha sentenziato il giornalista.

Senza una specifica tecnologia, o la messa in campo di un sistema di accertamento attraverso documenti come la carta di credito o altri, le parole di Brady potrebbero sembrare vane . Chiudere un account ad un utente non identificato è del tutto vano, così come bloccare un IP a tempo indeterminato, col rischio di tenere fuori qualcuno che non ha niente a che vedere con eventuali abusi. Brady ci scherza su: “Non si vuole certamente bloccare l’intero Dipartimento dell’Energia o qualcosa di simile”. Ma poi spiega che è solo questione di tempo .

A suo dire, infatti, entro massimo cinque anni verrà richiesta l’identificazione online su molti siti. “Non so se sarà realizzata con un codice di carta di credito, una Patente o un passaporto, ma penso che rendere le persone responsabili farebbe aumentare la qualità delle discussioni”.

Dario d’Elia

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  • Joliet Jake scrive:
    E parchè hanno venduto gli spazi?
    Se non vuoi che i tuoi mezzi pubblicizzino qualcosa su cui non sei d'accordo, non vendergli gli spazi.Punto.
    • Malcolm scrive:
      Re: E parchè hanno venduto gli spazi?
      - Scritto da: Joliet Jake
      Se non vuoi che i tuoi mezzi pubblicizzino
      qualcosa su cui non sei d'accordo, non vendergli
      gli spazi.
      Punto.La rimozione è successiva alle critiche ricevute dall'opinione pubblica. Non credo che a priori quelcuno potesse ritenere inadeguate le scene di un videogioco... ma si sa, i benpensanti americani...
      • danieleMM scrive:
        Re: E parchè hanno venduto gli spazi?
        Un contratto non è soggetto a scuse di questo tipo: se nel contratto c'è scritto che io pago N per uno spazio pubblicitario della durata di X giorni. Se io rispetto la mia parte di accordo (pago N) e tu firmi allora sei vincolato alla restante parte.. E se "ricevi critiche" te la rughi tu, in nessun modo hai diritto di violare il contratto.
  • danieleMM scrive:
    CHEPPALLE!
    Ogni volta che esce un nuovo GTA sta solfa...E non se ne può più! È un gioco per computer dio mio!! sembra il problema più grosso della società!
    • trollo scrive:
      Re: CHEPPALLE!
      E' un gioco per computer ma non e' SOLO un gioco per computer.Se sei mentalmente stabile giocarci non ti fara' ne caldo ne freddo (insomma banalizzare la violenza anche in modo virtuale ha le sue conseguenze sulla psiche lo stesso), ma se sei facilmente suggestionabile o immaturo ti spinge a considerare la violenza come qualcosa di normale e a volte ti puo' spingere a comportamenti piu' violenti anche nella vita reale, perche' il tuo livello di accettazione della violenza si sara' modificato.comunque e' inutile prendersela solo con quello specifico gioco quando poi in tv passano un po di tutto e di peggio.E' ampiamente dimostrato puo' non piacere ma e' cosi.http://www.pamf.org/preteen/parents/videogames.htmlhttp://www.med.umich.edu/1libr/yourchild/video.htmhttp://mentalhealth.about.com/cs/familyresources/a/vidgameviolence.htmhttp://psychcentral.com/news/2006/11/29/violent-video-games-leave-impact/l'ultimo link e' quello piu' interessante perche' spiega come a livello fisioogico c'e' una reazione diversa nel giocare a giochi violenti (stimolo dell'amigdala che e' la parte del cervello che si occupa dell'istinto di sopravvivenza e dell'aggressivita')
      • Vindicator scrive:
        Re: CHEPPALLE!
        "comunque e' inutile prendersela solo con quello specifico gioco quando poi in tv passano un po di tutto e di peggio."Vedo che ti sei risposto da solo. Un gioco che esce ogni quattro anni non può fare tanto male quanto dieci minuti di fabbrica_str*nzi (aka TV).
      • danieleMM scrive:
        Re: CHEPPALLE!
        individui instabili sono influenzati negativamente da una miriade di altre cosein primo luogo la TV (come tu stesso dici)questo è un gioco e non è l'unico violentochi lo attacca come fosse il male della società è solo un ignorantee comunque la censura è sempre sbagliatase ci sono individui mentalmente instabili la soluzione non è applicare la censura a tutta la societàè necessario piuttosto fare in modo che questi siano seguitidare la colpa ad un gioco è troppo facile e da ignoranti
        • Malcolm scrive:
          Re: CHEPPALLE!
          - Scritto da: danieleMM
          individui instabili sono influenzati
          negativamente da una miriade di altre
          cose
          in primo luogo la TV (come tu stesso dici)

          questo è un gioco e non è l'unico violento

          chi lo attacca come fosse il male della società è
          solo un
          ignorante
          E fin qui sono d'accordo. Casomai è uno specchio dei mali della società, che già esistono di loro.
          e comunque la censura è sempre sbagliata Stai scherzando, spero?! Allora, potremmo tranquillamente passare i film porno da "VM 18" a "per tutti"???Seriamente, la censura serve, basta che non sia abusata, o usata a sproposito.
          se ci sono individui mentalmente instabili la
          soluzione non è applicare la censura a tutta la
          società
          è necessario piuttosto fare in modo che questi
          siano
          seguitiLe regole di una società vengono definite in base a quello che viene percepito come "bene comune". Se i cittadini americani di Chicago (o i loro rappresentanti, eletti da loro, che è poi lo stesso) ritengono i manifesti di GTA4 offensivi, essi verranno rimossi, anche se tu non sei d'accordo.
          dare la colpa ad un gioco è troppo facile e da
          ignorantiConcordo, ma ciononostante il nostro pensiero non si applica a Chicago...
          • danieleMM scrive:
            Re: CHEPPALLE!
            - Scritto da: Malcolm
            - Scritto da: danieleMM

            e comunque la censura è sempre sbagliata

            Stai scherzando, spero?! Allora, potremmo
            tranquillamente passare i film porno da "VM 18" a
            "per
            tutti"???No non scherzo per niente, ribadisco: la censura è SEMPRE sbagliata.Comprendo il tuo ragionamento ma ha dei fondamenti sbagliati.Primo: rendere qualcosa un tabù non impedisce a nessuno di usufruirne, anzi: spesso proprio il divieto lo rende interessante.Chi vuole vedersi un porno se lo vede, 18 anni o meno.E non venirmi a dire che non è così...Quel che tu vuoi intendere qui è: non ci dev'essere porno in TV, per lo meno negli orari comuni.Sono in pieno accordo.. questioni di decenza, ma non di censura..abolire il porno in TV, nelle ore "standard" non ha nulla a che fare con la censura.Vietarlo ai minori dei 18 anni è perfettamente inutile.
            Seriamente, la censura serve, basta che non sia
            abusata, o usata a
            sproposito.No la censura non serve ed è concettualmente sbagliata, per di più spesso è usata a scopi dannosi per la società (questo storicamente).Il principio della censura è il seguente: IO, censore, decido per TE che un contenuto non è adatto a te, o che non lo puoi comprendere.Ebbene.. Permettimi di essere presuntuoso: credo di essere in grado di decidere da solo se un contenuto è adatto a me o meno!Se tu censuri qualcosa significa che secondo te non sarei in grado di sopportarlo e questo io non lo accetto!Se poi consideri che la censura è utilizzata SEMPRE (storicamente) per altri scopi (coperta da motivazioni pseudo-plausibili).Attenzione che qui c'è una precisazione da fare: il pedo-porno.Il pedo-porno non è censurato: è vietato dalla legge perché un crimine.Son cose molto diverse concettualmente!Cioè in linea teorica non ci sarebbe nulla di sbagliato in un pedo-porno "virtuale" dove nessun minore viene effettivamente maltrattato/abusato.Ciò non mi piacerebbe ma sarebbe sicuramente meglio di com'è fatto ora!Non serve la censura per imporre dei limiti alla decenza.Fidati che nessun bambino di 4-5 anni sano di mente andrebbe a vedersi un porno.. Semplicemente non gli interessa.Invece un tredicenne probabilmente divieto o non divieto, censura o non censura se lo andrà a vedere.Che poi il problema non è il porno in se.. È l'idea malsana che la sessualità debba essere un tabù! Come se non fosse la cosa più normale di questo mondo! I ragazzi vanno educati non devono essere tenuti all'oscuro e lasciare che sia qualche porno a spiegarli cos'è... Altrimenti si che vorranno imitare ciò che hanno visto di nascosto senza "capirlo".
          • GTA passione dei giornalist i scrive:
            Re: CHEPPALLE!
            ---Attenzione che qui c'è una precisazione da fare: il pedo-porno.Il pedo-porno non è censurato: è vietato dalla legge perché un crimine.Son cose molto diverse concettualmente!Cioè in linea teorica non ci sarebbe nulla di sbagliato in un pedo-porno "virtuale" dove nessun minore viene effettivamente maltrattato/abusato.---Anche quella virtuale e' vietata dalla legge:http://www.camera.it/parlam/leggi/06038l.htm
          • danieleMM scrive:
            Re: CHEPPALLE!
            - Scritto da: GTA passione dei giornalist i
            Anche quella virtuale e' vietata dalla legge:
            http://www.camera.it/parlam/leggi/06038l.htmoibònon lo sapevo...beh tnx
      • louso scrive:
        Re: CHEPPALLE!
        - Scritto da: trollo

        l'ultimo link e' quello piu' interessante perche'
        spiega come a livello fisioogico c'e' una
        reazione diversa nel giocare a giochi violenti
        (stimolo dell'amigdala che e' la parte del
        cervello che si occupa dell'istinto di
        sopravvivenza e
        dell'aggressivita')Guarda, divento aggressivo anche quando gioco a proevolution soccer :p...Poi guardando le cose da questo punto di vista, proibiamo anche gli sport violenti tipo kick-boxing (che immagino provocheranno reazioni ancora più forti).
    • Malcolm scrive:
      Re: CHEPPALLE!
      Io ho una mia teoria. Secondo me, questi giochi sono una sorta di specchio che riflette i mali della società, ovvero cose che purtroppo succedono realmente e scottano la gente. Quando un gioco del genere viene proposto, la gente non pensa al gioco, ma alla situazione reale che l'ha generato, e la rigetta. Solo che, non potendo rigettare il problema reale (ad es. la violenza nella società moderna), scarica tutta la sua frustrazione contro il videogioco, che così finisce per fare da valvola di sfogo a tutti i mali.Plausibile?
      • danieleMM scrive:
        Re: CHEPPALLE!
        Può essere.io penso più semplicemente che da tantissimi anni i bambini giocano a "fare la guerra" e nessuno si è mai sognato di dir loro che è sbagliato urlare allo scandalo.Se il gioco però è sul computer e "sembra" più reale allora tutti gli ignoranti che non hanno mai nemmeno usato un computer/giocato a qualcosa se ne escono facendo gli esperti a dire che è un male!Che poi GTA non è neanche sto gran gioco.. ce ne sono di molto più belli! È proprio grazie a tutta questa fanfara mediatica che GTA ha successo.Tu cerchi di vietarlo e i giovani "ribelli" lo vorranno.
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