Watermarking pervasivo anche nel video on demand

Obiettivo: controllo totale. I produttori di contenuti sapranno quando e cosa viene riprodotto. Widevine pensa ad un futuro fatto di contenuti video multi-piattaforma e super-blindati
Obiettivo: controllo totale. I produttori di contenuti sapranno quando e cosa viene riprodotto. Widevine pensa ad un futuro fatto di contenuti video multi-piattaforma e super-blindati


Seattle (USA) – Non c’è che dire: gli operatori televisivi ne sanno una più del diavolo. Solo ieri due dei più grandi gruppi via cavo hanno annunciato il lancio di nuovi servizi di video on demand . Oggi si scopre che un’altra grande società come TVN Entertainment , specializzata nello stesso settore, rilancia con l’adozione di una tecnologia di watermarking realizzata da Widevine . In pratica, tutti i nuovi contenuti video saranno protetti con una sorta di marchio digitale che ne permetterà l’istantanea identificazione; le copie illegali, in questo modo, potranno essere più facilmente individuate, sia dai player hardware che software.

TVN Entertainment è anche uno dei fornitori di Comcast , Cox Communications, Charter Communications e Adelphia Communications, ovvero quattro dei più importanti operatori televisivi via cavo, che a quanto pare adotteranno la soluzione Widewine. Da notare, inoltre, che Comcast è una delle aziende che, in collaborazione con CBS, si appresterebbe a bombardare il settore , con un servizio di video on demand da “sganciare” sul mercato di massa.

Analizzando in maniera dettagliata i possibili effetti del watermarking sul mercato non si può che rimanere stupiti di quanto realmente stia accadendo. Da una parte vi sono le major, sempre più vicine all’integrazione dei watermark in tutti i supporti digitali , dall’altra gli operatori televisivi via cavo, che stanno tentando di attuare la stessa strategia per il video on demand. E il tutto senza che i consumatori si rendano conto di come questo potrà tradursi nel quotidiano. E’ evidente che player software e hardware, in futuro, saranno in grado di bloccare la riproduzione di contenuti audio e video non autorizzati , vietarne o limitarne – in base ai desideri delle major – la masterizzazione, disporre di un totale controllo sullo sviluppo e progettazione dei nuovi dispositivi.

Una mano invisibile controllerà tutti i media e i device, dal televisore, al PC, al cellulare. Widevine Mensor, così si chiama la tecnologia di watermarking, però, sarà in grado di fare di più. Non controllerà solo i consumatori, ma anche la catena di distribuzione . Il watermark, infatti, rimarrà intatto attraverso i passaggi via set top box, PC, video-recorder. Ed ogni tentativo di contraffazione avrà come effetto collaterale un degrado qualitativo sui contenuti video. Insomma, in apparenza nessuna via di uscita, anche sotto il profilo licenziatario. Un operatore, in collaborazione con Widewine, potrà tracciare ogni singolo passaggio ed essere certo del pieno rispetto dei contratti di fornitura.

“Si tratta della prima integrazione di watermarking su vasta scala. I proprietari dei contenuti potranno sapere dove, quando e quali dispositivi riproducono i video”, ha dichiarato Brian Baker, CEO at Widevine Technologies.

TVN Entertainment ha in ballo nuovi contratti di fornitura. Per ora la lista comprende Adelphia, Bresnan, Buckeye, Blue Ridge, Cablevision, Charter, Comcast, Cox, Insight, Mediacom and Verizon. Watermarking a macchia d’olio sui contenuti digitali.

Dario d’Elia

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09 11 2005
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