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Continuiamo la trattazione di Gimp, uno strumento open source che, per quello che riguarda la grafica per il Web, non fa troppo rimpiangere i software commerciali più blasonati


Come anticipato nell’ articolo introduttivo a GIMP , lavorare con GIMP nel settore web è possibile e anche produttivo, come confermano le numerose e-mail che sono state inviate a webtools@bazzmann.com , tutte di utilizzatori entusiasti. Colgo anzi l’occasione per ringraziare personalmente coloro che hanno scritto.

Paragonando il prodotto con il principe dei programmi di fotoritocco/grafica non vettoriale, il blasonato Photoshop, abbiamo subito notato che la principale differenza tra i due è la mancanza del supporto della scala colore ?ciano-magenta? (CMYK), ma in realtà anche il modo di lavorare è un po’ diverso dallo standard a cui siamo abituati.
Questo non significa comunque precludere la produttività (in fin dei conti anche lavorare su piattaforma Mac e Windows ha la sua differenza), ma in un certo senso può portar un disorientamento iniziale.

Molti degli shortcut (scorciatoie) adottabili con i tasti (ad es: CTRL-BARRA per ingrandire l’immagine, CTRL-ALT-BARRA per rimpicciolire e così via) non sono disponibili anche in GIMP, ma si usano differenti combinazioni, così come l’assenza della comoda ?manina? per lavorare con le immagini ingrandite. Stando però ai commenti che ci sono arrivati non solo in queste due settimane, l’impatto iniziale viene ricambiato con una notevole semplicità di lavoro successiva.

Non mancano di certo tutti gli strumenti come le linee guida, la gestione e calibrazione dei colori, la conversione da scala colori a scala di grigi, la gestione e calibrazione della luminosità, del contrasto, tonalità e saturazione, posterizzazione e così via. L’interfaccia dei vari strumenti non cambia molto dai normali prodotti per DTP, ma soprattutto non cambia molto da Photoshop.

Si trovano anzi persino strumenti particolari come il ?lazo magnetico?, che in GIMP viene chiamato con il nome di ?forbici intelligenti?, il cui funzionamento è lo stesso. Si tratta di uno strumento che permette di selezionare degli oggetti contenuti nell’immagine seguendone i bordi e facendo dunque risparmiare un bel po’ di tempo nel caso di forme differenti dal classico rettangolo o cerchio (pensate dover ritagliare un testo su un’immagine JPEG).

Anche la gestione del testo in GIMP si avvale di ottimi strumenti, anche se per poterne capire a pieno la potenzialità dobbiamo passare un po’ di tempo in compagnia degli stessi: Strumento Testo (molto semplice), Free Text (in pratica è lo strumento testo di Photoshop) e Dynamic Text (un editor più avanzato che include l’allineamento del testo anche in funzione della sua posizione all’interno del livello – allinea in alto, in basso, a destra, ecc. -) da cui potete impostare direttamente l’angolo rotazione del testo all’interno dell’immagine. Certo… prima bisognerebbe trovarli questi strumenti!
In effetti per trovare le funzioni di testo avanzate dobbiamo fare un percorso un po’ inusuale, selezionando prima la sezione ?filtri?, poi la sezione ?render? ed infine uno dei due strumenti avanzati che abbiamo appena citato.

Non manca la gestione dei livelli, in cui poter decidere quali livelli ?appiattire?, quando renderizzare un unico livello di immagine, gestire solo i livelli ?uniti? (quelli in cui Photoshop assegna un bel simboletto assomigliante ad un ?8? nel pannello dei livelli) e altri dettagli. Anche in GIMP, quindi, la gestione dei livelli può essere considerata professionale e completa.

Un dettaglio… ma neanche poi tanto dettaglio… in GIMP la cancellazione di una parte (o di tutta) l’immagine avviene con la combinazione di tasti CTRL+K e non con il tasto CANC come usualmente si usa in altri programmi windows-based.

Per concludere, esiste un altro strumento interno del programma per creare e trattare immagini animate (GIF) di cui però non ho potuto apprezzarne a pieno le funzionalità per limiti di tempo, ma che considero importante citare per completezza di informazioni.

Come potrete notare di persona, non basterebbero altre due puntate per fare un raffronto tra Photoshop e GIMP.


L’entusiasmo degli utenti di GIMP non è solo illusione: effettivamente il prodotto può rendere il nostro lavoro davvero ottimo, specie dopo aver preso confidenza con lo strumento stesso, la sua interfaccia e i comandi via shortcut.

Certo, Photoshop non deve temere ancora per la sua incolumità, anche se di questo passo potremmo davvero trovarci di fronte ad un nuovo e temibile avversario: le premesse ci sono tutte.

Di certo non dobbiamo aspettarci il prodotto classico per la gestione delle immagini, abbiamo infatti sottolineato la mancanza del supporto CMYK (essenziale per l’editoria classica), ma di certo per il nostro lavoro nel settore web, GIMP può essere la migliore proposta. Anche perché avere un prodotto di simile portata al costo di un download… beh, di certo non capita tutti i giorni!

Il mio consiglio è quello di provarlo, non fermandosi al primo impatto, magari digerendolo con calma, in qualche mese, provando così un po’ per volta gli strumenti che si possono utilizzare.
Dal canto mio, mi sono trovato molto bene tenendo aperti i pannelli dei livelli, del classico menù (file, modifica, immagine, livelli, ecc.) e il pannello degli strumenti, che per forza di cose deve stare aperto, altrimenti si chiude il programma!

Certo, potete lavorare benissimo con la sola finestra dell’immagine e il pannello degli strumenti, richiamando semplicemente ciò che vi serve con il tasto destro all’interno dell’immagine stessa, ma credo che per gli utenti Windows sia l’impatto più ?dolce?.
Per ottenere delle finestre fluttuanti, potete ?staccare? ciò che vi interessa semplicemente cliccando sulla linea tratteggiata che di solito si trova all’inizio di ogni menù (ad esempio sopra la parola ?File…?) che poi potrete tranquillamente richiudere nel momento stesso che non vi serve più.

Il salvataggio dei file viene fatto direttamente con il nome del file completo della sua estensione (se volete salvare in formato Photoshop digiterete ?nomefile.psd?, così come per i file GIF ?nomefile.gif? e così via) oppure selezionando l’estensione che vi interessa.

Purtroppo il file di aiuto non è molto completo, sicché è più consigliabile iniziare a ?smanettarci? stando attenti a non fare troppi pasticci, piuttosto che passare la maggior parte del tempo a ricercare un manuale. E forse questo è anche il motivo per cui ancora molti utenti sono timorosi di fronte a tutto ciò provenga dal mondo open source, ma poi le soddisfazioni sono molte!

Per quel che mi riguarda è uno strumento da provare, sfruttando anche i filtri e il realismo di essi magari per iniziare delle immagini che poi possono essere completate in Photoshop, oppure per destreggiarsi in prodotti fatti esclusivamente con GIMP… insomma, provare non costa nulla, a maggior ragione se il costo è davvero nullo!

Marco Trevisan

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