Web/ Strumenti per lo sviluppo di siti (3)

Seconda ed ultima puntata dedicata a DreamWaver. Finiamo di sviscerare il software di Macromedia conoscendone tutti i maggiori strumenti e funzionalità che mette a disposizione dello sviluppatore


Sebbene possa essere scontato, vorrei aprire la seconda parte dell’articolo dedicato a DreamWeaver ringraziando tutti coloro che stanno partecipando numerosi, comunicandoci le proprie preferenze, ma anche scrivendoci per richieste di aiuto o chiarimenti a webtools@bazzmann.xs3.com .

Bene, dopo questa breve parentesi direi che possiamo procedere con il prossimo passo del nostro cammino, infatti questa volta parleremo del prodotto di punta di casa Macromedia per quanto riguarda l’editing di siti web, concludendo con le ultime argomentazioni ad esso dedicate: Quick Tag Editor, Behaviours, Clean Up HTML e Templates .

Poiché nella prima parte ci siamo soffermati sulla potenzialità e la forza del prodotto di San Francisco, dove abbiamo incontrato uno strumento alquanto potente per l’editing chiamato ?RoundTrip HTML?, nella seconda tappa di DreamWeaver conosceremo cosa questo nostro collaboratore ha in serbo per noi quando si tratta di velocizzare il lavoro di routine.
Insomma, riprendendo una nota frase: ?Quando il gioco si fa duro, i duri cominciano a giocare? !

Diciamo pure che a prima vista gli strumenti elencati sopra potrebbero sembrare le classiche e solite parti di programma atte a stupire un po’ l’utente (?hai visto quante cose ti danno??), per lo più superflue e a volte irritanti. In realtà, quando un webmaster ?in erba? comincia a conoscere lo sforzo che si crea nella gestione di siti di media portata, lo folgora quasi una sorta di illuminazione: ?ma allora servono!?.

Va bene, ho sdrammatizzato un po’, però la fatica rimane, ed è in quel momento che riconosciamo tutta l’umanità di un progettista software…
…ma presentiamoci alle nuove funzioni.


Avete mai pensato di fare una modifica veloce al vostro codice sorgente mentre lavorate in modalità visuale (WYSIWYG)? Magari vi serve solamente inserire un tag ?CLASS? all’interno di un link e siete costretti a passare nel modo sorgente.

Bene, da oggi il Quick Tag Editor vi permette di editare il codice HTML direttamente dal vostro documento visuale. Una bella cosa no?

In pratica, con un semplice click del tasto destro sul punto interessato potrete visualizzare il codice sorgente ed editarlo tramite una piccola finestrella ?sopra? al vostro foglio di lavoro, magari per scrivere un piccolo codice di javascript per la data dinamica, magari per impostare un nuovo foglio di stile, o semplicemente perchè i commenti vi piace scriverli a ?riga di comando?. Una funzionalità con cui bisogna prendere un po’ la mano, ma di notevole aiuto per modifiche, aggiornamenti e creazioni al volo. Chiamiamola così: ?semplice, ma efficace?.

Molto meno efficaci sono le prestazioni delle nostre pagine se non le educhiamo ad un buon galateo. Ci ritroveremo ben presto con un sito impertinente ed imbizzarrito che molto difficilmente vorrà essere domato da noi… passiamo alla frusta? Beh, viene la tentazione, ma possiamo benissimo affidarci al buon comando Behaviours , che letteralmente significa ?comportamenti?, il quale ci permette di generare dei codici predefiniti compatibili con i due browser di riferimento: Netscape e Internet Explorer.

Possiamo scegliere di rendere le nostre pagine adatte a IE 3.0, 4.0, 5.0 oppure a Netscape 3.0 4.0, per entrambi o, ancora meglio, predefinito per le generazioni 4.0 dei browser (anche Opera quindi).

Possiamo così contare sul rollover, sul jump menu, sul richiamo di una libreria javascript e altro ancora.
Anzi, diremo di più, possiamo anche scaricare ulteriori librerie di comportamento per ampliare il nostro repertorio, ma prestiamo sempre attenzione alla quantità di script che viene generato… a volte è meglio perdere qualche oretta in più e farselo in casa, piuttosto che caricare la pagina in 2 ore!

Ma non di soli script si “inquinano” le nostre pagine, infatti molto spesso i nostri clienti hanno la bontà di passarci i contenuti in formato digitale (il più delle volte in Word, ma anche in HTML… generato da Word). È notevole ottenere un aiuto così alto da loro, ma ancora meglio sapere che il dover ripulire il codice “sporcato” dalle altre applicazioni ( ?via le giustificazioni che non giustificano, via la codifica dei caratteri che parlano cileno, via quel fastidioso tag GENERATOR che non l’ha chiesto nessuno…? ) non è più frutto delle notti insonni dei webmaster, ma di un piccolo aiuto da parte di DreamWeaver.

Certo, non è proprio così rosa e fiori, il lavoro del professionista è e rimarrà necessario ed impeccabile, ma è anche vero che per velocizzare un po’ di più il nostro processo di ?scrematura? dei tag superflui, questo potrebbe rivelarsi lo strumento giusto. Esiste anche la variante dedicata proprio a Word.

Il Clean UP HTML si ingegna anche nell’aiutarci a filtrare eventuali tag aperti (ad esempio un senza il dovuto , o ancora peggio se parliamo del FORM) venendoci così in soccorso nella realizzazione di pagine pulite, ma soprattutto corrette.

E non scordiamoci che se IE ha l’abitudine di viziarci saltando queste ?dimenticanze?, il resto dei browser e le giurie dedicate a valutare il nostro operato nel caso volessimo partecipare a qualche concorso non saranno così clementi… e non gli si può dare tutti i torti!

Ma questo ?carro armato? dell’HTML non ha una comunissima funzione di modelli predefiniti?
Certo, non proprio nel senso stretto e diffuso del termine però.
Infatti anche DreamWeaver incorpora la possibilità di gestire dei modelli predefiniti dall’utente, ovvero pagine create dal webmaster che poi possono essere felicemente riutilizzate.
Ma la vera forza dei modelli di DreamWeaver non è in questo, quanto piuttosto alla possibilità di utilizzare il modello che si è creato come una sorta di database generale per l’intero sito che è stato creato e le cui pagine sono ?dipendenti? dal modello in questione. Mi spiego meglio.

Immaginate di dover produrre un sito che contiene 100 pagine con la classica barra di navigazione, la colonna dei riferimenti a sinistra, la parte dei contenuti e il footer, o piè di pagina.
Nulla di strano, sono 100 pagine. Già, ma ora pensate di dover cambiare il link sul footer… sono altre 100 pagine da ritoccare!

Bene, in questo caso i Modelli (o Templates ) possono davvero renderci dei webmaster felici, poiché ci permettono di ritoccare esclusivamente il modello ?madre? (o ?padre?) per vedere magicamente modificarsi anche il resto del sito.

Si, lo so che esistono i linguaggi come ASP o Javascript per questo genere di cose, so anche che esistono gli ?include? per inserire altre pagine nella nostra (e quindi un footer generale piuttosto che un’intestazione unica), ma provate ad immaginare di dover lavorare su un server dove tutte queste estensioni non sono utilizzabili e un buon target di utenti viaggia con Javascript disattivato… potrete sempre creare delle pagine standard, ma avere la stessa semplicità degli ?include?.


Insomma, potremmo parlare ancora molto di Macromedia DreamWaver e dei passi in avanti che ha fatto dalla versione 1 alla 3 del prodotto, ma non basterebbe un semplice articolo perchè le funzioni sono davvero molte ed entrare nel dettaglio sarebbe controproducente… vi perdereste la novità di scoprire le sue funzionalità!

Abbiamo ancora molti altri ottimi prodotti da presentarvi, soffermarci troppo significherebbe parlarvi di Homesite 4.5 e vedere in commercio la release 8 dello stesso prodotto… mentre noi avremmo la barba bianca!

Macromedia DreamWeaver non è certo il prodotto più facile per un webmaster ?in rodaggio?, a lui sicuramente consiglierei un prodotto più user-friendly, addirittura un Netscape Composer (con cui ho condiviso quasi 2 anni della mia vita!), ma lo proporrei caldamente a tutti i professionisti che hanno bisogno di uno strumento intuitivo e potente allo stesso tempo… e che non sia troppo avaro di risorse di sistema.

Diciamo che se domani Linux adottasse strumenti come DreamWeaver potremmo assistere ad uno scenario davvero interessante!

Per chi non avesse seguito i primi articoli, vorrei concludere ricordando che l’indirizzo a cui poter inviare i propri commenti (oltre che su queste stesse pagine) è webtools@bazzmann.xs3.com e che mi scuso con tutti fin da ora se non riuscirò a rispondere in tempi brevi.

Ne approfitto anche per comunicarvi che il sondaggio previsto per questa settimana ha subito degli inconvenienti tecnici e stiamo lavorando per renderlo operativo già dalla prossima!

Marco Trevisan

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  • Filippo G scrive:
    Commento
    Forse ho letto male l'articolo, però si inizia a parlare improvvisamente di un certo "testo di schildt" senza dire neanche i ltitolo o altro.Vi consiglio di stare più attenti durante la stesura degli articoli (secondo me vi siete mangiati un paragrafo o due..).Comunque a mio parere i migliori libri al mondo per iparare C e successivamente C++ sono quelli dei fratelli Deitel pubblicati in italia da Apogeo.
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