Web/ Strumenti per lo sviluppo di siti (4)

Dopo Dreamwaver passiamo a parlare di FrontPage 2000, un prodotto adatto sia ai principianti che ai professionisti del settore


In queste prime uscite abbiamo incontrato il must dei professionisti, eletto tale sia dalle classifiche ufficiali elargite dalle fonti più autorevoli, sia dalla conferma arrivata in posta da tutti voi: sto parlando di Dreamwaver. Ora è il momento di tenere ?in caldo? la competizione con l’antagonista del momento: FrontPage 2000 .

In realtà il podio non è occupato dai soli due contendenti, ma necessità vuole che si proceda di passo in passo… e così oggi inizieremo a conoscere il prodotto di casa Microsoft.
Lo strumento del big di Redmond è quello che molti utenti chiamano ?un passo indolore?, dovuto alla già anticipata caratteristica di avere la stessa e ben nota interfaccia utente degli applicativi di MS Office e di essere perfettamente integrato con Windows. Io stesso ho battezzato FrontPage 2000 come il ?figlio di Word?.

L’ambientazione, infatti, è molto simile a Word per la disposizione dei comandi e delle finestre, ma anche del ?modus operandi? tipico di Outlook (dove la barra strumenti posta alla sinistra del programma è gestibile tramite pratiche icone-scorciatoia), così da rendere facile l’approccio all’utente meno esperto.
A differenza della prima versione ?utile? di FrontPage (la 98), quella che stiamo trattando ha permesso al big di Redmond di avvicinare una fetta di professionisti alle sue schiere, diventando così uno strumento adeguato alla realizzazione di siti anche molto complessi.

Chiunque abbia utilizzato la prima versione di FrontPage avrà certamente (purtroppo!) assaggiato quelli che erano i limiti di questo prodotto: generazione di un codice confuso e ben poco cross-browser.
La scelta di Microsoft è probabilmente orientata verso le aziende che vogliono curare la propria intranet, senza dover applicare troppi convertitori ai proprio documenti. E’ di Office 2000 Pro, infatti, la caratteristica di includere tutti i pacchetti compreso FrontPage.
Questa stessa caratteristica lo rende interagibile ed integrato con gli altri prodotti della famiglia, potendo così gestire i documenti creati in Word, le tabelle utilizzate in Excel e così via, rendendo cosi la vita migliore ai webmaster ?in erba? piuttosto che ai professionisti del settore.


A differenza di Dreamweaver, all’avvio di FrontPage 2000 l’interfaccia ci risulta subito familiare, chiara e precisa, così da sentirci a nostro agio e avere l’umore giusto per affrontare questa nuova ?bestia? tecnologica.

Qui, com’è d’uso nei prodotti di MA Office, non ci sono finestre fluttuanti bensì troviamo tutti i comandi e opzioni nei menù del programma (File, Modifica, Formato, ecc.), contenenti altri sotto-menù raggruppati per tipologia (troveremo le opzioni più avanzate sotto ?script, dinamico, ecc.?).
Sempre in avvio notiamo che a sinistra della finestra appena aperta compare una barra ad icone simile ad Outlook, contente l’opzione per spostarsi nell’editing della pagina, alla cartella dei documenti, ai collegamenti delle pagine del nostro sito, al diagramma del sito stesso e molto ancora.

Ovviamente troveremo le barre degli strumenti in puro stile windows, con i pulsanti di taglia e incolla, comandi per il grassetto, italico, formattazione del paragrafo, del testo, dei link.
Da notare invece la possibilità di visualizzare la pagina in tre modalità: Normale, HTML, Preview , poste in basso a sinistra. Non sono una novità nei tool di sviluppo, ma risultano comunque comodi quando stiamo elaborando i nostri lavori senza obbligarci ad avviare ogni volta il nostro browser per verificare l’effettivo riscontro.

È importante comunque ricordare che il motore di anteprima è lo stesso di Internet Explorer, quindi dovremo sincerarci che ciò che vediamo nello strumento sopracitato sia poi realmente ciò che visualizzerebbero i nostri utenti che si collegano con Netscape, piuttosto che Opera o altri prodotti non Microsoft.

Anzi, l’ideale sarebbe proprio scordarsi l’anteprima come strumento di verifica definitivo per testare il proprio lavoro, ?navigando? invece all’interno delle pagine appoggiandosi ad un web server installato nel proprio PC. In questo modo potremo valutare l’effettivo comportamento di molti script che altrimenti potrebbero non funzionare adeguatamente dato che l’anteprima non suporta il protocollo HTTP, ma un semplice browsing del file (ormai con Apache e Personal Web Server si può ottenere una prestazione adeguata senza troppe richieste in termini di risorse).

Uno dei riscontri maggiori in termini di positività d’utilizzo sembra essere la creazione di tabelle che viene considerata molto intuitiva poiché la tabella viene ?disegnata? direttamente sul foglio di lavoro, anziché impostarne le colonne e le righe.
Fate conto di prendere una penna e decidere dove tirare le righe, con FrontPage 2000 potrete fare lo stesso… cliccherete sull’opzione della tabella, andrete ad inserire la prima riga, la seconda, la terza, la quarta, trascinare la quarta verso sinistra e finire con le altre sezioni.

Se non avete particolari esigenze di gestire tabelle complesse (come le tabelle annidate) per creare degli effetti particolari o per gestire un complesso resoconto generato da un database, questo può essere uno strumento agevole e pratico che in altri programmi potrebbe risultarvi ?limitato?.
Anche FrontPage 2000 utilizza dei modelli di pagine , modelli però intesi in un senso più proprio del termine (anzi, nel senso a cui siamo stati abituati fin’ora con i prodotti per l’office automation).
È così che inizieremo a sfogliare la lunga lista di pagine preconfezionate (una specie di wizard) distinte per impostazione grafica, scelta e gamma dei colori utilizzati, ma anche di font, di struttura della pagina stessa… stessa filosofia dei modelli di Word dove scegliete se creare una lettera informale, professionale o accattivante.

Una volta che avrete individuato quale fa al vostro caso, potrete avviarne la creazione con un semplice click, seguendo poi i suggerimenti e le richieste del ?mago? che si incarica di portare a termine la vostra scelta. È ovvio che per un uso professionale ?esterno? (utilizzato quindi per una azienda che vuole mettersi online) il rischio di utilizzare i modelli predefiniti è quello di incappare in altri siti che utilizzano lo stesso modello e non creare così quell’immagine univoca che dovrebbe garantire il successo di un buon sito web.

Restando nel tema dei modelli dobbiamo approfondire il concetto accennato poco fa spiegando che i modelli descritti operano alla stregua di ?office automation?, ossia non includono quella particolarità che è contraddistinta nel prodotto di Macromedia di utilizzare una nostra pagina ?master? per simulare l’effetto ?include? dei maggiori scripting server-side, bensì di creare una nuova pagina partendo da documenti preconfezionati.

Ma FrontPage2000 ha anche una parte più interattiva dedicata allo scripting… che tratteremo nel prossimo articolo!
La prossima volta concluderemo con il prodotto visuale di Microsoft affrontando la gestione dei frames, dei linguaggi di programmazione inclusi e dei fogli stile supportati. Ricordo ancora che chi volesse votare il prodotto migliore o farmi avere i suoi suggerimenti, può scrivere a webtools@bazzmann.com .

Marco Trevisan

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