Webmasterpoint .org/ Le webprofessioni (4)

Quarta puntata dell'approfondimento sulle professioni legate alla net-economy, allo sviluppo Web, alla creazione di contenuti interattivi


HACKER
Confusi spesso per cracker e lamer che attaccano siti aziendali e home page di siti internet, gli hacker sono “smanettoni” ed esperti di tecnologie informatiche sempre più spesso ricercati e assunti dalle aziende: la protezione dei siti web, delle transazioni elettroniche, dei sistemi informativi sono aspetti di vitale importanza per ogni realtà aziendale.

E così, giovani hacker, molto spesso sui 25-30 anni, ma anche di minore età, hanno il compito di simulare degli attacchi ai sistemi aziendali, cercando di individuarne i punti deboli e comunicarli ai responsabili della sicurezza e con loro trovare le soluzioni più adatte per colmare questi bug.

Sono, in genere, degli ottimi programmatori, con conoscenze sistemistiche elevate. Oltre alla conoscenza degli aspetti teorici, la formazione sul campo e una certa “militanza” nel mondo dell’hacking è parte ineludibile della loro esperienza. Conoscere perfettamente i mezzi e le tecniche d’attacco è probabilmente l’unico modo efficiente per poter approntare degli adeguati ed efficaci strumenti di difesa.

E’ questa una delle professioni realmente più pagate (circa 5 milioni di lire al mese) e ricercate della new economy e, in futuro, lo sarà sempre di più, con l’ulteriore sviluppo dell’e-commerce e delle banche online. Alcune grandi imprese, come la IBM, offrono un servizio di testing dei sistemi informativi da parte di hacker ai propri clienti.

DB AMMINISTRATOR
In italiano, il “responsabile delle banche dati”, ovvero colui che si occupa della creazione, ma soprattutto del mantenimento e dell’aggiornamento dei database aziendali interni, della propria intranet aziendale, ma anche di quelli esterni online, aperti al pubblico.

E’ lui il responsabile tecnico della disponibilità e della reperibilità delle informazioni in azienda necessarie per ogni decisione. Deve possedere conoscenze tecniche specifiche e mantenerle costantemente aggiornate: configurazione db e relativi linguaggi di programmazione, meccanismi di backup, nozioni di sicurezza, non devono mancare nel suo bagaglio professionale.

L’iter formativo richiesto è quello scientifico-tecnico, anche se sono indispensabili corsi ad hoc per la gestione dei maggiori sistemi di banche dati. Per le collocazioni di massimo rilievo e responsabilità è necessaria la laurea.

L’inglese deve essere conosciuto a livello tecnico e occorre una buona predisposizione nel saper lavorare in gruppo.

Fortemente richiesti dalle aziende, i db administrator possono raggiungere, in posizioni di una certa responsabilità, stipendi annui intorno ai 70 milioni di lire lordi, anche se non mancano aziende che si affidano a consulenti o aziende esterne per il mantenimento dei propri sistemi informativi.

NET CLIPPER
E’ una delle professioni meno conosciute della new economy, ma ogni grande internet company ne ha almeno uno, anche, forse, inconsapevolmente.

Il ruolo del Net Clipper, è molto simile a quello del Web Surfer, ma più specializzato. Non si limita a raccogliere le informazioni, ma le analizza, le confronta, le elabora, dando un valido supporto alle decisioni della divisione marketing, nella quale, molte volte, si trova direttamente a lavorare.

Il Net Clipper può essere uno dei primi ruoli per entrare in una azienda nell’area marketing e successivamente “scalare” posizioni. Viene richiesta una formazione il più delle volte non particolarmente specializzata, conoscenza almeno dell’inglese e un’ottima capacità di utilizzo della rete. In futuro, questa posizione potrà assumere maggiore importanza e riconoscimento all’interno delle aziende.

a cura di Webmasterpoint.org

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  • Anonimo scrive:
    L'estate dell'informatica
    Si prende in considerazione un lavoro (quello dell'informatico) che, per come lo conosciamo oggi, e' destinato al tramonto.Qualcuno in questo forum ha parlato di miniere, in verita' vi dico che la maggior parte di voi ha lavorato e sta lavorando nelle miniere dell'informatica, passando la maggior parte del tempo a convincere in inutili riunioni per convincere il capo progetto o il cliente di turno che finirete il progetto ento la fine del mese (quando in realta' vi ci vorranno altri tre mesi) e quando, finalmente, il modo di lavorare si trasformera' in qualcosa di piu' intelligente (p.es. con il telelavoro) e l'introduzione di strumenti piu' flessibili di progettazione del software e l'alfabetizzazione informatica renderanno la programmazione alla portata di ogni cultura media, il modo di lavorare delle donne trionfera' e voi vi troverete tutti in cassa integrazione (se esistera' ancora), lasciando il campo dei cosi' detti contratti standard al solito nugolo di commerciali.
  • Anonimo scrive:
    CHI NON HA VOGLIA DI LAVORARE SE NE STIA A CASA.
    E voi, invece di fare i soliti sondaggi sulle donne represse e stressate,trovate argomenti piu' interessanti.
    • Anonimo scrive:
      Re: CHI NON HA VOGLIA DI LAVORARE SE NE STIA A CASA.
      Che tu possa morire soffocato dai residui organici stratificati sulla tua biancheria intima, quando quei soggetti svantaggiati delle "tue" donne, avranno smesso di lavartela.Se sei una donna in carriera, rampante, aggressiva, con gli attributi virili al posto giusto, ti consiglierei la castrazione chimica.
    • Anonimo scrive:
      HA VOGLIA DI LAVORARE ... poveretto
      Nei forum si incontra gente di ogni tipo! Anche un poveretto che lavora troppo, che non sa che oggi si lavora sempre più a casa e che - se si è bravi, cosa che evidentemente non rientra nell'esperienza di hyux - il lavoro può essere conciliato con la vita. Anche da noi maschi!P.S.: anche il livore di hyux verso le donne deve essere stato represso a lungo se sbotta per un sondaggio sulla new economy...
  • Anonimo scrive:
    Non vedo differenze...
    Da libero professionista e consulente IT di un certo livello credo di poter confermare l'analisi; ma quello che mi lascia un po' perplesso è che tale indagine sia stata cucita apposta per il genere femminile.Ritengo che la situazione sia esasperata per tutti e che se c'è una differenza, questa è da imputarsi alla visione sociale della donna.E' certo che chi vuol essere madre, nel senso tradizionale del termine, non può che essere intralciata in questo intento dalle condizioni di vita descritte. D'altra parte anche il padre che voglia stare un po' con i propri figli e con la sua compagna non potrà che vedere frustrate queste sue intenzioni dallo stesso clima di esasperata competitività.
    • Anonimo scrive:
      Re: Non vedo differenze...
      anche io lavoro nell'IT e penso che sarebbe peggio lavorare 12 ore al giorno in miniera...lo stress e' solo il risultato del nostro modo di affrontare le cose, quindi piu' colpite sono le donne che hanno piu' "fame" di carriera, e corrono piu' veloci perche' a 30 anni vogliono avere un figlio e un posto da dirigente che le aspetta...detto questo, a me tutto questo correre nella "new economy" fa sorridere...a me pare una "old economy" che corre senza un traguardo, che non pianifica, che non progetta e soprattutto che non mira al benessere dei dipendenti, ma solo ai guadagni... pero' quelli di borsa che fanno figo e non guardano i bilanci.Insomma un normale modo di lavorare di 50 anni fa, prima dei vari statuti dei lavoratori, prima delle lotte sindacali, prima dei contratti collettivi.Oggi e' tutto atipico, a termine, di formazione (che non forma niente), di tipo collaborativo senza diritto a ferie malattia e quant altro..In questi casi l'arma migliore e' "l'auto mobbing".Si tratta di usufruire di tutti i diritti a pause, ferie, permessi e malattie (nonche' raddoppiare i tempi con cui eseguite un lavoro) nei momenti di maggior stress e carico...qualcuno si accorgera' che anche voi servite a qualcosa..Ciao a tutti
      Da libero professionista e consulente IT di
      un certo livello credo di poter confermare
      l'analisi; ma quello che mi lascia un po'
      perplesso è che tale indagine sia stata
      cucita apposta per il genere femminile.
      Ritengo che la situazione sia esasperata per
      tutti e che se c'è una differenza, questa è
      da imputarsi alla visione sociale della
      donna.
      E' certo che chi vuol essere madre, nel
      senso tradizionale del termine, non può che
      essere intralciata in questo intento dalle
      condizioni di vita descritte. D'altra parte
      anche il padre che voglia stare un po' con i
      propri figli e con la sua compagna non potrà
      che vedere frustrate queste sue intenzioni
      dallo stesso clima di esasperata
      competitività.
      • Anonimo scrive:
        Re: Non vedo differenze...
        - Scritto da: maks
        anche io lavoro nell'IT e penso che sarebbe
        peggio lavorare 12 ore al giorno in
        miniera...Purtroppo le miniere sono spesso piene di fancazzisti, nel mondo informatico non ci si può nascondere sotto la scrivania, io ho un collega che dice sempre: "Un ora di lavoro dell'informatico sono come tre ore di lavoro del manovale"... a volte non gli do torto (specie prima delle consegne).
        lo stress e' solo il risultato del nostro
        modo di affrontare le cose, quindi piu'
        colpite sono le donne che hanno piu' "fame"
        di carriera, e corrono piu' veloci perche' a
        30 anni vogliono avere un figlio e un posto
        da dirigente che le aspetta...Mah, solitamente per le donne in carriera a 30 anni pensare ai figli e l'ultima cosa... almeno da come la vedo io.
        detto questo, a me tutto questo correre
        nella "new economy" fa sorridere...
        a me pare una "old economy" che corre senza
        un traguardo, che non pianifica, che non
        progetta e soprattutto che non mira al
        benessere dei dipendenti, ma solo ai
        guadagni... pero' quelli di borsa che fanno
        figo e non guardano i bilanci.Concordo.
        Insomma un normale modo di lavorare di 50
        anni fa, prima dei vari statuti dei
        lavoratori, prima delle lotte sindacali,
        prima dei contratti collettivi.
        Oggi e' tutto atipico, a termine, di
        formazione (che non forma niente), di tipo
        collaborativo senza diritto a ferie malattia
        e quant altro..
        In questi casi l'arma migliore e' "l'auto
        mobbing".
        Si tratta di usufruire di tutti i diritti a
        pause, ferie, permessi e malattie (nonche'
        raddoppiare i tempi con cui eseguite un
        lavoro) nei momenti di maggior stress e
        carico...
        qualcuno si accorgera' che anche voi servite
        a qualcosa..Purtroppo i momenti di maggiore stress sono quelli in cui non puoi usufruire di nulla (a volte neanche della pausa pranzo!).Mi è capitato di avere colleghe una sola volta, in un team composto da 14 persone e 13 erano gli uomini... e lei non nascondeva assolutamente un pò di depressione. Purtroppo il mondo femminile si trova spesso a rimanere solitario in mezzo a gruppi di informatici affamati di sesso... forse è anche per questo che il sesso femminile è un pò penalizzato.Saluti.
        • Anonimo scrive:
          Re: Non vedo differenze...
          Immagino l'esperienza di miniere che ha l'autore di questa considerazione...
          Purtroppo le miniere sono spesso piene di
          fancazzistiLa grande differenza fra gli stress (fisici) dell'economia tradizionale e quelli (più mentali, ma anche fisici, visto che spesso si traducono in orari impossibili, mancanza di tempo per fare analisi e andare dal medico, ecc.) sta nel fatto che un minatore non aveva dubbi sul fatto che la fatica gli era imposta e l'avrebbe evitata volentieri.Per noi no: siamo convinti di avere scelto l'inferno di una vita centrata solo sul lavoro.
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