WebTheatre/ Hollywood, YouTube e l'imitazione

WebTheatre/ Hollywood, YouTube e l'imitazione

di G. Niola - Il produttore Adi Shankar gestisce un canale in cui mette alla prova nuovi talenti con le rivisitazioni dei maggiori successi della cultura popolare, dai Power Rangers ai supereroi classici
di G. Niola - Il produttore Adi Shankar gestisce un canale in cui mette alla prova nuovi talenti con le rivisitazioni dei maggiori successi della cultura popolare, dai Power Rangers ai supereroi classici

Adi Shankar è un produttore cinematografico, nonostante si presenti come un generico fulminato, ha portato al cinema alcuni film davvero sorprendenti come Cogan – Killing them softly , The grey e La preda perfetta , oltre ad esperimenti meno interessanti come The voices e il nuovo Dredd. È però molto attivo anche sul proprio canale YouTube con produzioni originali, di rapido consumo (e rapida realizzazione) che coinvolgono registi, attori e professionalità che, è probabile, intende testare.
La cosa più interessante di tutte però è la maniera in cui interpreta le leggi della diffusione online dei contenuti, cosa scegliere di mettere in rete e in quale maniera.

Lo chiama bootleg universe (che è un altro modo di dire che usa proprietà intellettuali altrui cercando di non farsi denunciare nel frattempo), è in sostanza una serie di cortometraggi senza cadenza fissa. Non una webserie ma dei corti, cioè video di circa 15 minuti l’uno, completamente slegati, realizzati da team differenti su idee differenti, accomunati solo dall’avere nella trama personaggi esistenti nella cultura popolare.
Il primo è stato nel 2012 The punisher: dirty laundry di Phil Joanu, in cui compare anche Ron Perlman : conta circa 6 milioni di view, per una storia di violenza esasperata, bassifondi e vigilantismo con, nel finale, pochi secondi del logo del protagonista dei fumetti Marvel in questione. Quasi un anno dopo è toccato a Venom: Truth in journalism di Joe Lynch, una specie di finto film nello stile che spesso gli americani superficialmente chiamano cinema verite ma che in realtà somiglia più al loro cinema indie degli anni ’60 e ’70 (quello di Cassavetes, per intenderci), centrato sul villain dell’Uomo Ragno. Finisce più o meno come The Blair Witch Project . Ha avuto decisamente meno successo, sebbene ragguardevoli 600mila view (bianco e nero, molto dialogo, poca azione), eppure è davvero ben scritto e raccontato.

Qualche mese dopo, nell’autunno del 2014, è la volta di una webserie animata in 6 episodi su Judge Dredd intitolata Superfiend (sono passati due anni dall’omonimo remake da lui prodotto) e adesso arriva Power/Rangers .
È diretto dal regista di video musicali Joseph Kahn , ha tra gli attori James Van Der Beek (noto per aver interpretato il protagonista della serie per adolescenti Dawson’s Creek) ed è pieno di effetti visivi, attori, controfigure e stunt. Come dice il titolo, l’obiettivo è riprendere la serie degli anni ’90 per dargli uno sguardo adulto. Adi Shankar era bambino quando Power Rangers (la serie) era in onda, ora la guarda con affetto ma rimane affezionato ad una storia che, a suo dire ha molto di adulto. Dei bambini addestrati per essere soldati in una guerra contro le macchine, Power/Rangers racconta come dovrebbe essere davvero la loro storia se fosse tutto più realistico, quanto dovrebbero essere distrutti mentalmente da quel che hanno subito.

Power/Rangers

Il video è a 6 milioni di view in solo un giorno (ma chi detiene i diritti dell’immagine dei Power Rangers sta lottando per levarlo da YouTube), è realizzato con grande perizia tecnica ma non brilla per scrittura. Tuttavia è evidente che non sta qui il punto: per quanto si tratti di modi per mettere in luce e/o sperimentare talenti, è evidente che quello che fa Adi Shankar è in realtà camminare sui confini di ciò che la cultura di massa sta dimostrando di successo (i fumetti, i revival, le versioni dark di cose di cui il pubblico fruiva da bambino) per cavalcarlo.
Shankar applica la mentalità imprenditoriale hollywoodiana vera, quella spietata, dura e che conosce cosa possa avere successo e cosa no. È esattamente quel che chiunque altro cerchi di avere successo su YouTube fa: imitare cinema e televisione, camminare nelle sue orme, seguire i loro successi. Solo che Shankar lo fa alla grande, con le idee giuste (budget diversi da quelli degli indipendenti) e quindi con esiti differenti.

POWER/RANGERS

VENOM: TRUTH IN JOURNALISM

Gabriele Niola
Il blog di G.N.

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Pubblicato il
26 feb 2015
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