WebTheatre/ La TV tagliata per la Rete

di G. Niola - Un esame universitario a puntata, una facoltà per ogni episodio: una webserie italiana che ha trovato per la gag televisiva le dimensioni della Rete

Roma – Sta macinando ottimi risultati Esami , la webserie arrivata solo al secondo episodio, ideata e interpretata da Edoardo Ferrario .
Ad alimentare il successo di questi primissimi episodi è inevitabilmente il nome di Ferrario, non notissimo ma nemmeno sconosciuto, emerso sui vecchi media (prima gli spettacoli teatrali poi la televisione, su La7) e ora approdato ai nuovi con una declinazione della sua comicità in perfetta continuità con quanto fatto in precedenza. Tuttavia è anche evidente che nel passare alla rete si sia adeguato, consciamente o meno, agli standard, ai gusti e alla maniera migliore per veicolare la sua comicità.

Esami

Innanzitutto la trovata molto potente della serie è di essere glocale. Il format vede ogni volta uno studente confrontarsi con un professore in una sessione d’esame (alle volte il protagonista è lo studente, alle volte il professore), ogni puntata corrisponde ad una facoltà e ne sfrutta stereotipi, luoghi comuni o anche solo l’ambiente. Questo identifica immediatamente la puntata come un oggetto virale (sarà condivisa di certo da tutti coloro i quali hanno frequentato i suddetti corsi a prescindere dal posizionamento geografico) e stimola attesa per le successive facoltà. A livello locale poi c’è il fatto che Ferrario in nessun momento nasconde la sua comicità romana, facendo presa in maniera ancora più forte e decisa sul pubblico locale.

Ma sarebbe ingiusto parlare di Esami solo dal punto di vista della sua (riuscitissima) strategia di posizionamento, un dettaglio determinante per essere notato ma insufficiente per creare attenzione se non supportata da scrittura e recitazione, proprio quello che in realtà, di solito, meno è curato online.
Edoardo Ferrario interpreta sempre entrambi i ruoli, sia studente che professore, con cambi di look che curiosamente (ma forse nemmeno troppo) ricordano il parrucchismo portato in Italia da Willowoosh , e giocando su una mimica facciale tra l’esagerato e l’adeguatamente caricaturale.

Esami però non è ThePills , né vuole esserlo, non cerca cioè di creare una grammatica audiovisiva della rete, anzi ha una messa in scena ai minimi livelli, che cerca di fare quanti meno danni è possibile, molto in linea con il principio che vige nella mondo della commedia cinematografica e televisiva italiana (la quale risponde al principio “Se il contenuto è caricaturale la messa in scena dev’essere quanto più possibile sobria e chiara”). E di conseguenza Esami non crea mai umorismo con le immagini, con il montaggio o con espedienti registici, è solo Ferrario a far funzionare ogni gag. Verbale o mimica che sia, è attorno al suo corpo comico che ogni battuta si muove, di nuovo in armonia con la concezione di commedia che più funziona nel nostro paese (in cui l’intreccio è sempre funzionale ad un comico che fa da portabandiera per ogni gag).

È quindi con una fortissima continuità con quel che si vede negli altri media che Esami si sta facendo strada (sia bene che velocemente) nel panorama online, cercando in sostanza di tradurre per un pubblico che dalla rete riceve altro, quei meccanismi di provato successo.
In questo senso Esami continua il flusso di immagini e di umorismo del cinema e della tv, trovandogli la dimensione migliore per la rete.

ESAMI – MEDICINA

ESAMI – ECONOMIA

Gabriele Niola
Il blog di G.N.

I precedenti scenari di G.N. sono disponibili a questo indirizzo

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  • gianni scrive:
    aereo
    certo che prender in un occhio un pilota d aereo a migliaidi metri d altezza quando è seduto al suo posto e vede SOLO davanti e non per terra... ce ne vuole
    • Funz scrive:
      Re: aereo
      - Scritto da: gianni
      certo che prender in un occhio un pilota d aereo
      a migliaidi metri d altezza quando è seduto al
      suo posto e vede SOLO davanti e non per terra...
      ce ne
      vuoleIn realtà è parecchio semplice. A centinaia di metri di distanza l'area illuminata dal laser è comunque piuttosto ampia, abbastanza da coprire l'intero parabrezza. Può essere difficile tenere puntato il laser sull'aereo per un tempo sufficiente a fare danni, ma non fare più passate.Il pilota vede un punto luminoso accecante a terra; se gli va bene avrà per un po' un'immagine persistente sulla retina come quando si fissa troppo una lampadina, se gli va male accecamento temporaneo o persino danni permanenti.
  • ... scrive:
    ma che potenza hanno?
    i puntatori laser che conosco io sono quelli per le sale riunioni. Delle dimensioni di una penna o di un portachiavi, punti sulla lavagna per evidenziare i punti dei queli stai parlando. Si tratta di pochi millivat. Ma per puntare un aereo in decollo o in volo distante centinaia di metri se non chilometri, che potenza serve?E poi il pilota dovrebe guardare nella mia direzione per essere colpito sugli occhi, no? una visiera o un paio di occhiali di quelli che parano i bordi degli occhi come quello dei saldatori dovrebbe ridurre la superficie esposta e queidi ache l'eventuale danno.Piu' che multe e taglie, diano occhialetti da 3 euro e fine.
    • krane scrive:
      Re: ma che potenza hanno?
      - Scritto da: ...
      i puntatori laser che conosco io sono quelli per
      le sale riunioni. Delle dimensioni di una penna o
      di un portachiavi, punti sulla lavagna per
      evidenziare i punti dei queli stai parlando.Ecco, ora cerca laser astronomici su google e fatti una cultura, poi ci sono anche i laser da discoteca o per le feste, che si trovano facilmente.
      Si
      tratta di pochi millivat. Ma per puntare un aereo
      in decollo o in volo distante centinaia di metri
      se non chilometri, che potenza serve?
      E poi il pilota dovrebe guardare nella mia
      direzione per essere colpito sugli occhi, no? una
      visiera o un paio di occhiali di quelli che
      parano i bordi degli occhi come quello dei
      saldatori dovrebbe ridurre la superficie esposta
      e queidi ache l'eventuale danno.
      Piu' che multe e taglie, diano occhialetti da 3
      euro e fine.
    • jack scrive:
      Re: ma che potenza hanno?
      esistono, esistono :(
    • Francesco scrive:
      Re: ma che potenza hanno?
      Sorry, ma se usi degli occhiali da saldatore nel rimanente 99.9999999% del tempo nel quale non cercano di accecarti, come lo guidi l'aereo? Coi comandi vocali?
      • ... scrive:
        Re: ma che potenza hanno?
        - Scritto da: Francesco
        Sorry, ma se usi degli occhiali da saldatore nel
        rimanente 99.9999999% del tempo nel quale non
        cercano di accecarti, come lo guidi l'aereo? Coi
        comandi vocali?secondo me "l'accegaccio" avviene durante atterraggio/decollo, per cui finita quella fase, li togli.
        • Sempliciott o scrive:
          Re: ma che potenza hanno?
          Perché spendere miliardi per dotare tutti i piloti di occhiali da saldatore, quando basterebbe farli decollare ed atterrare ad occhi chiusi? O) :D (cylon) (troll3)
    • Boh scrive:
      Re: ma che potenza hanno?
      - Scritto da: ...
      i puntatori laser che conosco io sono quelli per
      le sale riunioni. Delle dimensioni di una penna o
      di un portachiavi, punti sulla lavagna per
      evidenziare i punti dei queli stai parlando. Si
      tratta di pochi millivat. Ma per puntare un aereo
      in decollo o in volo distante centinaia di metri
      se non chilometri, che potenza
      serve?
      E poi il pilota dovrebe guardare nella mia
      direzione per essere colpito sugli occhi, no? una
      visiera o un paio di occhiali di quelli che
      parano i bordi degli occhi come quello dei
      saldatori dovrebbe ridurre la superficie esposta
      e queidi ache l'eventuale
      danno.
      Piu' che multe e taglie, diano occhialetti da 3
      euro e
      fine.http://www.wickedlasers.com/e buon divertimento
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