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Rassicurazioni e identificazione, consigli e ironia mordace. L'esperienza di veri genitori per una tv tematica e un target mirato
Rassicurazioni e identificazione, consigli e ironia mordace. L'esperienza di veri genitori per una tv tematica e un target mirato

L’esempio di tutto ciò che di positivo, interattivo, formativo e redditizio si può fare online con il video lo danno le webtv, i vlog o le serie online dedicate alla maternità e alla paternità. Una categoria in fortissima espansione anche anche in Italia.

Il punto è che la maternità e tutto ciò che concerne l’essere genitori è uno dei contenuti più forti che ci siano in assoluto: sufficientemente preciso e delimitato da favorire la vendita di spazi pubblicitari, sufficientemente interessante (per chi è interessato) da fomentare una fruizione lunga e non episodica e dotato di un target infinito. Tale target è tra i migliori che si possano desiderare. BSM Media riporta che (negli Stati Uniti) l’80% delle mamme guarda almeno un video online ogni settimana e l’87% legge un blog. Quasi la totalità di un segmento che costituisce il 40% della popolazione, che in molti casi risiede a casa e che è avida di informazioni e di confronto.

Intorno a questo popolo di mamme (e in maniera minore di padri) negli Stati Uniti è fiorita una vasta produzione di serie per la rete che parlano, ridono e raccontano l’essere genitori ad un pubblico di genitori e anche una serie di webtv a sfondo didattico-informativo. A quest’ultima categoria appartiene l’unico esperimento noto in Italia: Mammenellarete.it .
Dopo un anno di presenza online il sito ha cambiato piattaforma e si è evoluto tecnologicamente (arricchendosi di nuove sezioni e servizi), verso la dimensione di vera webtv a tema. Curato da YKS, Mammenellarete.it riunisce infatti idee, suggerimenti, storie, commenti sulla maternità in forma di video. La quantità di materiale presente è veramente alta e molto ben organizzata. Non solo ci sono video di tutte le categorie (compresi quelli che mostrano solo bambini che ballano o simili amenità da YouTube) ma sono anche divisi per età del bambino o per fase della gravidanza.

Mamme nella rete Mammenellarete.it si fonda su un misto di contenuti prodotti e inviati dagli utenti e di contenuti prodotti internamente, affiancando così storie e commenti veri a giudizi di esperti o anche parti più didattiche. L’unico esempio in cui più l’UGC è artigianale, tematico e quasi ossessivo nel trattare sempre i medesimi temi e nel mettere in mostra la propria esperienza, più funziona . In questo senso si tratta di una “tv tematica”, cioè nel suo scegliere un argomento ed esplorarlo in tante dimensioni diverse; ma poi ha tutta una parte più “social” che consente un’interazione forte tra gli utenti. Il misto di commenti, feed RSS, valutazioni, tag cloud, podcast, canali, WiTv (un’interfaccia tutta in flash che propone i medesimi contenuti ma spingendo più sulla fruizione del video in contemporanea alla navigazione), blog ecc. rende Mammenellarete.it la realtà di webtv più curata moderna ed efficiente del nostro paese nonostante non sia rivolta ad un pubblico indifferenziato. Anzi, proprio la sua scelta di ritagliare un pubblico precisissimo rende l’idea vincente. C’è, per dire, anche tutto uno spazio apposito e delimitato (il “club delle mamme”) in cui le aziende possono proporre prodotti, illustrarli, spiegarli e favorirne l’acquisto con sconti e offerte.

Mammenellarete.it però non traccia una vera differenza tra madri e padri. Nonostante il sito abbia un indirizzo chiaro fin dal nome, lo stesso è presente una sezione sulla paternità che sembra comunque realizzata per essere vista dalle madri (vedi il video più visto di tutti). Sebbene i contenuti riguardino la paternità o racconti di paternità, il tono, le informazioni e il modo di porsi rispetto allo spettatore sembrano decisamente più indirizzati alle mamme.

Discorso opposto a quello che accade nel più maturo mercato statunitense, dove ai padri sono dedicate serie a parte come DadLabs , che salta di puntata in puntata tra video didattici, promozionali e puramente finzionali. Più che altro gag demenziali intorno alle cose che hanno in comune i padri.

Con un diverso senso dello spettacolo e dell’entertainment invece in America la maternità ha dato vita a moltissime diverse produzioni spesso a sfondo fiction o docu-fiction, cioè quei video che raccontando storie di finzione affrontano temi e veicolano informazioni. A differenza però degli equivalenti televisivi, o addirittura cinematografici, ad essere messe in scena non sono mamme finte o celebrità che sono diventate mamme in passato (che rappresenterebbero la versione idealizzata di una mamma), bensì donne che autenticamente si presentano come mamme (poco trucco, fisico imperfetto, bella presenza ma di età matura e modo di fare confidenziale).

in the motherhood È cominciato tutto con In The Motherhood , serie comica decisamente di alto profilo, tutta dalla parte delle madri incentrata sulle difficoltà e i problemi dell’essere mamme di bambini piccoli. Con il tempo e con il successo è cresciuta anche di budget fino ad arrivare nell’ultima stagione per la rete a costare 40.000 dollari al minuto (come una serie per la televisione a basso costo), ad avere due sponsor fissi e immutabili (Unilever e Sprint) che hanno brandizzato anche tutto il sito, e a poter far entrare nel cast un nome noto come Jenny McCarthy. Tutto questo (oltre ovviamente al successo online) sono fruttati a In The Motherhood il salto al mondo della televisione con uno show proprio acquistato da ABC .

coolmom Altro caso clamoroso è quello di CoolMom , serie tutta incentrata su Daphne Brogdon, creatrice e protagonista assoluta di ogni episodio. È lei la CoolMom (o in una visione più completa lo è quella che sceglie di guardare simili contenuti brevi e alla moda in rete e non una sitcom familiare in televisione) che guardando dritta in camera in ogni puntata affronta un tema diverso, spesso aiutandosi con la sua vera bambina, ironizzando sulla difficoltà di gestire vita privata, esigenze femminili e cura del bambino. Il tono è ovviamente scherzoso e giocoso e le finalità sono assolutamente consolatorie, ovvero mostrare, dimostrare e rassicurare chi sta guardando sulle proprie fobie da mamma e sul proprio status privilegiato.

Cosa che decisamente non fa Faux Baby , serie che esce dalla factory di Strike.tv e che senza alcun intento didattico racconta di una coppia che, spaventata all’idea di non essere pronta ad avere un bambino, riceve dalla psichiatra un bambolotto molto realistico con cui fare le prove.
In questo caso la paternità e la maternità sono affrontate insieme e con una certa cattiveria, mettendo in evidenza più le molte ombre che le poche luci. Non c’è per nulla un tono consolatorio e non c’è nessun invito all’identificazione, si potrebbe anzi direi che Faux Baby non è nemmeno una serie indirizzata al medesimo target delle altre, perché in nessuna maniera suggerisce allo spettatore che le persone coinvolte nella realizzazione sono effettivamente genitori.

MAMMENELLARETE.IT – Quando l’ho saputo

MAMMENELLARETE.IT – Giochiamo sul divano

DADLABS – Cry
COOL MOM – Bully Kids
IN THE MOTHERHOOD – Grocery Disaster

FAUX BABY – EPISODIO 2

Gabriele Niola
Il blog di G.N.

I precedenti scenari di G.N. sono disponibili a questo indirizzo

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11 02 2009
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