WebTheatre/ Zombie in Sardegna

di G. Niola - Un pilota che intreccia storie di zombie alle tradizioni sarde, un pilota ben confezionato alla ricerca di una produzione. Che futuro per Ischidados?

Roma – Non c’è un modo solo di fare webserie. Non c’è una maniera unica di poter realizzare un progetto online sia se si è noti nell’ambiente, sia se si è esordienti totali. Ci sono diversi ordini di idee e di budget, diverse tipologie di appeal del progetto (alcuni piacciono già sulla carta, altri vanno visti) e infine ci sono tasche diverse. C’è chi si finanzia da solo interamente (quindi praticamente non paga nessuno) e c’è chi cerca un produttore, c’è chi si affida a colossi, chi cerca l’aiuto della RAI e chi si rivolge agli indipendenti. C’è infine chi sceglie il crodwfunding.
Ischidados , al momento non ha scelto ancora nulla, però sulla carta è uno dei progetti che più meriterebbero l’attenzione di tutti.

Ischidados

Concettualmente muove da presupposti “americani”, ovvero cavalcare qualcosa che ha già avuto successo su altri media, qualcosa che appartenga già all’immaginario collettivo per godere del suo quoziente di richiamo e poi da quello partire per realizzare una variazione (possibilmente) interessante. Nel caso della webserie in questione l’elemento di richiamo sono gli zombie e non si fa mistero di guardare un po’ a The Walking Dead fin dal primo frame della puntata pilota .
A questa suggestione Ischidados fa la sorpresa di aggiungerne un’altra, quella delle tradizioni sarde. Creando una sua mitologia a partire dai misteri legati ai mamutones, la serie (che ora esiste solo in potenza perché di fatto è stato girato solo il pilota) incrocia quindi due tipi di generi per un survival horror che sconfini quasi nel fantasy. O almeno così sembra di capire.

Ad ogni modo i progetti contano poco di fronte ad un pilota così, girato con intelligenza ed economia di movimenti, progettato con l’attitudine migliore. Basta vedere com’è trattata la carne, come il machete piantato in testa allo zombi basculi dentro la ferita suggerendo la morbidezza del materia di cui è fatta la creatura. Ischidados sa che cosa serve, sa come ottenerlo e non perde tempo appresso alle cretinate. Il pilota quasi non ha dialogo e inventa anche inquadrature intelligenti, immagini potenti, nasconde il volto del “protagonista” finché serve per poi svelarlo nella maniera migliore.

Dietro a tutto ci sono Igor De Luigi e Eugenio Villani di Chunk Collective , con la Sardegna hanno poco a che vedere (sono di base a Torino) ma nell’isola ci sono andati anche solo per girare il pilota. Hanno raccolto storie, commissionato alcuni materiali di scena ad artigiani locali, si sono informati e hanno trovato location. Hanno fatto quindi tutto per bene. L’idea è di usare il pilota per trovare i finanziamenti, non autofinanziarsi, quindi, né farla con poco, ma sondare il terreno e capire se qualcuno può essere interessato. Di certo il pubblico lo è, senza poter contare su nessuna fan base già stabilita il video ad ora ha raggiunto 47mila visualizzazioni, in circa 15 giorni.

Se non si troverà un produttore o un distributore (che spesso su internet coincidono) forse ci sarà una campagna di crowdfunding. Di certo l’impressione è che, fermo restando il fatto che tutta la serie possa essere a livello del pilota, Ischidados sia potenzialmente un prodotto mainstream (per quel che può voler dire questa parola online) in grado di far gola agli operatori maggiori. Se andasse unicamente su YouTube da indipendente è impossibile prevederne il potenziale successo. Troppo legato a dinamiche di fruizione televisive per scatenare quel meccanismo di identificazione tra spettatori e autori (il feeling da “potrei farlo anche io”), privo di youtuber che abilitino l’operazione e paradossalmente troppo raffinato per quegli standard, c’è l’ipotesi che possa raccogliere molto meno di quel che meriti. Spinto ad un pubblico più convenzionale invece potrebbe mostrare bene le potenzialità delle produzioni originali per la rete anche in Italia.

ISCHIDADOS – EPISODIO PILOTA

Gabriele Niola
Il blog di G.N.

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  • Funz scrive:
    kW non kw
    CDO*
  • ceretta scrive:
    Non per essere critico...
    ...ad ogni costo, ma a quando i supercomputer che scaldano pochissimo?Non solo buttiamo via energia in calore dannoso, ma ne buttiamo altra per raffreddare queste costosissime stufe.Per fare solo un esempio, i computer ottici che usano cristalli molto puri sono in "sperimentazione" da molti anni, e ormai si è capito che la leggera distorsione del reticolo cristallino provocata dalla gravità non è così grave come si pensava, e i nuovi laser permettono un pompaggio di precisione.Eppure non si vede in giro niente.Siamo prigionieri di logiche di mercato distorte che causano follie come quella delle auto a idrocarburi, in cui più dell'80 percento del carburante è buttato in calore, e che sono migliorate nell'efficienza di qualche punto percentuale, in più di cento anni...
    • Leguleio scrive:
      Re: Non per essere critico...

      ...ad ogni costo, ma a quando i supercomputer che
      scaldano
      pochissimo?
      Non solo buttiamo via energia in calore dannoso,
      ma ne buttiamo altra per raffreddare queste
      costosissime
      stufe.
      Per fare solo un esempio, i computer ottici che
      usano cristalli molto puri sono in
      "sperimentazione" da molti anni, e ormai si è
      capito che la leggera distorsione del reticolo
      cristallino provocata dalla gravità non è così
      grave come si pensava, e i nuovi laser permettono
      un pompaggio di
      precisione.
      Eppure non si vede in giro niente.Inventalo tu. Non vedo dove sia il problema.
      Siamo prigionieri di logiche di mercato distorte
      che causano follie come quella delle auto a
      idrocarburi, in cui più dell'80 percento del
      carburante è buttato in calore, e che sono
      migliorate nell'efficienza di qualche punto
      percentuale, in più di cento
      anni...Le alternative hanno solo svantaggi. Inutile fare tanta filosofia del trasporto: i motori a combustione interna hanno ancora un rapporto prezzo/prestazioni, e prezzo/autonomia, che gli altri semplicemente si sognano.A volte le questioni sono molto più semplici di quanto appare.
  • iRoby scrive:
    Rumorosità
    Secondo me il raffreddamento a liquido è di grand lunga migliore soprattutto dal punto di vista della rumorosità.Un data center dove c'è solo il ronzio di pompe d'acqua rispetto a ventole da 8.000-10.000rpm che tutte insieme possono raggiungere e superare i 90dB, è molto più silenzioso e ci si lavora meglio.
    • tucumcari scrive:
      Re: Rumorosità
      Si ma detto tra noi... il contributo maggiore a quei decibel non lo da il raffreddamento delle CPU ma quello delle ventole degli alimentatori. ;)
      • tucumcari scrive:
        Re: Rumorosità
        In parte anche gli zampini. :D
      • Etype scrive:
        Re: Rumorosità
        Veramente le ventole degli alimentatori,a meno di temeperatura elevata, sono le più silenziose delle altre.Il contributo maggiore sono il numero e la velocità alla quale girano,alla forma delle pale,tipo supporto,ecc
        • tucumcari scrive:
          Re: Rumorosità
          - Scritto da: Etype
          Veramente le ventole degli alimentatori,a meno di
          temeperatura elevata, sono le più silenziose
          delle
          altre.Qui la temperatura è elevata.
          Il contributo maggiore sono il numero e la
          velocità alla quale girano,alla forma delle
          pale,tipo
          supporto,eccUn bel liquido a zero kelvin e passa la paura.
          • Etype scrive:
            Re: Rumorosità
            - Scritto da: tucumcari
            Qui la temperatura è elevata.Allora sei fregato :P
            Un bel liquido a zero kelvin e passa la paura.Ci sono anche alimentatori PC fanless,il costo non è proprio abbordabile ma volendo :)Il mitico raffreddamento a liquido,come si faceva con i primi calcolatori :)
          • tucumcari scrive:
            Re: Rumorosità


            Un bel liquido a zero kelvin e passa la paura.

            Ci sono anche alimentatori PC fanless,il costo
            non è proprio abbordabile ma volendo
            :)Ottimi i fanless. :)Basta che il significato sia "non contiene fan Apple e Microsoft". E' un valore aggiunto.
            Il mitico raffreddamento a liquido,come si faceva
            con i primi calcolatori
            :)Lì c'era anche l'antigelo, era copiato dall'impianto delle automobili.
    • MacGeek scrive:
      Re: Rumorosità
      - Scritto da: iRoby
      Secondo me il raffreddamento a liquido è di grand
      lunga migliore soprattutto dal punto di vista
      della
      rumorosità.

      Un data center dove c'è solo il ronzio di pompe
      d'acqua rispetto a ventole da 8.000-10.000rpm che
      tutte insieme possono raggiungere e superare i
      90dB, è molto più silenzioso e ci si lavora
      meglio.90db un data center? Non ho frequentati molti, ma non mi pare.E poi comunque sono gestiti in remoto.Comunque il raffreddamento a liquido ogni tanto ritorna, non è certo una novità. È certamente più efficiente di quello ad aria ma per contro è più complicato, potenzialmente inaffidabile, richiede più manutenzione e quindi alla fine tipicamente più costoso.
      • Etype scrive:
        Re: Rumorosità
        - Scritto da: MacGeek
        certamente più efficiente di quello ad aria ma
        per contro è più complicatoliquido,tubi,pompe e radiatori cosa c'è di tanto complicato ?
        potenzialmente
        inaffidabileMa neanche per sogno...
        richiede più manutenzione e quindi
        alla fine tipicamente più
        costoso.Ma di che ? Molti prodotti per PC non richiedono alcuna manutenzione,il liquido interno è praticamente sigillato ed è a vita,ce ne sono per tutte le tasche.
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