WhatsApp: se è meno virale, è più sicuro

WhatsApp limita la possibilità di inoltrare i messaggi da 250 destinatari a 25: così facendo si riporta il messenger alla sua identità di messenger.

WhatsApp: se è meno virale, è più sicuro

WhatsApp sta per limitare il numero di “forward” possibili per ogni singolo messaggio. In pratica quel che l’app sta per andare a fare è una forte limitazione delle possibilità di inviare messaggi ad altre persone con modalità automatiche, il che dovrebbe consentire di abbassare pesantemente la viralità delle catene nelle quali l’utente perde il contatto con il significato in favore di semplici dinamiche di moltiplicazione del messaggio.

Il motivo di questa scelta è estremamente serio: WhatsApp sarebbe legato ad una serie di violenze avvenute in India nei giorni scorsi, dove la viralità dei messaggi è stata benzina gettata sul fuoco dei fatti che stavano avvenendo. Quando in ballo ci sono vite umane, i toni si impennano e WhatsApp ne è rimasto intrappolato: il gruppo ha voluto così immediatamente smarcarsi da ogni responsabilità con una azione repentina che riporta l’app nell’alveo dell’identità con cui è nata. Quel che il team di Mark Zuckerberg è andato a fare è un semplice limite: rallentando la viralità estrema di taluni contenuti, se ne limitano le conseguenze.

WhatsApp in realtà si era già mossa in tal senso nel momento in cui ha iniziato a etichettare i messaggi provenienti da fonti terze, così da rendere più trasparenza la dinamica con cui un contenuto viene prodotto (con tutte le differenze di significato che possono esserci tra un messaggio reindirizzato ed uno scritto di proprio pugno). Ora tagliando le possibilità di invio si compie un gesto ancor più estremo e limitativo, che vanno a frenare in modo radicale le catene di invio di massa. Le conseguenze? Meno spam, meno catene, meno canali di propagazione delle fake news e, in definitiva, meno rumore di fondo. A tutto vantaggio dell’esperienza utente.

I limiti si abbassano dai 250 destinatari precedenti ai 20 attuali; in India, ove il problema si è manifestato con maggior incisività, il limite è abbassato a 5. WhatsApp spiega la propria scelta con il bisogno di riportare il servizio alla propria vocazione originaria, più intima e personale, per amici e famiglie. Più in generale si vuole evitare che WhatsApp diventi un social network con invii uno-molti, così da mantenere i messaggi all’intero di cerchie chiuse e senza incontrollabile viralità.

In ballo non ci sono quindi soltanto le possibili derive che possono seguire all’abuso delle possibilità dell’app, ma anche le possibili distorsioni che usi deviati potrebbero comportare all’app stessa. WhatsApp intende mantenere ferma la propria identità ed il modo in cui è percepita: poteva farlo prima, in un momento più opportuno, senza aspettare che sul brand pendesse l’ombra degli scontri in India e Myanmar (per chiarezza: WhatsApp non è la causa degli scontri, ma è uno degli strumenti su cui il fuoco della violenza è divampato), ma si tratta in ogni caso di una scelta corretta che rimette WhatsApp al proprio posto togliendo linfa alle incontrollabili conseguenze degli abusi.

Fonte: WhatsApp Blog

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