WhatsApp: nuove protezioni contro gli spyware

WhatsApp: nuove protezioni contro gli spyware

Le impostazioni restrittive di WhatsApp disattivano le funzionalità spesso sfruttate per effettuare attacchi sofisticati, come quelli con spyware.
WhatsApp: nuove protezioni contro gli spyware
Le impostazioni restrittive di WhatsApp disattivano le funzionalità spesso sfruttate per effettuare attacchi sofisticati, come quelli con spyware.

Meta ha annunciato nuove protezioni per WhatsApp contro gli attacchi informatici più sofisticati, come gli spyware. Nelle prossime settimane saranno disponibili le impostazioni restrittive dell’account che disattivano alcune funzionalità sfruttate per distribuire malware. È in pratica una soluzione simile al Lockdown Mode di Apple.

Funzionalità disattivate con le impostazioni restrittive

WhatsApp protegge le conversazioni con la crittografia end-to-end, ma ciò non blocca gli attacchi informatici più sofisticati che sfruttano eventuali vulnerabilità zero-day delle app Android e iOS. Vengono eseguiti con i cosiddetti spyware commerciali (i più noti sono Pegasus di NSO Group, Graphite di Paragon e Predator di Intellexa) contro specifici target, tra cui giornalisti, attivisti e politici.

La funzionalità sarà accessibile in Impostazioni > Privacy > Avanzate (non è ancora arrivata in Italia). Attivando le impostazioni restrittive ci saranno questi cambiamenti:

  • Sicurezza: la verifica in due passaggi è attivata. Le notifiche di sicurezza sono attive e bloccate.
  • Messaggi e file multimediali: gli allegati e i file multimediali provenienti da mittenti sconosciuti saranno bloccati. Le anteprime dei link sono disattivate.
  • Chiamate: le chiamate da mittenti sconosciuti sono silenziate. L’indirizzo IP è nascosto durante le chiamate.
  • Profilo e stato: l’ultimo accesso e lo stato online, l’immagine del profilo e i dettagli della sezione Info sono bloccati e visibili solo ai contatti o alle persone selezionate.
  • Gruppi: solo i contatti conosciuti o le persone selezionate possono aggiungere l’utente ai gruppi.

L’annuncio delle nuove protezioni coincide con la presentazione di una denuncia da parte di alcuni utenti, secondo i quali Meta può accedere alle conversazioni. Il capo di WhatsApp ha dichiarato che ciò è completamente falso. La denuncia è stata presentata dallo stesso studio legale che difende NSO Group.

Fonte: Meta
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Pubblicato il
27 gen 2026
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