Wi-Fi, Italia settima potenza

Superano quota 50mila gli hotspot nel mondo. I numeri italiani non sono quelli di Stati Uniti, Regno Unito o Giappone ma una cattiva normativa e un mercato condizionato non bastano a fermare la crescita degli hotspot italiani. I dati
Superano quota 50mila gli hotspot nel mondo. I numeri italiani non sono quelli di Stati Uniti, Regno Unito o Giappone ma una cattiva normativa e un mercato condizionato non bastano a fermare la crescita degli hotspot italiani. I dati


Roma – L’Italia è settima in un’autorevole classifica degli hotspot Wi-Fi disponibili nel mondo, un risultato inaspettato viste le enormi difficoltà in cui si muove il settore . Ma anche un risultato che alimenta le speranze di chi vorrebbe davvero poter contare su connettività ovunque e a buon prezzo.

A stilare una classifica degli hotspot che lentamente stanno mettendo in rete aree sempre più ampie, soprattutto nelle città, sono gli esperti di JiWire secondo i quali oggi sulla Terra sono attivi 55.092 hotspot in 93 paesi . Come noto gli hotspot sono quelle aree servite dalla connettività Wi-Fi, luoghi nei quali con i dispositivi compatibili, ad esempio un portatile con scheda Wi-Fi, è possibile collegarsi alla rete in qualunque momento.

La classifica mondiale che emerge dalla rilevazione non è un modo per premiare chi si sta sforzando per dare al Wi-Fi il ruolo che merita quanto invece è un risultato del tentativo di capire a quali condizioni la connettività wireless per eccellenza si va diffondendo.

Emerge così che sono gli Stati Uniti a primeggiare , con più di 21mila hotspot, seguiti con poco più di 9mila dal Regno Unito. A seguire sono Germania (quasi 6mila), Francia (poco più di 3mila) e a ruota Giappone, Svizzera ed infine Italia, con 1.111 hotspot.

In una pagina dedicata , JiWire offre nel dettaglio un elenco degli hotspot disponibili nel nostro paese. Si va dai 112 di Milano ai 111 di Roma passando per i 15 di Napoli, gli 11 di Pisa, gli 8 di Palermo e via dicendo.

Sebbene i dati di JiWire vadano presi con una qualche cautela perché non è detto che includano tutti gli hotspot effettivamente disponibili, il quadro tracciato nell’ultimo rapporto dell’azienda indica una tendenza di sviluppo rapida. “I nostri calcoli – spiegano gli esperti di JiWire – prevedono nel 2005 un aumento del 100 per cento negli hotspot disponibili”. C’è anche da sottolineare che la maggior parte degli hotspot offre accesso a pagamento e questo nonostante la crescita di molti hotspot cosiddetti “free”, come quelli offerti da alcune biblioteche, da certi areoporti e via dicendo.

Va però sottolineato che secondo gli osservatori per spingere sulla diffusione del Wi-Fi l’Italia non è certo nella migliore posizione . Vittima di un mercato e di una normativa di settore che rendono la vita difficile anche agli operatori più innovativi , il nostro paese non ha ancora visto nascere iniziative come quelle che in certe grandi città all’estero, stanno trasformando il panorama urbano della connettività. Si pensi ai grandi progetti di connettività di San Francisco , St.Louis o Amsterdam .

A quanto pare il ministro alle Comunicazioni Maurizio Gasparri sembra intenzionato a vedere se si può fare qualcosa per allineare la crescita italiana a quella dei paesi più avanzati e alla fine dello scorso ottobre ha attivato una serie di audizioni richieste da lunghi mesi dai provider italiani. Audizioni dalle quali, però, allo stato non è ancora emersa alcuna decisione rilevante.

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17 01 2005
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