Wiki, niente Leaks per l'Iran

Il sito dedito alla raccolta di documenti scottanti non sarebbe raggiungibile
Il sito dedito alla raccolta di documenti scottanti non sarebbe raggiungibile

In Iran non si è placata la furia dei contestatori così come la mano del Palazzo non sembra affatto stanca : Wikileaks è solo l’ultimo di una lunga serie di siti Web finiti nelle liste di proscrizione .

Dai social network ai siti d’informazione esteri, il periodo elettorale iraniano ha rappresentato per la Rete locale un susseguirsi di limitazioni all’accesso e alla diffusione di notizie. Tuttavia quella di Wikileaks costituisce un’eccezione poiché i gestori del sito hanno commentato l’atto con toni molto diversi da quelli sentiti finora.

Non è stata una vera e propria condanna: sulla pagina di Wikileaks dedicata alla faccenda si legge che “una nazione in via di sviluppo delle dimensioni dell’Iran, che deve far fronte ad avversari molto più potenti, potrebbe aver bisogno di censurare i canali informativi nemici per mantenere lo status di nazione indipendente”.

Non si tratta però di una giustificazione degli atteggiamenti tenuti dai dirigenti iraniani nei confronti della libertà di informazione: la dichiarazione di Wikileaks continua infatti accusando l’Iran di non aver bloccato il sito per arginare le influenze straniere nello stato, ma per prevenire eventuali fughe di notizie riguardanti gli eventi tumultuosi delle ultime settimane . ( G.P. )

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21 07 2009
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